Franco Manzoni, “Angelo di sangue”

Franco Manzoni

FRANCO MANZONI nella traduzione di ELIZA MACAN
da Nella febbre di Eros – În febra lui Eros

La tana

dove ti annidi tutta nera
a filigrana rosa
la pioggia bianca fa le fusa
linfa di miele e mulino
sul fieno nel cespuglio
un’orma di farina
prezioso capezzolo di ghiaccio
il corpo tuo la tana
si arrende al mio faro silenzioso
si dona e va per la pianura piana

Bârlogul

unde te cuibărești toată neagră
în filigranul roz
toarce ploaia albă
limfă de miere și moară
pe fân în desiș
o urmă de făină
sfârc prețios de gheață
bârlogul corpul tău
se predă farului meu tăcut
se dăruiește și pleacă pe cîmpia întinsă Continua a leggere

Shakespeare in scena, quattro traduzioni di Patrizia Cavalli

Queste che presentiamo – pubblicate per la prima volta e insieme – non sono semplici, seppure magistrali, traduzioni di quattro opere di Shakespeare: “La tempesta”, “Sogno di una notte d’estate”, “Otello” e “La dodicesima notte”. Sono molto di piú. Sono la voce che un poeta ha saputo dare ai personaggi, ascoltandoli, immaginandoli e vedendoli in scena. Sono traduzioni nate per la scena, che è il loro luogo naturale. Continua a leggere

Jarosław Mikołajewski, “Libro dei poveri”

 

Jarosław Mikołajewski

nn

non tanto all’improvviso
quanto inaspettatamente
seppe che di lì a poco
sarebbe scomparso dalla faccia
della terra

ci furono le procedure
la discrezione
e il tono in cui
i catechisti insegnano
a dire no ai testimoni di jehova

gentile e deciso

prima provò rimpianto

tanti scritti incompiuti
tanti non iniziati
interminabili

dopo un breve momento
pensò che il non finito
è tutto

lui stesso e il mondo
intero
fino a che la scomparsa
non concluderà l’opera
e dopo

e dopo ci sarà
un mondo altro
anch’esso con qualcosa
o qualcun altro
d’incompiuto

con un’altra e altrui
scomparsa

trovò la sua consolazione
e non provò nessun piacere
pensando che scompaiono
anche gli altri

no

era una sensazione
di tipo solidale Continua a leggere

Dylan Thomas, poesie

DYLAN THOMAS

Nel mio mestiere o arte ombrosa

 

Nel mio mestiere o arte ombrosa
praticata nella notte quieta
quando solo la luna s’infiamma
e gli amanti riposano a letto
con tutti i dolori nelle braccia,
il mio lavoro è cantare la luce
non per ambizione o pane,
non per vanagloria o commercio di incanti
su impalcature in avorio
ma per il modesto salario
del loro più segreto cuore.
Non scrivo per l’uomo orgoglioso
che si ritrae nella furia di luna
su questo zampillo di pagine,
non per i morti che torreggiano
con i loro usignoli e salmi
ma per gli amanti che abbracciano
i dolori di tutte le età,
e non offrono lodi o compensi
incuranti del mio mestiere o arte.

 

 

In my craft or sullen art

Exercised in the still night
When only the moon rages
And the lovers lie abed
With all their griefs in their arms,
I labour by singing light
Not for ambition or bread
Or the strut and trade of charms
On the ivory stages
But for the common wages
Of their most secret heart.
Not for the proud man apart
From the raging moon I write
On the spindrift pages
Not for the towering dead
With their nightingales and psalms
But for the lovers, their arms
Round the griefs of the ages,
Who pay no praise or wages
Nor heed my craft or art. Continua a leggere