PoEtiche, ‘Lo haiku, regole e senso’

Seconda giornata della quattordicesima edizione del festival romapoesia poEtiche, dedicata alla poesia delle donne. Oggi, martedi 12 ottobre dalle 10 alle 12 incontro con gli studenti del Liceo Morgagni di via Fonteiana 125 con Cristina Ali Farah, Geraldina Colotti, Mia Lecomte, Paola Sansone. Nel pomeriggio dalle 17 alle 19 l’appuntamento è alla Libreria Empiria di via Baccina 79 per il laboratorio ‘Lo haiku, regole e senso’, con Carla Vasio. Dalle 18 alle 22, invece, presso la Libreria Koob di via Luigi Poletti 2 maratona di presentazioni ‘Multipla’, i libri dell’anno.

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PoEtiche, ‘Influssi: tra una lingua e l’altra’

Al via la quattordicesima edizione del festival romapoesia poEtiche, dedicata alla poesia delle donne. Oggi, lunedì 11 ottobre al Liceo Virgilio, di via Giulia 38 dalle 10 alle 12 gli studenti incontrano Elisa Biagini, Elisa Davoglio, Lidia Riviello e Sara Ventroni. Nel pomeriggio, alla Biblioteca Marconi di via Gerolamo Cardano 135 dalle 18-20, lettura / dibattito “Influssi: tra una lingua e l’altra” con Antonella Anedda, Daniela Attanasio, Elisa Biagini e Fiorenza Mormile. In serata, alle 21, l’appuntamento è al Lavatoio Contumaciale di piazza Perin del Vaga 4 con Elisa Biagini, Tomaso Binga, Elena Clementelli, Tiziana Colusso, Vilma Costantini, Sara Davidovics, Francesca Farina e Cetta Petrollo. A seguire, la mostra di fotografie “Corpo poEtico” di Teresa Bianchi, Maristella Campolunghi, Stefania Errore, Irene Iorno, Nadine Hetner, Francesca Manzini, Letizia Marabottini, Grazia Menna, Claudia Padoan, Vincenza Salvatore, Rivka Spizzichino, Sara Spizzichino, a cura del Lavatoio Contumaciale e de “La Magnolia”, nello Spazio Espositivo Area Cultura della Casa Internazionale delle Donne.

Non (solo) un reading, ma il racconto degli incontri – forse qualche volta anche degli scontri – fra quattro autrici e le poesie che hanno tradotto nel corso degli anni. Leggendo i loro testi e quelli delle poetesse di cui sono state la voce italiana (tra le altre Anne Sexton, Anne Carson, Sylvia Plath, Dorothy Molloy), Antonella Anedda, Daniela Attanasio, Elisa Biagini e Fiorenza Mormile provano a decifrare i motivi che sono stati alla base delle loro scelte e si interrogano da un lato sulla traduzione come territorio mobile di confronto fra due lingue, dall’altro sugli effetti visibili e sotterranei che questa pratica ha avuto sui loro stessi versi.

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Vincent van Gogh: il genio assoluto

“Vincent van Gogh. Campagna senza tempo – Città moderna”: dall’8 ottobre 2010 al 6 febbraio 2011 il Complesso del Vittoriano di Roma riporta a Roma dopo ventidue anni il genio assoluto di Vincent van Gogh, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte e nell’immaginario collettivo dell’uomo moderno.
Il percorso scientifico dell’esposizione analizza per la prima volta le due inclinazioni contraddittorie che spesso guidarono il pittore nella scelta dei soggetti dei suoi dipinti: il suo amore per la campagna, come ambiente fisso e immutabile, e il suo legame con la città, centro della vita moderna e del suo rapido movimento.
Saranno esposti oltre settanta capolavori tra dipinti, acquarelli e opere su carta del maestro olandese e circa quaranta opere dei grandi artisti che gli furono di ispirazione – tra i quali Millet, Pissarro, Cézanne, Gauguin e Seurat.
La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione e con la partecipazione del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione -, della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali -, della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, Arte e Sport -, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

L’esposizione vanta la collaborazione ed il supporto delle più grandi istituzioni museali del mondo, insieme ad importantissime collezioni private. Tra esse spiccano: Van Gogh Museum, Kröller-Müller Museum, Rijksmuseum, The Art Institute of Chicago, The Solomon R. Guggenheim Museum, The Museum of Modern Art, Hammer Museum, The Detroit Institute of Arts, National Gallery of Canada, Tate, Musée du Louvre.

