Alberto Toni, “Non c’è corpo perfetto”

Alberto Toni / Credits photo Dino Ignani

LABILE

Più del silenzio, una contrazione e il respiro che sbanca,
precipita nell’universo tutto e nel temporale estivo

Dammi, dammi almeno un consiglio prima di partire,
un’ultima guida per le mani e i piedi santi li tenevi uniti.

Orna il capo
apri gli occhi
per me per me
riprendi fiato
concepisci

E quando la terra avrà compiuto il giro,
e quando e quando

….

ti solleverai con la veste danzante.

….

E la bella estate di prugna?

Non più.
Non più.

Nel bel mezzo della nuova essenza, condizione, e se non vedi
puoi forse intuire,
e il braccio riparava alla caduta.

 

….

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Maria Borio, “Trasparenza”

Maria Borio, Credits ph. Dino Ignani

Nota al testo

L’idea originaria di questo libro è nata con la plaquette L’altro limite (Pordenonelegge-Lietocolle, PordenoneFaloppio 2017). Il puro, l’impuro e il trasparente raccontano la trasparenza. Il trasparente è la sintesi, il puro e l’impuro sono la tesi e l’antitesi. La sintesi del mondo digitale è il grande vetro attraverso cui traspaiono il puro e l’impuro mescolati, l’umano e il non umano, la velocità e la prospettiva. L’uno altro limite dell’altro.

   

I

Il peso si sente come i capelli sulle spalle
i pori che si stringono per non far passare l’acqua

l’attrito sempre quando capita una coincidenza.

Ma dicono che oggi il peso del tempo è irreale
assomiglia all’aria spostata dagli insetti

che si nutrono di sangue e muoiono a volte
sotto il palmo della mano. Continua a leggere

Anteprima, Alessandro Ceni “77”

Alessandro Ceni / Credits photo Dino Ignani

“77”, autoantologia di Alessandro Ceni

La nuova raccolta di versi di Alessandro Ceni, 77 poesie, (Edizioni Helicon, 2018) è uno spaccato della sua opera dagli esordi a oggi. La raccolta sembra fondarsi su un concetto di dislocazione a livello fenomenico e linguistico. L’esito è una poesia di impatto sismico, per il rilievo dato all’analogia e al sovvertimento della sintassi. La causa si ritraccia nell’opposizione all’interno della storia, e oggi tanto più pressante, tra un ambiente naturale, primitivo e mitico, in via d’estinzione, e la cruda realtà delle vicende umane.

 

 

 I campi davanti

Voltatoti,
le rovine fumanti
il pìare lento
il risolversi in un soffio del tarassaco:

revelle
stacca a forza
distoglie in altra parte:

la cupola del fieno
la portula che vi si apre
che ne camuffa un’altra
dove un flamine cieco ti tasta:

gli sconfitti – il tarassaco si china –
ottennero – il tarassaco si pela –
tutto quello per cui avevano combattuto:

ti sei supposito, ti sei sostituito,
ti sei detto il bambino brutto o bizzarro o anormale
lasciato in luogo di un altro rapito dalle fate:

voltatoti,
il rodìo che bucherella la cenere,
il reddito di una promessa,
l’asbesto. Continua a leggere

Annelisa Alleva

Annelisa Alleva, /Credits photo Dino Ignani

Mi poso sul sentiero,
oltre il tumulo di terra
sul quale è cresciuta l’erba
e qualcuno lascia un fiore.

La pioggia, sputata dal vento
sulle foglie tonde di betulla
che volteggiano e cadono incerte,

è per me, rapace,
non per il visitatore.
Io vedo la Voronka che fuma
al mattino, le ciminiere.

Sono il falco che veglia non visto
la tomba del suo signore.

Da “Caratteri“, Passigli, 2018 Continua a leggere

Mia Lecomte, “Di un poetico altrove”

Le migrazioni planetarie messe in opera dai rivolgimenti storici e politici della fine del secolo scorso stanno sconvolgendo gli attuali assetti nazionali e sottoponendo le popolazioni a un rimescolamento identitario e linguistico a cui conseguono culture ibridate e la messa in discussione della legittimità dei canoni letterari. Le cosiddette letterature transnazionali allofone vengono disegnando la mappa sempre più allargata di un nuovo universo letterario costituito da scrittori “ubiqui”, inclassificabili, la cui produzione narrativa e poetica sfugge alle definizioni di genere e pone l’accento sulle dinamiche linguistiche inerenti alle scritture in transito. Continua a leggere