Camille Claudel, scolpire l’umano

In scena i momenti salienti della vita di Camille Claudel

I differenti linguaggi dell’arte attraverso opere singolari a teatro, per offrire uno sguardo “altro” su pittura, fotografia, danza e psicologia. E’ l’essenza di Visionarie, rassegna tutta al femminile di Casa del Contemporaneo che ospiterà, martedì 7 maggio 2019 alle ore 20.30 (in replica mercoledì 8), negli spazi della Sala Assoli, lo spettacolo Ca/1000 drammaturgia di Enrico Manzo, omaggio a Camille Claudel per la regia di Luisa Corcione.

Presentato da Estudio Associazione Artistica Culturale, l’allestimento si avvale della presenza, in scena, di Noemi Francesca, con le voci di Lino Musella e Giacinto Palmarini, il sound design e le musiche di Marco Vidino, le musiche di Peppe Voltarelli, le opere scenografiche di Luisa Corcione, Rosaria Corcione.

Ca/1000 porta in scena la storia di un’anima attraverso i momenti salienti della vita di Camille Claudel, artista di fine ‘800, dall’arrivo in manicomio a Monfavet alla sua “uscita”, vittoriosamente perdente. Nelle sue opere, l’artista francese è riuscita a scolpire l’animo umano, cogliendone la bellezza ma anche la crudezza, e tutti quegli aspetti solitamente taciuti.

Il coraggio e la forza la resero profonda e autentica, ma fu anche logorata per aver ceduto, in seguito, alle contingenze economiche insuperabili per una donna sola in quell’epoca. Ca/1000 evidenzia quanto le vicende dell’esistenza personale e gli esiti della sua opera siano, inestricabilmente, fusi nel comune fallimento.

Gli elementi che accompagnano in scena il vivido personaggio di Camille Claudel sono le voci, sia presenza assordante sia tenero ricordo, i dipinti, compagni di viaggio per trent’anni della sua esistenza (le “internate” del manicomio), e le sculture.

Luisa, artista poliedrica, porterà nel foyer della Sala Assoli gli appunti visivi su tela dai quali ha preso vita l’allestimento teatrale. Attraverso le tele da lei realizzate si può cogliere il lavoro gestuale e creativo dell’opera finale che vediamo in teatro sotto forma di Rappresentazione.

Molte delle sculture presenti in scena rappresentano il suo diario, il grido disperato di un’anima che passa dalla felicità di un tormentato rapporto d’amore, quello che la legò per alcuni anni a Rodin, fino al rancore e alla rêverie, attraversando l’esaltazione amorosa, l’illusione della felicità e le promesse di fedeltà, l’abbandono, il risentimento, la solitudine estrema, l’amara consapevolezza di un’inguaribile ferita.

“Camille Claudel – sottolinea la regista Luisa Corcione – ebbe la dolorosa capacità di dare forma alle proprie visioni interiori, strappare all’ignoto la nostra parte più recondita, così come scrive Rilke nelle Elegie duinesi. Erano brandelli di verità che le permettevano di vedere più nitidamente ciò che altri potevano solo superficialmente intuire, perché le sue opere sono sofferenza pagata”.

In scena le opere pittoriche e scultoree di Rosaria Corcione artista visiva, che ha detto: ” Per un attimo quando il pubblico vedrà strappare queste opere che ho creato in onore di Camille Claudel immaginerà di capire cosa avrà provato una donna come lei alla quale è stato strappato tanto. Questo progetto è una carezza per chi ha amato senza fine , per chi ha creato senza avere nulla in cambio, per chi ha portato il peso di tante donne nate solo nel tempo sbagliato.”

Note di regia di Luisa Corcione

Si mette in scena il coraggio di Camille, la forza che l’hanno resa profonda e autentica, ma, anche logorata e ‘pazza’.

Dopo l’abbandono di Rodin, Camille ha lottato strenuamente per affermare il suo talento in un periodo in cui la scultura era ancora appannaggio maschile, ma ha ceduto alla fine, per le contingenze economiche insuperabili per una donna sola in quell’epoca. Per questo motivo, in Ca/1000 le vicende dell’esistenza personale e gli esiti dell’opera sono inestricabilmente mescolati e fusi nel comune fallimento.

Si mette in scena l’esaltazione amorosa, l’illusione della felicità e delle promesse di fedeltà, l’abbandono, il risentimento, la solitudine estrema, l’amara consapevolezza di una ferita che mai potrà rimarginarsi.

A lei fu data la dolorosa capacità di dare forma alle proprie visioni interiori, brandelli di verità, per vedere più nitidamente ciò che altri potevano solo superficialmente intuire.

Per raccontare un artista come Camille abbiamo fatto “una chiamata agli artisti” e diversi artisti hanno aderito al progetto: Lino Musella e Giacinto Plamarini hanno prestato la loro voce a Paul Claudel e August Rodin, Marco Vidino ha realizzato le musiche e il sound Design, mentre Peppe voltarelli ha esaltato con la sua potente e raffinata voce uno dei momenti salienti del racconto.

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Ca/1000 drammaturgia di Enrico Manzo
Martedì 7 e mercoledì 8 maggio 2019 @ Sala Assoli Napoli
Inizio delle rappresentazioni ore 20.30
info  3454679142 email info@casadelcontemporaneo.

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