La mostra “Vincent van Gogh. Campagna senza tempo – Città moderna” è a cura di Cornelia Homburg, studiosa nota a livello internazionale per le sue ricerche su Vincent van Gogh, e si avvale di un prestigioso comitato scientifico composto da Sjraar van Heugten e Chris Stolwijk, Van Gogh Museum, Jenny Reynaerts, Rijksmuseum, Judy Sund, City University New York, Tsukasa Kodera, Osaka University, Joan Greer, University of Alberta, Cornelia Peres, conservatrice, Liesbeth Heenk, storica dell’arte.

La mostra

Pittore di paesaggi traboccanti di luce, ma anche di vibranti ritratti, Vincent van Gogh era un artista impetuoso e appassionato che, all’occorrenza, dimostrava un altezzoso disprezzo per le convenzioni.

Nonostante i più vedano Van Gogh come un artista maledetto e guardino alle sue opere come al prodotto stupendo della sua follia, egli era, invece, un uomo di grande cultura, un pensatore raffinato che parlava perfettamente varie lingue, come il francese e l’inglese, e che aveva studiato per diventare mercante d’arte. La sua sorprendente memoria visiva gli permetteva di ricordare fin nei minimi dettagli dipinti o stampe già visti e dalle sue lettere apprendiamo quanto importante sia stata questa conoscenza storico artistica per lo sviluppo del suo personale stile. Sin dall’inizio della sua esperienza di pittore, egli si avvicinò ai maestri del recente passato, come Eugene Delacroix, Charles Daubigny, Jean-François Millet – che egli chiamava addirittura Père, padre -; Vincent ne copiò le incisioni più e più volte nei suoi disegni e ne riprodusse le composizioni anche nei propri dipinti. Se Rembrandt era il suo modello, Van Gogh riteneva, però, vitale anche l’incontro con i colleghi artisti e il dibattito sui temi legati alla contemporaneità, all’epocale rivoluzione artistica portata dagli Impressionisti, come Camille Pissarro e Paul Cézanne, e dai pittori post-Impressionisti della sua generazione, come Paul Gauguin e Georges Seurat. Proprio a testimonianza di questa fitta rete di rapporti e dell’importanza cruciale di queste fonti di studio ed ispirazione per Van Gogh, viene presentata in mostra una selezione accurata e puntuale di opere di questi ed altri artisti, cui il maestro olandese fece riferimento. Tra essi spiccano il capolavoro di Gauguin, Lavandaie al Canal Roubine du Roi, dal MoMA di New York ed il bellissimo I raccoglitori di fieno di Millet dal Louvre.

Pur spesso tormentato da profondi dubbi, in parte originati dalla malattia, Van Gogh era anche un uomo molto ambizioso ed aveva, in fin dei conti, una percezione estremamente chiara della propria opera nel suo insieme e del ruolo che avrebbe ricoperto nella storia dell’arte.

Queste posizioni apparentemente contraddittorie caratterizzano gran parte della vita e della produzione artistica di Vincent. Ad esse si ispira questa importante esposizione, che analizza l’opera del grande pittore olandese approfondendo due aspetti fondamentali della sua identità artistica: l’amore per la campagna, vista come un ambiente fisso e immutabile, e l’attaccamento alla città, centro del movimento frenetico e della vita moderna.

Van Gogh costruisce, da un lato, un’immagine idealizzata della vita rurale, dimostrando così di credere che la natura e la vita dei contadini, dura ma onesta, fossero valori senza tempo; questo concetto trova chiara espressione nei suoi ritratti di coltivatori, nelle immagini del lavoro nei campi, che segue il ritmo regolare e rassicurante delle stagioni, nelle descrizioni della campagna olandese e francese, come, ad esempio, nell’imponente La semina delle patate dal Von der Heydt-Museum di Wuppertal e nei bellissimi disegni di contadine chine al lavoro, in prestito dal Kröller-Müller Stifting.

