Eugenio Scalfari, ‘Scuote l’anima mia Eros’

Altre scritture: Eugenio Scalfari
a cura di Luigia Sorrentino

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Eugenio Scalfari, uno dei più importanti giornalisti italiani, pubblica un libro pieno di sentimento e di passione: Scuote l’anima mia Eros, Einaudi, 2011 (€ 17,00).

Un libro che ripercorre la storia di uno dei protagonisti del Novecento italiano: i rimpianti, gli slanci, gli amori di uno degli uomini che più di molti altri ci ha raccontato con lucidità e sapienza il nostro tempo. Continua a leggere

La camera ardente per Andrea Zanzotto

La camera ardente per Andrea Zanzotto sarà allestita a partire oggi, mercoledì 19 ottobre, presso la struttura sanitaria dell’ospedale di Conegliano Veneto dove il poeta si è spento ieri all’età di novant’anni compiuti proprio il 10 ottobre e rimarrà aperta fino a venerdì mattina.  

I funerali si terranno venerdì alle 15:00 nel Duomo di Pieve di Soligo. Il rito sarà officiato dal vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo.

Elio Pecora, per Andrea Zanzotto

Elio Pecora, per Andrea Zanzotto

Ci si può perdere e sperdere nelle sue poesie, come accade a chi si spinge oltre il limitare di un bosco e sente di uscire dalla propria mente e dal proprio corpo: per lasciarsi in un tempo che non ha ore né giorni e non gli appartiene. Una perdita che è un incantamento. Un trovarsi nella misura dello sterpo, della foglia. Tornare acqua, vento, nuvola.

Accadeva altrettanto nella persona: la voce leggera, cantante, lo sguardo gentile, a momenti ironico. Da quali reami sconfinati di verità e di stagioni veniva quel suo “petel”: balbettio e mancamento, cenno e viatico inconsolato?
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Valerio Magrelli su Andrea Zanzotto

“La caratteristica più notevole di Andrea Zanzotto è stata la sua straordinaria capacità di connettere aperture verso ricerche psicanalitiche, specie di area francese, da un lato, e il suo totale radicamento nel territorio, dall’altro – spiega Valerio Magrelli. “Pensieri, intuizioni desunte da Heidegger o Lacan sono da lui immesse nella riflessione sulla sua terra, sul luogo, sugli orizzonti entro cui sorge la sua lingua. E’ da questo che nasceva la sua attenzione all’ambiente, che lo ha portato anche a impegnarsi più volte in senso ecologista, ma che si univa poi alla ricerca di strade diverse, coll’uso del dialetto, della lallazione infantile e altre sperimentazioni. Sono le due polarità che lo fanno grande e assieme lo rendono tanto difficile”.

A questo “vorrei aggiungere – dice sempre Magrelli – le sue pagine come critico, che ha scritto cose finissime su Antonin Artaud e Henri Michaux, per esempio, sempre attento alla contemporaneità, facendo attraversare tutto dalla sua personalissima ironia sorniona, affabilissima”.