Fabio Izzo, “Consigli dalla Punk Caverna”

Fabio Izzo

SINOSSI

Nel Salento, dove la gente preferisce ascoltare le previsioni del tempo piuttosto che il proprio vicino, troviamo il protagonista di questa insolita storia di disamore, cioè Heyjoe, cantante e chitarrista del locale gruppo punk chiamato White Rubbish (Spazzatura bianca), animato da una insana passione per i libri e deluso dal sogno infranto di poter diventare un giorno amministratore di condominio ( in una terra dove i condomini non abbondano di certo.). Il giovane punk si ritrova faccia a faccia con la peggiore delusione amorosa che potesse mai capitargli: cioè quella di essere mollato dalla propria donna andata a cercare fortuna e occasioni migliori nella lontana Milano.

Così tra mille espedienti, come il contrabbando di rari e preziosi numeri dell’Uomo Ragno delle Edizioni Corno, e tanta, tantissima music  Heyjoe e la sua scalcinata punk band (formata assieme gli amici di sempre cioè lo il Spino, Ruscio e Pripri, personaggi che imparerete presto ad amare) si ritrovano, volenti o nolenti, l’occasione per dare una svolta alle proprie vite: peccato che non si tratti del concerto che dei punk duri e puri come loro hanno sempre sognato! Continua a leggere

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L’armonia ritrovata ne “I fiumi”

02/10/1957
Nella foto: il poeta Giuseppe Ungaretti a una conferenza
@ArchiviFarabola [258605]

LA POTENZA DELL’ARCHETIPO NELLA POESIA DI UNGARETTI

di Fabrizio Fantoni

Sono evidenti nella lirica “I fiumi” due opposizioni fondamentali nell’immaginario di Giuseppe Ungaretti: quella fra il deserto e l’oasi – fra l’aridità e l’acqua, fra la morte e la vita- e quella fra il buio e la luce. Al centro è il tema dell’armonia ritrovata nel fiume da cui si sviluppa l’itinerario memoriale alla ricerca di un’identità storica smarrita nella condizione alienata del soldato.

L’ACQUA, ARMONIA PERDUTA

L’elemento che veicola il viaggio di ritorno ad una perduta armonia è, appunto, l’acqua.

È stato Macrì ad aver individuato nella poesia di Ungaretti la “ potenza di archetipico” dell’acqua nelle sue specificazioni figurale del mare – barca – bara così inglobante da ricondurre a sé anche gli aspetti che parrebbero più crepuscolari come “l’abbandono” di Malinconia che non è, come spiega Macrì, “malinconia – abbandono post romantica né languore o consunzione decadentistici e crepuscolari, ma senso originario dell’acqua – madre”.

 

IL RITORNO AL NIDO

Viaggio sacrale, dunque, che ha come meta il ritorno al “nido”.

Di questa sacrale integrità la poesia “i Fiumi” offrono subito il corrispettivo simbolico dell’urna, alvo parentale e insieme custodia sacra, “reliquia” immersa nel principio vitale dell’acqua: “stamani mi sono disteso / in un’urna di acqua/ e come una reliquia /ho riposato”.

E’ il ritorno fiducioso al riposo nel grembo materno l’immersione purificatrice nell’alveo del fiume da cui ha inizio il viaggio di ritorno alle origini. Continua a leggere

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Il segno scarlatto dell’amore

Cristina Campo

CRISTINA CAMPO, PASSO D’ADDIO

 

Nel segno dell’attenzione e della grazia adamantina, la poesia di Cristina Campo è una danza lieve che accoglie le suggestioni fiabesche dell’Oriente e la lezione altissima del misticismo. Se l’assenza divora ogni cosa con la ferocia di una tigre, non resta che barattare l’amore con le parole, in un solenne e dignitoso autodafé del passato. Sulla soglia dell’essere, estranea e forse mai così coinvolta, l’imperdonabile poetessa ci insegna quali “colme presenze possa donarci un coraggioso distacco”.

Bianca Sorrentino Continua a leggere

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Daniel Calabrese, “Ruta Dos”

Daniel Calabrese

PRODIGIO

Il lavoro odierno consiste
nel portare una pietra da qui a là.
È una roccia molto pesante,
più d’un bue,
più d’un sacco pieno di pioggia.
È un buco preistorico,
uno specchio nero
che sta per divorarsi il mondo.

Il lavoro odierno consiste
nel sollevare la pietra con gli occhi e collocarla
con dolcezza in mezzo alla strada
così da bloccare i ciclisti,
bloccare la musica di sottofondo,
bloccare la Ruta Dos
all’ora indicata dalle arterie rosse.

E quando ogni cosa sarà sbarrata,
intorpidita dalla pietra,
bloccate le generazioni istruite e caritatevoli,
bloccato l’amore tra le cose naturali
e quelle evidenti,
il lavoro, allora,
consisterà nel tirarla fuori da quel luogo,
sollevare di nuovo la pietra con gli occhi affaticati
e seppellirla da quella parte, lì, nel nulla,
in quel lago di chiusa indifferenza
dove il letto scricchiola, il televisore illumina,
brillano i motori,
il vino scivola dentro la luce,
marciscono la memoria e i dialoghi tristi,
e tutto affonda, con la pietra,
nella più completa delle estinzioni.

PRODIGIO

El trabajo de este día consiste
en llevar una piedra de aquí para allá.
Es una roca muy pesada,
más que un buey,
más que una bolsa cargada de lluvia.
Es un agujero prehistórico,
un espejo negro
a punto de tragarse el mundo.

El trabajo de este día consiste
en alzar esa piedra con los ojos y depositarla
suavemente en el medio del camino
para que se detengan los ciclistas,
se detenga la música de fondo,
se detenga la Ruta Dos
a la hora señalada por las arterias rojas.

Y cuando todo esté detenido,
entorpecido por la piedra,
detenidas las generaciones ilustradas y piadosas,
detenido el amor entre las cosas naturales
y las cosas manifiestas,
el trabajo, entonces,
consistirá en sacarla de ese lugar,
levantar la piedra nuevamente con los ojos cansados
y enterrarla por ahí, en la nada,
en ese lago de cerrada indiferencia
donde cruje la cama, alumbra el televisor,
brillan los motores,
cae el vino adentro de la luz,
se pudren la memoria y las conversaciones tristes,
y se hunden, con la piedra,
en la más completa extinción. Continua a leggere

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La ville d’Olympie/La città d’Olimpia

Luigia Sorrentino / Credits photo Fabrizio Fantoni

ANTICIPAZIONE EDITORIALE

A giugno 2019 sarà pubblicato in Francia dalla casa editrice Al Manar di Alain GoriusOLYMPIA di Luigia Sorrentino, Prefazione Milo De Angelis, Postfazione Mario Benedetti, con disegni di Giulia Napoleone. Traduzione in francese di Angèle Paoli.

Proponiamo qui sotto la lettura ad alta voce di Luigia Sorrentino della sezione
IL GIARDINO tratta da Olimpia (Interlinea, prima edizione 2013, ristampa 2019), con la composizione musicale Spiegel im Spiegel, di Arvo Pärt, i testi in lingua francese con testo italiano a fronte e uno stralcio della postfazione di Mario Benedetti.

LUIGIA SORRENTINO LEGGE IL GIARDINO

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