D’altro canto, anche la città era importante per il pittore dal punto di vista visivo, perché era il luogo dell’esperienza contemporanea, in cui era possibile venire a contatto con i più recenti sviluppi in campo artistico e progredire nella propria carriera. Non solo, in città il progresso dell’industria stava cambiando per sempre il destino dell’uomo e fu proprio lì che l’artista imparò a esprimere il sentimento della modernità, come in Strada con sottopassaggio (Il viadotto), dal Guggenheim Museum.

Questa dicotomia ispirò a Van Gogh un importante numero di dipinti, disegni ed acquerelli. L’artista esplorò in modi molto affascinanti il suo universo di immagini; egli, infatti, non ritraeva pedissequamente ciò che aveva davanti agli occhi, ma ne offriva spesso un’interpretazione originale e dipingeva esattamente ciò che voleva che l’osservatore vedesse. I suoi ritratti e paesaggi non sono tanto una traduzione spontanea della sua esperienza visiva quanto piuttosto un repertorio di avvincenti composizioni consapevolmente costruito.

Van Gogh era fermamente convinto di dover realizzare un’opera radicalmente moderna, che però resistesse ai mutamenti del tempo per poter essere per sempre attuale. Se, da un lato, egli ammirava la pittura di paesaggio tradizionale della Scuola di Barbizon di metà Ottocento, dall’altro, negli anni ottanta del secolo, intendeva occupare una posizione di avanguardia in campo artistico.

In Olanda si unì ai giovani membri della Scuola de L’Aia, come Mauve e Van Rappard, rappresentati in mostra, dipingendo il paesaggio olandese, ma esplorò anche gli ambienti proletari della città in continua espansione. Nel 1886 si trasferì a Parigi e qui scoprì le opere degli Impressionisti e dei colleghi più giovani, che avevano trovato un modo sorprendentemente moderno di ritrarre la campagna, utilizzando colori intensi e una nuova pennellata. Tra i loro soggetti vi erano anche i nuovi prodotti della tecnica e scene di vita moderna e di svago nella capitale francese e nei dintorni. Le loro opere proponevano temi, stili e tecniche che Vincent van Gogh studiò a fondo insieme ad altri pittori conosciuti a Parigi. Poi, nel periodo trascorso nel sud della Francia, egli seppe fondere l’esperienza olandese e quella parigina per articolare ulteriormente la propria visione in modo autonomo ed originale.

Van Gogh scelse uno specifico repertorio di temi e immagini con l’intento di presentare al tempo stesso valori eterni e situazioni contemporanee. Il suo ritratto della campagna come luogo immutabile non si basava sulla semplice osservazione e sul resoconto di quanto aveva visto, era piuttosto il risultato della sua vasta cultura artistica e delle precise idee che intendeva trasmettere. Per celebrare l’intima felicità della vita rurale, ad esempio, egli dipinse casette col tetto di paglia, ignorando consapevolmente che quelle dimore erano in realtà baracche miserabili, cadute in disuso già ai suoi tempi. L’artista non era interessato tanto a ritrarre la verità oggettiva, quanto, piuttosto, a divulgare quelli che, a suo parere, erano i valori della vera vita di campagna.

