Alfred Corn

Alfred Corn

ORIZZONTALE

Luce grigia luce di pietra
luce nel mezzo della vita
mescolata alla pioggia di maestrale
vuota ammorbidisce una tela chiusa
E io? Profilo una mano con le quattro
dita a formare il pendio d’una valle
a lato il pollice col passo
del cavallo sulla scacchiera
opponibile ma non opposto
Accanto a te nulla si porrà in ordine
gli oggetti d’una vita e le memorie
o tutto scivolerà via
Voglio dire che le nostre collimano
così come cucchiai

Traduzione di Antonio Melillo

HORIZONTAL

Gray light stone light light of the middle ages
merged with the western rain
it softens curtain panels to a blank
canvas I silhouette
a hand against four fingers veed
open thumb elled
aside opposable but not opposed
it won’t not here next to
you untangle a place or time
or hold anything down
I mean when spoons match up as well as ours

 

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Tiziano Broggiato

Tiziano Broggiato, credits ph. Dino Ignani

Novilunio

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Il ronzio di fondo, uniforme,

di condizionatori o caldaie

che in albergo di notte depista

e confonde le lacerazioni del corridoio

( commiati, risa e porte tirate )

è una morbida coperta

che mi rimbocco fin sugli orecchi.

Ora, la paziente memoria in attesa

In un angolo della stanza, può

avvicinarsi e confidarmi il suo

punto di vista.

Avrò così conferma della striscia di sole

vista ondeggiare tra le fibre di questa

seconda domenica di febbraio,

dell’incantesimo sortito dall’omelia

dell’officiante nordico…

 

… del suono della sua voce

In lenta fuga.

 

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Maurizio Cucchi

LA MADONNA DEL TOMBINO

Su fondo rosso smangiato, in rue
de la Providence, antica, o forse solo
in rue Saint-Hospice. Un volto di donna,
un malinconico volto d’incanto, assorto,
gli occhi rivolti al basso, al vicolo
che va, intenta non so a quale
delicato gesto quotidiano … Il braccio,
il polso, la mano allungata, il bianco
del velo madonnale, il panneggio…

Ma quando poi torno a cercarla,
io non la trovo più. Niente.
Come un sogno dissolta,
come mai esistita, e nemmeno, di lei,
una minima impronta. La pioggia,
forse, o la sorte comune del bello
venuto dal basso, da povere mani
sapienti e ormai sciolto, scivolato,
inutile acqua lì sotto nel tombino. Continua a leggere

Willem van Toorn

Willem van Toorn credits ph. Ineke Holzhaus

Papaveri

Portati dal vento come polvere, Dio sa da dove,
segni rossi che sventolano nel campo.
Come farfalle ma con le radici. Numerosi
tra ruderi di colonne a Gòrtyn, accompagnati

da morti greci che tremila anni fa
hanno scritto qua e là sulle pietre:
boustrophedon. Meno lontano
sopra morti più recenti

che sotto la propria croce, in lembi precisi,
posano fino all’orrizonte
verso Ieper, Passchendale e Mametz.

Fini, leggeri come carta lungo trincee.
Sui cemeteri delle automobili. Seccati tra carte assorbenti
in libri per ragazze. Su concimaie,
tetti di paglia e, riprodotti in latta,
portati a vita sui baveri

di vecchi – sfilata zoppa,
ogni anno di ritorno dal proprio inferno.
‘Fango e pioggia. ’Morte. O madre. Terra.

Trad. Paola Malavasi Continua a leggere

Davide Rondoni

Davide Rondoni

 

La bellezza interamente ferisce
attrae la vita da dove si era nascosta

la raccoglie come acqua nel palmo
delle sue mani di fuoco

mi vedono di spalle uscire nel buio del giardino
pensano deve fumare

e invece devo piangere, piangere
finalmente da morire

contro il petto della notte
mia vastissima madre…

Se non ti avessi incontrato
non sarei arrivato qui così

Roma davanti agli occhi lucente in rovine
le stelle a miriadi sulla testa

nel cuore il tuo nome al centro
di una smisurata, di una
immeritata festa

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