Una poesia inedita di Luigia Sorrentino

Vincent Van Gogh, pittura, olio su tela Saint-Rémy: maggio 1889 Museo di San Pietroburgo.

                        A Vincent Van Gogh

sono ora al tuo cespuglio
in quella tinta cresciuta
dalla nostra sostanza immensa
la voce staccata dal corpo
segna l’opera il taglio della carne
nel frammento
tutto l’occhio avanza
fino a te che ascolti
il gocciare, piccole macchie
sulla tela,
quel lampo
che ferisce il sogno colpendolo
in pieno viso
la mutilazione,
la sagoma del tronco diviso
il ricovero della carne
nella separazione
con i mattini ventosi sull’acqua
tutta colma
la materia del giardino colpita
così illuminata e sola la luce
da sé sparsa
scorporata
il cespuglio, il cespuglio caro

San Pietroburgo, 2008

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Addio a Derek Walcott

 

Derek Walcott e Luigia Sorrentino.  American Academy in Rome – 19 marzo 2011, Credits ph. Fabrizio Fantoni

di Luigia Sorrentino

«La mia razza iniziò come iniziò il mare», scrive Derek Walcott in una delle sue poesie più famose,  Nomi. «Ma qual è la razza di Derek Walcott? E come iniziò il mare?»

Questa è una delle numerose domande che posi a Derek Walcott quando lo incontrai per un’intervista nella sua residenza all’American Academy in Rome, il 19 marzo 2011. Il poeta rispose : «Quando dico la mia razza intendo la razza caraibica, una mescolanza di razze diverse. Nei Caraibi, sono rappresentati tutti i continenti del mondo: cinesi, siriani, francesi, africani. Dunque, – disse – quando è iniziato il mare, con la scoperta della vita, è iniziata anche la razza, e la mia razza è la summa di tutti gli elementi della natura che l’hanno generata, predisposta.»

La  prima formazione di Derek Walcott avviene al Saint Mary’s College di Santa Lucia, dove insegna la madre Alix, un’attrice dilettante, che per prima trasmetterà a Derek l’amore per la poesia e per il disegno. La madre sarà il motivo ispiratore di tutta l’opera poetica di Walcott. Alla scomparsa di Alix, il poeta – orfano di padre da quando aveva un anno – dedicherà proprio a lei uno dei suoi poemi più belli, Prima luce, un canto di gratitudine per avergli offerto il dono della vita: “luce silenziosa del mattino su steli d’erba lucente”, scrive in uno dei suoi versi.
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PRESENTAZIONE a Milano: Milo De Angelis “LA PAROLA DATA” e proiezione del film “SULLA PUNTA DI UNA MATITA” di Viviana Nicodemo


A Milano, lunedì 20 marzo 2017, SPAZIO OBERDAN, Viale Vittorio Veneto, 2 presentazione del libro LA PAROLA DATA (interviste a Milo De Angelis 2008-2016), con introduzione di Luigi Tassoni, Mimesis Edizioni 2017 e proiezione del film SULLA PUNTA DI UNA MATITA di Viviana Nicodemo.

Intervengono
Corrado Benigni
Gabriela Fantato
Stefano Raimondi

MILO DE ANGELIS – CREDITS PH/VIVIANA NICODEMO

Milo De Angelis è il protagonista del film documentario di Viviana Nicodemo girato nei luoghi della sua ispirazione: la Milano del centro storico, la Milano periferica, il Monferrato della sua infanzia e ancora un labirinto di strade, ponti, vigneti, albe, tram, bar, cinema, depositi, baracchini notturni, in tutti i luoghi in cui respirano le sue parole. Continua a leggere

Addio a Jannis Kounellis

E’ morto a Roma Jannis Kounellis, pittore e scultore, tra i massimi esponenti dell’arte povera. Aveva 80, era nato in Grecia ma si era trasferito in Italia negli anni Cinquanta, da quando aveva 20 anni. Qui esordì nel 1960 con la sua prima mostra personale alla galleria “La Tartaruga”.

Nel 1972 Kounellis partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia e divenne poi un artista noto in tutto il mondo, esponendo in diversi continenti. Continua a leggere

Milo De Angelis, “L’infinito presente”

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Milo De Angelis, (Credits / Viviana Nicodemo)

di Luigia Sorrentino

Per comprendere il percorso poetico di Milo De Angelis è necessario soffermarsi sulla familiarità e sulla relazione che il poeta ingaggia tra la potenza di una voce maschile e un’altra, femminile, caratteristica essenziale e centrale dell’intero discorso poetico. Spesso questa presenza si manifesta in una fugace apparizione o in una traccia improvvisa e drammatica del verso, percepita da una lontananza, da un luogo mitico e leggendario che il poeta rivive nella modernità assoluta dei suoi versi, in un infinito presente. Continua a leggere