Agnieszka Osiecka, la poetessa del colore rotto

Agnieszka Osiecka

di Fabio Izzo

Agnieszka Osiecka fu poetessa, regista e giornalista, ma fu anche una delle protagoniste assolute della storia del suo Paese, la Polonia, contribuendo a ridisegnare la società polacca culturale, e non solo, del secolo scorso. In altre parole Agnieszka Osiecka è musica e poesia per l’orecchio polacco e meriterebbe maggiore attenzione nel resto del mondo. Senza trascurare che la sua vita si è interconnessa e ha influenzato Andrzej Wajda, Roman Polanski e Marek Hłasko. Continua a leggere

Arnaut Daniel di Pietro Tripodo venti anni dopo

Pietro Tripodo

A distanza di venti anni si ripubblicano le traduzioni del corpus poetico del trovatore provenzale Arnaut Daniel eseguite dal poeta Pietro Tripodo.

di Carlo Pulsoni

Ho conosciuto Pietro tanti anni fa grazie a Paolo Canettieri. Mi capitava di assistere alle loro infinite discussioni su come tradurre quel verso o quel lemma arnaldiano. A volte vi intervenivo. All’epoca studiavo i problemi attributivi della lirica provenzale, e credo di essere il responsabile dell’inserimento nel volume anche del corpus apocrifo del ‘miglior fabbro’. Mi piace ricordare una conversazione che ebbi con Pietro su Dante e sul numero 9. Pietro era affascinato da questa costruzione dantesca: il 9 come massima espressione dell’amore divino, in quanto ha come radice quadrata il numero tre, la Trinità. Continua a leggere

SUSAN STEWART, “C E N E R E”

Susan Stewart

‘Dimmi, cantore devastato,

come la cenere generi il seme.’

Nota e traduzione a cura di Maria Cristina Biggio

Le poesie qui presentate sono tratte dal nuovo libro di Susan Stewart, CENERE (New and Selected Poems, GRAYWOLF 2017). Il volume raccoglie una sezione di nuove composizioni (Pine: New Poems) e un’ampia retrospettiva di testi precedenti che abbracciano oltre trent’anni di poesia. Salutata dalla critica come uno dei maggiori intelletti delle lettere americane, la poetessa statunitense si conferma, con questa raccolta che re-incanta il mondo, come una delle voci più originali degli ultimi cinquant’anni e autentica pietra miliare nel panorama della poesia contemporanea. Continua a leggere

Attila József

Ad Aprile si festeggia in Ungheria la Giornata della Poesia. E proprio ad Aprile nacque, poco più di 112 anni fa, uno dei maggiori poeti del Novecento ungherese, Attila József, scomparso tragicamente, alla fine del 1937. Le sue poesie furono pubblicate nel 1938, a cura dei suoi compagni della redazione della rivista “Szép Szo” (La bella parola), della quale József fu uno dei redattori-fondatori. Continua a leggere

Joëlle Gardes, “Histoires de Femmes”

La scrittrice e poetessa Joëlle Gardes

Nota dell’autrice

Storie di donne (Histoires de Femmes, Editions Cassis Belli, 2016)) è una raccolta in qualche modo impegnata che esprime la mia indignazione per la sorte che ancora viene riservata alle donne. Nasce dalla mia esperienza personale, da quello che ho osservato nelle donne della mia famiglia o quelle che mi circondano, da accadimenti avvenuti qui e altrove, e da un libro dell’etnologa Yvonne Verdier che mi ha segnato molto. Lei ha descritto la vita di un villaggio nel centro della Francia negli anni cinquanta. Lì, tre donne avevano un ruolo fondamentale prima che la modernità cambiasse tutto: la lavandaia, la cuoca, la sarta. Una delle mie prozie era cuoca e la mia nonna paterna era una sarta. L’osservazione e la cultura si sono incontrate. Il libro di poesie in versi liberi o in prosa, si compone di sette sezioni: cicli, maternità, lavori, maledizioni, famiglia, ritratti, identità. Ognuna è accompagnata da un disegno a carboncino originale del pittore Stéphane Lovighi Bourgogne. Non sono illustrazioni in senso stretto, ma proposte emerse dopo un’immersione nella raccolta. Continua a leggere