Anche la città moderna fu descritta da un punto di vista ben specifico. Van Gogh si dedicò di rado alla rappresentazione delle vie affollate o delle pittoresche piazze di Parigi; preferiva ritrarre le stradine dei sobborghi, all’epoca in rapido sviluppo, come negli Orti a Montmartre dal Van Gogh Museum e dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, inondati di luce purissima, o la gente a passeggio nei parchi pubblici, raffigurata, ad esempio, nella tela dalla Collection Noro Foundation.
Sia che esplorasse le periferie di Parigi, meta dei cittadini in cerca di quiete e divertimenti nel fine settimana, sia che dipingesse moderne strutture industriali, Van Gogh interpretava i propri soggetti alla luce di considerazioni politico-sociali, all’epoca ritenute decisamente moderne, e vi aggiungeva la propria personale interpretazione. Anche dopo aver lasciato Parigi, nel 1888, l’artista continuò a cercare immagini peculiari della città moderna, ma anche della vita rurale, anzi, cominciò persino a combinarle nella stessa composizione con risultati straordinari, come nel Seminatore dall’Hammer Museum di Los Angeles, in cui un seminatore si staglia in giallo su un campo di un blu ricco e profondo, mentre sullo sfondo spiccano le sagome nette delle ciminiere di moderne fabbriche, o nelle vorticose pennellate, tanto tipiche del maestro olandese, dei Cipressi con due figure femminili, capolavoro assoluto dal Kröller-Müller Stifting.

Questa cornice concettuale offrì a Van Gogh l’opportunità di esplorare anche il ritratto e lo studio di figura. All’inizio della sua carriera il pittore si dedicò a raffigurare l’immagine del contadino “ideale”: ispirato ai modelli di Millet e alle teorie contemporanee sulla frenologia, il suo contadino della regione del Brabante aveva un aspetto brutto e rozzo, la fronte bassa e le labbra grosse, come a evocare vita difficile e duro lavoro. Quasi intraprendendo uno studio antropologico di questo ceto sociale, Van Gogh intendeva diventare lo specialista indiscusso nel campo, come ben testimoniano in mostra le teste di contadino dell’Art Gallery of New South Wales di Sydney e del Saint Louis Museum of Art.

Tuttavia presto si rese conto che a Parigi, dove sperava di far carriera, queste teste brutali dai colori scuri non erano molto apprezzate e passò, quindi, ad interessarsi del ritratto “moderno”. Il pittore sperimentò l’uso del colore e della pennellata in numerosi autoritratti, in cui si raffigura alternativamente in vesti di gentiluomo o di contadino, a seconda del ruolo che voleva assumere in quel momento, come mostrano in mostra i due Autoritratti dal Van Gogh Museum; raffigurò, invece, il mercante d’arte Alexander Reid, nella splendida tela dalla Glasgow Art Gallery and Museum, nei panni del cittadino per eccellenza, moderno e sofisticato, e, nelle speranze dell’artista, intenzionato a promuovere la sua opera in tutto il Regno Unito.

Più tardi, nel Midi francese, Van Gogh giunse all’idea che questi ritratti dovessero essere moderni, ma anche eterni. Consolidare la posizione di artista moderno e al tempo stesso realizzare opere intramontabili erano due aspetti che egli riteneva essenziali per il suo successo. Nello straordinario Ritratto di Madame Roulin con la figlioletta dal Philadelphia Museum of Art è evidente il rimando ad una classica Madonna con Bambino, ma lo stile è decisamente attuale. Van Gogh reinterpretò persino Le quattro età dell’uomo di Daumier nell’eccezionale tela dall’Art Institute of Chicago: alla composizione originale egli aggiunse su un lato uno sfondo di alberi in fiore e sull’altro una fabbrica dalle ciminiere fumanti, evocando così ancora una volta la città e la campagna, l’antico e il nuovo.

Pur lavorando in modo veloce e spontaneo, l’artista aveva una chiara idea dell’immagine e del messaggio che intendeva trasmettere; sia la scelta del tema che la forma della composizione, ispirate alla sua conoscenza della realtà, erano deliberate e mai casuali. Van Gogh rifiutava l’idea della pittura d’invenzione, eppure non rifuggiva dalla costruzione delle immagini. Specialmente nell’ultimo periodo, a St. Rémy e a Auvers-sur-Oise, diede sempre maggiore spazio all’invenzione in composizioni ispirate a diverse fonti visive e artistiche. La fusione di aspetti moderni e tradizionali fu stimolata dal suo straordinario uso del colore e da una tecnica pittorica assolutamente sorprendente per l’epoca e ricca ancora oggi di grandissimo fascino.

