Jericho Brown, Premio Pulitzer 2020

Jericho Brown, ritratto a Civitella Ranieri

di Alberto Fraccacreta

Il Premio Pulitzer 2020 per la poesia quest’anno va all’autore afroamericano Jericho Brown, classe 1976, originario del Louisiana, per la silloge The Tradition (Copper Canyon Press 2019), terzo lavoro dopo Please (New Issues Poetry & Prose 2009) e The New Testament (Copper Canyon Press 2014).

La motivazione presentata dagli accademici della Columbia University è la seguente: «Una raccolta di testi magistrali che uniscono delicatezza a urgenza storica nella loro amorevole evocazione di corpi vulnerabili all’ostilità e alla violenza».

The Tradition è infatti un libro che tenta di scovare la bellezza nonostante la velenosità del male, illustrato da Brown nei suoi aspetti più minuti, privi di autocompiacimento e seccamente scolpiti sulla pagina: una poesia civile, senza rinunciare per questo a lancinanti quanto astuti slanci emotivi (è stato definito «poeta dell’eros»), legata all’assurda assuefazione della nostra epoca al terrore tra omicidi, sparatorie, soprusi e abusi. Continua a leggere

La poesia al tempo del coronavirus

Alcuni poeti italiani parteciperanno ai festeggiamenti dell’Accademia Mondiale della Poesia che hanno avuto inizio il 16 aprile scorso in occasione della Giornata Mondiale della Poesia con una giovane protagonista della poesia internazionale: la spagnola Raquel Lanseros.  Il 23 aprile si è invece esibito l’italiano Daniel Cundari, (classe 1983). A causa dell’emergenza sanitaria coronavirus gli eventi si sono svolti in diretta Facebook, sulla piattaforma dell’Accademia.

Gli incontri proseguiranno adesso con altri poeti italiani, a partire dal 30 aprile e fino al 23 luglio 2020.  Potranno essere seguiti tutti i giovedì alle 22.00 in diretta Facebook (www.facebook.com/accademiapoesia) . Continua a leggere

Addio alla poetessa Eavan Boland

Eavan Boland

Eaven Boland, colpita da un ictus,  è morta oggi, 27 aprile 2020 all’età di 75 anni. La notizia ha fatto in poche ore il giro del mondo. Su questo blog proprio il mese scorso avevamo pubblicato ( qui ) la traduzione delle sue poesie a cura di Giorgia Sensi. 


Per ricordare Eavan Boland, 1944-2020

di Giorgia Sensi

Abbiamo appena avuto notizia della morte della poeta irlandese Eavan Boland, una perdita enorme sia per la poesia irlandese sia per la poesia internazionale.

Fin dalle prime poesie giovanili, e ancor più nelle raccolte degli anni Ottanta, In Her Own Image, 1980, Night Feed, 1982, è evidente l’ interesse di Boland per il ruolo della donna nella letteratura e nella società, nel mito e nella storia irlandesi, che diventerà un tema centrale della sua opera, sia poetica sia critica. In queste e nelle raccolte immediatamente successive Eavan Boland affronterà il tema dell’identità femminile, e alla sua idealistica rappresentazione nella tradizione letteraria irlandese, patriarcale e maschilista, opporrà la sua descrizione di generazioni di donne vere il cui contributo alla storia e alla cultura nazionale è stato largamente ignorato; racconterà la complessità della loro vita quotidiana, esprimerà la bellezza delle piccole cose, darà voce a un silenzio durato secoli. Ma per far questo avrà bisogno, prima di tutto, di trovare la propria voce, la propria lingua.
E la troverà, sicuramente, fino a diventare una poeta di primo piano non solo nel panorama della poesia irlandese contemporanea, ma in quello della poesia di lingua inglese in generale.

Vogliamo citare qui un paragrafo tratto da una sua opera in prosa, Object Lessons: the Life of the Woman and the Poet in Our Time, Carcanet 1995. Una sorta di biographia literaria in cui l’autrice descrive la sua esperienza e il suo percorso poetico di giovane poeta donna nell’ambiente e nella tradizione letteraria maschile e patriarcale della Dublino di quegli anni nella faticosa ricerca di una sua voce personale. Continua a leggere

La casa della poesia di Milano ricorda Mario Benedetti, poeta italiano

Mario Benedetti, poeta italiano

di Amos Mattio

Giovedì 16 aprile 2020 ore 19 e 30 – Casa della Poesia di Milano sul canale dedicato YouTube, rende Omaggio a Mario Benedetti. Evento a cura di Amos Mattio.

Mario Benedetti, autore di “Umana gloria” (Mondadori, 2004) e del quale sono state recentemente pubblicate “Tutte le poesie” (Garzanti, 2107), è una delle oltre 20mila vittime del Covid-19, che se l’è portato via il 27 marzo scorso.

Ricordiamo in quest’occasione l’amico e il poeta sul canale YouTube.

Intervengono i poeti Fabrizio Bernini, Riccardo Olivieri, Mario Santagostini, Gian Mario Villalta.

Lettura di testi dell’attrice Sonia Grandis.
https://youtu.be/jXxqTsgUadE (premiere alle 19:30)

Presentazione di Johann Gottfried Herder, “Iduna, o il pomo del ringiovanimento”

Johann Gottfried Herder (1744-1803)

Dal cuore del tardo Illuminismo tedesco si apre un varco in direzione della facoltà mitopoietica dell’uomo, un passaggio che porterà direttamente al Protoromanticismo. È in questo spazio utopico che trova dimora un importante testo di Johann Gottfried Herder (1744-1803), dal titolo Iduna, o il pomo del ringiovanimento (1796), dedicato (almeno come spunto) alla dea dell’eterna giovinezza nella mitologia norrena. In questo “dialogo” immaginario tratteggiato da Herder, si confrontano come in un contrappunto due voci distinte e opposte: quella del mitologo Alfred, che rivaluta l’importanza della mitologia nordica, e quella “mitoclastica” di Frey. Le loro posizioni e argomentazioni costituiscono le coordinate entro le quali si muove la cultura tedesca successiva, dall’estetica letteraria di Friedrich Schlegel alla cosiddetta Mythosdebatte del secondo Novecento. Continua a leggere