Philip Larkin, “I fili”

Philip Larkin

The wires

The widest prairies have electric fences,
For though old cattle know they must not stray
Young steers are always scenting purer water
Not here but anywhere. Beyond the wires

Leads them to blunder up against the wires
Whose muscle-shredding violence gives no quarter.
Young steers become old cattle from that day,
Electric limits to their widest senses.

Philip Larkin

I fili

Le praterie più estese hanno recinti elettrici,
perché se il vecchio bestiame è mansueto
i giovani manzi fiutano sempre l’acqua più pura
Non solo qui, ma ovunque. C’è il richiamo di un altrove

che li fa schiantare nel recinto
con una furia che lacera le carni, senza tregua.
Da quel giorno i giovani manzi iniziano a invecchiare,
barriere elettriche alla vastità dei sensi.

Traduzione di Giovanni Ibello Continua a leggere

A Villa delle Ginestre, “Il ritmo infinito”

Dopo un intero anno dedicato ai festeggiamenti per il bicentenario de L’Infinito, con manifestazioni in tutta Italia sotto il segno di Infinito200, Villa delle Ginestre a Torre del Greco, dimora leopardiana alle pendici del Vesuvio, ospita l’evento “Il ritmo infinito”.

Contenitore culturale per eccellenza, Villa delle Ginestre aprirà le sue porte il giorno 12 dicembre alle ore 19, a una vera e propria festa poetico – musicale promossa dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, in cui si presenteranno le attività che si svolgono attualmente in Villa insieme alle nuove che si svolgeranno a partire dal prossimo anno.

Ormai riconosciuta come la Casa della Poesia, la Villa ha trovato una connotazione come punto di riferimento del territorio vesuviano grazie al suo essere un luogo ricco di fascino, che emoziona i tanti che vengono ad ammirare i paesaggi che ispirarono Giacomo Leopardi e la stanza dove il poeta scrisse La Ginestra ed il Tramonto della Luna.

Durante la serata, si alterneranno letture di poesie a performance di danza e percussioni, il tutto nell’atmosfera suggestiva della location leopardiana al calar della sera. Continua a leggere

Antonella Anedda, da “Notti di pace occidentale”

Antonella Anedda

Aspetta che scenda la temuta notte, che scompaia
la luce dal crepuscolo, e ruoti
la terra sul suo asse.
Questa è la verità di questa sera incerta
sui cespugli di acacie e sulle case
questa è la sua misura – un acro di deserto.

Sopporta i tuoi pensieri dentro il buio
che avanzino in fitte di memoria.
Puoi schierarli fino a crinali di spavento
fissarli vacillare quando la pianura si oscura
attenderne il ritorno ora che il cane tace
e la mente si spegne
per un attimo forma senza male
anima del geranio
teso sulla ringhiera.

Antonella Anedda, da Notti di pace occidentale, Donzelli, 1999 Continua a leggere

Il gesto atletico nella poesia di Milo De Angelis

Milo De Angelis, Credits ph Viviana Nicodemo

Vicina all’anima è la linea verticale.
Il pomeriggio ci portò suburbani in un canto,
l’attimo divenne nudità
e potenza greca del finale: siamo i supplici
rimasti ad ascoltare, il cielo che nasce
in ognuno di noi, pattuglia di ragazzi
innamorati del numero giusto,
la bella epopea, il peso mortale di un pallone.

da “Alfabeto del momento”, in “Quell’andarsene nel buio dei cortili”, Mondadori, 2010.
*

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Nadia Campana (1954 – 1985)

Nadia Campana

Guardiamo dalla cima del monte
il filo di calma che è nato
del mio petto tu conti ogni grano
e ogni cuore si prende di colpo
il suo tempo: un amore
è tornato e si è accorto
il suo disco ci copre.
Adesso tu devi guardarmi
per quella collana di sì
nella mia pelle che apre
la piana la strada
e i fondi della notte
i centesimi della sete.

*

Noi, la lunga pianura immaginaria
ci inghiotte come sacramenti della notte
Sei stato una quantità esatta
nella pioggia che afferra i visi
Ma adesso in ogni angolo della stanza
aspetteremo fuori dall’esplosione
un legno che io, qui,
ho costruito (lasciami fare)
prodigi scelti dal caso, pioppeti da percorrere!
Il tenero è nel mezzo e nell’interno
umiltà di una porta
ascoltando treni, a un passo, come
una febbre nel ricordo esattamente
Guarda il campo
è così calmo, smisurato, stamattina.
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