Partner: Il Gioco del Lotto – Lottomatica, Eni, Ferrovie dello Stato, Scholtès, Telecom Italia
Collaboratori ufficiali: Gestore Servizi Energetici – GSE, British American Tobacco – Italia, AXA Art – assicuratore ufficiale -, KLM, Cinecittà Luce, Rai Teche
Collaboratori tecnici: Maggiore, Dimensione Suono2, Hotel Eden, The Duke Hotel, Hotel Splendide Royal, Progress Fineart
Organizzazione e produzione: Comunicare Organizzando S.r.l.
Catalogo: Skira; € 35,00
Costo del biglietto: € 12,00 intero; € 8,50 ridotto
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. La biglietteria chiude un’ora prima
Per informazioni: tel. 06/6780664

Arte e Poesia, ‘Vienna’

Günter Brus, Maria Bussmann, Bruno Gironcoli, Franz Graf, Arnulf Rainer, Werner Reiterer, Erwin Wurm, Michael Ziegler

Da Lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 18.00, la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma, presenta la collettiva ‘Vienna’, a cura di Peter Weiermair.

La mostra, prendendo spunto dall’omonima città che diventa oggetto stesso dell’esposizione, presenta alcuni fra i maggiori protagonisti dell’arte austriaca contemporanea. Prima tappa di un percorso di ricerca sull’arte delle grandi capitali europee (ma non solo) che da sempre si contraddistinguono come laboratori essenziali nei quali le nuove tendenze sono il frutto della fusione fra cultura passata e presente.
Nel caso di Vienna, la rivoluzione culturale dell’inizio del secolo scorso, ma sopratutto il movimento socio-culturale della fine degli anni ’60, rappresentano i momenti storici più significativi che hanno dato vita a importanti correnti artistiche. I principi della vita sociale come anche gli stessi linguaggi dell’arte, messi in crisi in questi periodi, divengono oggetto di esame della mostra. Vienna è una città che ha concentrato tutto il potere creativo dell’Austria e, non senza una ragione, gli artisti esposti si relazionano alle esperienze culturali del passato: se pensiamo ai grandi personaggi come Sigmund Freud o Ludwig Wittgenstein, possiamo comprendere quale sia stato il clima culturale in cui si sono formati.
La mostra presta particolare attenzione al disegno e ai lavori su carta, ma da spazio anche ad un artista come Werner Reiterer che ha creato appositamente per la galleria un’installazione interattiva. Alla stessa maniera, Erwin Wurm con il suo lavoro stimola la partecipazione psico-fisiologica del pubblico. Arnulf Rainer, Bruno Gironcoli e Günter Brus rappresentano il nucleo storico degli artisti esposti. Gironcoli, come un coreografo, lavora sul potere di oggetti assurdi appartenenti alla nostra civiltà; Rainer attraverso segni radicali interviene con il disegno su motivi dell’arte italiana antica creando un dialogo con se stesso e con le sue opere; Brus, dopo il periodo dell’Azionismo Viennese, è diventato invece un grande poeta del dialogo fra immagine e testo. Anche Franz Graf lavora nel campo fra testo e immagine, mentre per Maria Bussmann disegnare è un metodo per indagare temi filosofici di varia natura. L’erotismo fragile della pubertà è il tema principale di Michael Ziegler come fosse un illustratore del mondo di Robert Musil.
Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo con un testo del curatore che documenterà la mostra e includerà informazioni sugli artisti in forma di auto-riflessioni e commenti. Il disegno del titolo “Vienna”, che sarà anche in copertina di catalogo come manifesto della mostra, è stato realizzato appositamente da Arnulf Rainer.
Peter Weiermair è stato Direttore e Curatore di importanti Musei d’arte moderna e contemporanea in Austria, Germania e Italia. Nel 1964 ha fondato la casa editrice Allerheiligenpresse e per oltre dieci anni è stato Presidente dell’IKT (International Association of Curators of Contemporary Art). Dagli anni ’60 ad oggi ha curato mostre monografiche e antologiche dei protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Citiamo fra le altre le mostre di Arnulf Rainer ed Erwin Wurm presentate per la prima volta in Italia durante la Direzione della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Inaugurazione: lunedì 4 ottobre 2010, ore 18.00
Dal 5 ottobre 2010 al 6 gennaio 2011
Galleria Marie-Laure Fleisch | Vicolo Sforza Cesarini 3A | Roma


