Gili Haimovich

Gili Haimovich

Today even the buses turn their behinds to me.
I am limping on my heart.
The drive changes the way things seem to be.
And from so much driving, the face of the biker that passes here
turns into yours.
I wear pants that are definitely black.
Definite like the way everything you do
is in the cute zone.
Between us stands a theoretical lure.
We are speaking jazz improvisations.
Every offer from you, it’s another stage in a striptease
that’s not being done.
I know
to touch you
will be like moving my hand on a blank page.
Meanwhile it’s like a definite darkness
only out of instinct, I know where we are standing.

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Oggi anche gli autobus mi mostrano il sedere
Zoppico sul mio cuore.
La guida cambia l’apparenza delle cose.
A forza di guidare, il volto del motociclista in sorpasso
diventa il tuo.
Indosso pantaloni sicuramente neri.
Come sicuro il modo in cui tutto ciò che fai
è in zona fascino.
Tra noi incombe un’attrazione teoretica
Parliamo come s’improvvisa jazz
Ogni tua offerta, è il passo successivo in uno striptease
che non sta accadendo.
So
che toccarti
sarà come passare la mano su una pagina bianca.
Nel frattempo un’oscurità definita
solo per istinto, so dove siamo. Continua a leggere

Silvano Trevisani

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Silvano Trevisani

La veglia

Illuminavi d’insonnia
la scabra disciplina
del non detto, pensieri di morte
o di vita senza ritorno, se vuoi,
agitavano appunti
sul desk intermittente.
Rileggerli calmava, per un po’,
la veglia, livida
di stand by
e placava il ronzio della ventola.
Si può arrivare a non sentire
la solitudine assalirti
guarnita dei tuoi stessi
segreti sussulti?
Cosa sognavamo, da soli,
prima di correre ai ripari?
Allora, io ti aspetto,
dormendo fiori colorati,
e forse al mattino
ci rimetteremo a scrivere
sogni che nessuno mai farà. Continua a leggere

Sebastiano Aglieco

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Sebastiano Aglieco (credits/Viviana Nicodemo)

Il dolore delle rondini

Senti che non c’è più respiro
tutto avanza nel respiro
tutto ci acceca nel poco tempo
in ciò che sarà splendente
nella fragile luce del mattino.

Baciami, abbracciami prima del livore
prima ancora che non so
abbracciami con le parole che non ci
saranno, portate dal dolore delle rondini:
Noi verremo ancora qui
nella casa che hai custodito per noi sotto la grondaia
per noi, solo per noi. Continua a leggere

Fabiano Alborghetti

Fabiano Alborghetti Credits/Alain Intraina

Fabiano Alborghetti Credits/Alain Intraina

Si sentì come un tuono e fu in tutte le valli

Il sette d’agosto del settantotto
accadde il diluvio:
pioveva a dirotto
che mai tanta pioggia fu vista così
ma chi immaginava un tale disastro?
Si disse l’odore del fiume diverso, il rumore
dei sassi cozzare coi sassi
e l’acqua, la pioggia
poi la luce mancata, poi il rombo dovunque
si sentì come un tuono e fu in tutte le valli
Mesolcina Onsernone e Blenio e Calanca
Centovalli e Verzasca come anche la Maggia:
nella pioggia infinita
crollate le valli
i fiumi esondati trascinare detriti
e tronchi e pietrame, le strade sommerse
e i ponti divelti, smottamenti e valanghe
le frane spianare le case, le cose
e talvolta un muggito
di animali nel fango strascinar verso valle
a morir di terrore con gli occhi sbarrati.

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