Una poesia inedita di Luigia Sorrentino

Vincent Van Gogh, pittura, olio su tela Saint-Rémy: maggio 1889 Museo di San Pietroburgo.

                        A Vincent Van Gogh

sono ora al tuo cespuglio
in quella tinta cresciuta
dalla nostra sostanza immensa
la voce staccata dal corpo
segna l’opera il taglio della carne
nel frammento
tutto l’occhio avanza
fino a te che ascolti
il gocciare, piccole macchie
sulla tela,
quel lampo
che ferisce il sogno colpendolo
in pieno viso
la mutilazione,
la sagoma del tronco diviso
il ricovero della carne
nella separazione
con i mattini ventosi sull’acqua
tutta colma
la materia del giardino colpita
così illuminata e sola la luce
da sé sparsa
scorporata
il cespuglio, il cespuglio caro

San Pietroburgo, 2008

Luigia Sorrentino, Credits/Angelo Nitti

Luigia Sorrentino è nata a Napoli, vive a Roma e lavora alla Rai.
In poesia ha pubblicato: C’è un padre, (Manni, 2003), Prefazione di R. Cappuccio, raccolta di versi giovanili; La cattedrale, (Il ragazzo innocuo, 2008), L’asse del cuore («Almanacco dello specchio» Mondadori, 2008), La nascita, solo la nascita, (Manni, 2009), Prefazione di M. Cucchi; Olimpia (Interlinea, 2013), Prefazione di M. De Angelis, Postfazione M. Benedetti; La necessità in: Quadernario di Poesia a cura di M. Cucchi, (LietoColle, 2015); Olimpia, (Recours au Poème Editeur, 2015), Traduzione di Angèle Paoli; Inizio e Fine, Prefazione di M. Cucchi, (I quaderni della Collana Stampa2009, Varese, 2016), Figure de l’eau/Figura d’acqua, con acquerelli e inchiostri di Caroline François Rubino, Traduzione di Angèle Paoli, (Edizioni Al Manar di Alain Gorius, Paris, 2017).

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Commenti

  1. Il cespuglio come vortice e voragine in cui precipita e si identifica l’universo folle e frammentato di Van Gogh. Ma la frammentazione miracolosamente produce luce, o è la stessa luce a provocarla.

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