Una biografia di Paul Cézanne

«Rewald sembra condurre per mano il lettore nel flusso della vita artistica e delle dinamiche che racconta, in una maniera così piana, essenziale e vivida, che si ha la sensazione di assistere a quei fatti del passato come se ci si ritrovasse per le vie di Parigi e nei sobborghi: ascoltando idee e discussioni fra i pittori, vedendoli lavorare, si è partecipi dei loro entusiasmi e delle loro difficoltà». Pier Giorgio Dragone

«Il metodo che ho scelto per costruire questa biografia ha un unico scopo: mettere il lettore a contatto diretto con Cézanne e il suo mondo, lasciando la parola all’artista e a quanti gli hanno vissuto accanto, attingendo ai suoi scritti, alle lettere, alle foto e alle testimonianze di prima mano». Con queste parole John Rewald introduce la biografia di Cézanne pubblicata in plurime edizioni nell’arco di quarant’anni (1948-1986) e rimasta insuperata, a detta unanime della comunità degli storici dell’arte. Uscita originariamente in Francia, e poi ampliata nella sua versione definitiva per il pubblico americano, quest’opera preziosa, che ha il pregio della sintesi e al contempo della completezza, colma finalmente una lacuna nel panorama editoriale italiano. Continua a leggere

La poesia di Paul Klee

PAUL KLEE

COMMENTO DI FEDERICA GIORDANO

Non tutti sanno che Paul Klee non era soltanto un pittore. Klee si è interessato anche di musica e poesia scegliendo, infine, di dedicarsi prevalentemente alla pittura. La ricerca poetica di questo autore è tuttavia tutt’altro che “accessoria” rispetto alla sua principale attività di pittore, presentandosi come una sorta di territorio omologo all’arte figurativa, uno spazio di indagine alternativo ed ulteriore che gli consentì di penetrare i meccanismi formali della creazione cosmica. Sia essa letteraria, musicale o iconica, l’arte di Klee appare animata dal desiderio di individuare le forme elementari e archetipiche, quella struttura della realtà che prescinde il tempo. In una celebre pagina di diario, Klee scrive “nel mondo terreno non mi si può afferrare poiché io abito bene sia tra i morti che tra i non nati. Più vicino del consueto al cuore della creazione eppure, ancora non vicino abbastanza”.

Wahre Anekdoten

Einer
dem in gröβten Schmerz
ein Raubtiergebiβ wächst.

Einer Art Schiffbruch muβ das sein,
wenn einer alt ist
und sich noch über etwas aufregt.

Aneddoti veri

A chi
nel più grande dolore
crescono denti di animale feroce.

Deve essere una specie di naufragio,
quando un vecchio
si altera ancora per qualcosa. Continua a leggere

Vanni Scheiwiller 20 anni dopo

EE
In occasione del ventesimo anno dalla scomparsa di Vanni Scheiwiller (Milano, 8 febbraio 1934 – Milano, 17 ottobre 1999) la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea, ospita un convegno a cura di Giuseppe Appella e Laura Novati, dal titolo “Vanni Scheiwiller e l’arte da Wildt a Melotti”, dedicato al grande editore di poesia del Novecento, critico d’arte e intellettuale. Continua a leggere

Una nuova scoperta, “Il Cristo Deriso di Cimabue”

 

di Riccardo Prencipe

 ( a Ferdinando Bologna)

Per me è a dir poco emozionante e singolare scrivere di un’opera su cui non vi è bibliografia. L’opera in questione infatti è stata scoperta di recente, ne è stata data notizia pochi giorni fa, ed è per questo che mi andava di parlarne a carne fresca, senza libri/tegole che pesino sulla testa.
In una cucina di un piccolo paese a nord di Parigi, chiamato Compiègne, era appesa quella che si credeva fosse un’antica icona anonima raffigurante il Cristo deriso (fig. 1).

FIG. 1

Di recente la tavoletta è stata giustamente attribuita a Cimabue, stiamo parlando di un pittore supremo, una leggenda lo vuole maestro di Giotto, e tutti gli aneddoti (anche quelli non veri) nascono per una ragione. In questo caso la ragione è evidente: in Cimabue si intravedono, in nuce, quelle che saranno le riconquiste giottesche, ovvero il riappropriarsi di un linguaggio visivo che è già sulla rotta della concretezza del rinascimento; un linguaggio che abbandona gli impacci e l’incorporeità della pittura alto medioevale. Il catalogo di Cimabue non supera una decina di opere su tavola, questo numero così basso ne accresce il valore. Volendo traslare E’ come se avessimo scoperto un nuovo film di Kubrick, o un album inedito dei Beatles. L’attribuzione collega la Derisione a un dittico di cui facevano parte altre due tavolette, una a New York (raffigurante la Flagellazione, e quindi il momento immediatamente precedente al nostro, fig. 2) e l’altra raffigura la Madonna con bambino fra angeli, e si trova alla National Gallery di Londra (fig. 3). Continua a leggere