Il bacio nella poesia e nell’arte

Un libro d’amore mai pubblicato, un libro sui baci nella poesia e nell’arte per San Valentino. Si tratta di una selezione di poesie con immagini di baci d’amore, baci proibiti, legittimi e illegittimi, baci d’affetto, senza dimenticare i baci di tradimento, scelti  da Alessandro Barbaglia, scrittore e libraio.

Fra gli autori antologizzati Neruda, Valduga, Heine, Rostand, Szymborska… ma l’elenco continua.

CAIO VALERIO CATULLO
Dammi mille baci

Viviamo, o mia Lesbia, e amiamoci,
e le dicerie dei vecchi severi
consideriamole tutte di valore pari a un soldo.
I soli possono tramontare e risorgere;
noi, quando una buona volta finirà questa breve luce,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
poi senza smettere altri mille, poi cento;
poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia,
li confonderemo anzi no, per non sapere (il loro numero)
e perché nessun malvagio ci possa guardare male,
sapendo che ci siamo dati tanti baci. Continua a leggere

In memoria della Shoah

In occasione della Giornata della memoria a Novara giovedì 24 gennaio 2019 alle ore 18, nella sala Genocchio della Biblioteca Negroni (corso Cavallotti 6), presentazione  dell’antologia internazionale “Nell’abisso del lager. Voci poetiche sulla Shoah” a cura di Giovanni Tesio.

Nell’abisso del lager, la prima antologia internazionale di poesie sull’Olocausto, è in libreria dal 20 gennaio 2019.  Le voci poetiche più intense della Shoah sono per la prima volta riunite in un’antologia da cui emerge il valore di testimonianza, di presa diretta e di riflessione, che non attenua l´importanza anche estetica delle poesie di Paul Celan o Nelly Sachs, di Dietrich Bonhoeffer o Mario Luzi, fino ad Antonella Anedda e Erri de Luca.

 

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Lettere d’amore sull’arte e la poesia

 

 

Giovedì 31 gennaio 2019
ore 18.30 (in lingua italiana)
Presentazione libro
FLORIAN ILLIES
L’invenzione delle nuvole. Lettera d’amore sull’arte e la poesia
In occasione dell’uscita della traduzione italiana, in collaborazione con Marsilio Editore
Con l’autore interviene il giornalista Dario Pappalardo

Casa di Goethe
Via del Corso, 18
00186 Roma

Dall’Ottocento di Caspar David Friedrich, passando per l’espressionismo di Gottfried Benn fino alla tragedia della Prima guerra mondiale con Georg Trakl e alla Pop Art di Andy WarhoI, Illies ci accompagna attraverso due secoli d’arte e letteratura. Ad affascinarlo non sono solo le vite dei pittori e le loro opere: come nella tradizione di un novello Warburg lo sguardo dello storico dell’arte tedesco è capace di trovare percorsi latenti, fili nascosti, rimandi e simboli che mostrano in una nuova luce i segni del passato. Si scopre così, in una personalissima e suggestiva camera delle meraviglie, perché nel loro Grand Tour i pittori dell’Ottocento scegliessero di fermarsi in piccoli e dimenticati borghi italiani per studiarne la luce e il panorama unici, o in che modo, da Goethe in poi, il Vesuvio sia diventato un’ossessione per molti artisti tedeschi, fino a domandarsi se il Romanticismo non fosse davvero una malattia e, nel caso, se fosse curabile. Nel racconto di Illies immagini quotidiane e luoghi d’elezione di scrittori e artisti riemergono pieni di luce, colore, di struggente bellezza.

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Mia Lecomte, “Di un poetico altrove”

Le migrazioni planetarie messe in opera dai rivolgimenti storici e politici della fine del secolo scorso stanno sconvolgendo gli attuali assetti nazionali e sottoponendo le popolazioni a un rimescolamento identitario e linguistico a cui conseguono culture ibridate e la messa in discussione della legittimità dei canoni letterari. Le cosiddette letterature transnazionali allofone vengono disegnando la mappa sempre più allargata di un nuovo universo letterario costituito da scrittori “ubiqui”, inclassificabili, la cui produzione narrativa e poetica sfugge alle definizioni di genere e pone l’accento sulle dinamiche linguistiche inerenti alle scritture in transito. Continua a leggere

Stefano Carrai, “La traversata del Gobi”

Stefano Carrai

Scrivere un libro di poesia significa sempre fare i conti con la storia, quella personale e quella della forma che configura l’esperienza, la mette quasi in trama e la rende più leggibile di quanto non fosse, per così dire, dal vivo… È sotto questa costellazione che si colloca il libro di Stefano Carrai”.

Niccolò Scaffai

da “La traversata del Gobi”, di Stefano Carrai, (Nino Aragno Editore, Torino 2017)

Intermittenza

Per un fiasco che ho visto
sgraziato
            ​non abbastanza panciuto
vestito di brutta paglia sintetica
mi sono ritrovato
nel nostro magazzino

fatti i compiti attaccavo etichette
e mettevo sui colli
sigilli di stagnole colorate…

Ma il tempo sleale

           babbo
ti aveva surclassato
con la novità del supermercato

dall’emarginazione ci salvò
l’unico membro tuo che non sia
seppellito con te

la tua gamba amputata
buttata ancora calda
dai guardiani di Schweinfurt
tra i rifiuti

             ​per legge

ti assicurò l’impiego
mi garantì gli studi.

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