GÜNTER BRUS
Nato nel 1938 Ardning, Austria, vive e lavora in Austria.
Born in 1938 Ardning, Austria, lives and works in Austria.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Günter Brus:, Werkumkreisung by Monika Faber, Hrsg. Albertina Wien, Klaus Albrecht Schröder, 2003, Verlag Walter König, Köln
Günter Brus: Je suis, donc j’ essaie de me faire by Franziska et Arnulf Meifert, 1993, Édition du Centre Pompidou, Paris
Günter Brus: Bild-Dichtungen by Johanna Schwanberg, 2003, Springer-Verlag Wien New York

MARIA BUSSMANN
Nata nel 1966 a Würzburg, vive e lavora a Vienna e New York.
Born in 1966 in Würzburg, lives and works in Wien and New York.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Maria Bussmann, Zeichnungen zu Wittgensteins Tractatus/ Drawings to Wittgenstein’s Traktatus, Wien, 2000
Maria Bussmann, Der Zauber der Zeichnung- Zeichnung in Österreich 1946 – 2007. Katalog zur Ausstellug im Lanserhaus, Eppan, Gemeinde Eppan, 2009. Curated by Peter Weiermair
Maria Bussmann, I have never been to Japan(ich war nie in Japan), Passagen Verlag, 2010

BRUNO GIRONCOLI
Nato in Italia, a Villaco nel 1936 e morto a Vienna nel 2010.

E’ stato uno scultore austriaco. Dal settembre 2004, una collezione composta dalle più importanti opere realizzate finora dall’artista può essere visitata in un museo dedicato nel parco del castello di Herberstein, in Austria. Su di un’area di 2000 metri quadrati sono esposte molte delle sue grandi sculture futuristiche. 

 

 

 

 

 
FRANZ GRAF
Nato nel 1954 a Tulln, vive e lavora a Vienna.
Born in 1954 in Tulln, lives and works in Wien.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Franz Graf, Schwarz heute jetzt habe dass schon fast vergessen, Kunstahlle Krems 2010
W.C.Feminio, W.C.Masculino, 22nd INTERNATIONAL BIENNIAL OF SAO PAULO 1994,
Wien 1994
Franz Graf / Fritz Grohs, GALLERIE NÄCHST ST STEPHAN, Wien 1988

ARNULF RAINER
Nato nel 1929 in Baden, Austria
Born in 1929 in Baden, Austria

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Werner Hofmann, »Jenseits des Schönheitlichen«, in: Arnulf Rainer, Katalog zur Biennale di Venezia, Venedig 1978
Dieter Honisch, »Malerei, um die Malerei zu verlassen«, in: Arnulf Rainer, Nationalgalerie, Staatliche Museen Preußischer Kulturbesitz, Berlin 1980.
Michelangelo Castello, Morte e transfigurazione; in: Arnulf Rainer, Tema Celeste, Juni 1985

WERNER REITERER
Nato nel 1964 a Graz, vive e lavora a Vienna.
Born in 1964 in Graz, lives and works in Vienna.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Werner Reiterer, Eye Sucks World, Kunsthaus Graz, and Verlag Walther König, Cologne, 2007
Werner Reiterer, Raw Loop, The Speed Art Museum, Louisville/USA, and The Contemporary
Art Museum, Tampa/USA, 2009
Werner Reiterer, Breath, Belvedere, Wien, 2009

ERWIN WURM
Nato nel 1954 a Bruck an der Mur, vive e lavora a Vienna e Limberg.
Born in 1954 in Bruck an der Mur, lives in Vienna and Limberg.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Erwin Wurm: Gurke, DuMont Verlag, Cologne, 2009
Erwin Wurm: The artist who swallowed the world, Hatje Cantz Verlag, Ostfildern, 2006
Erwin Wurm: I love my time, I don`t like my time, Hatje Cantz Verlag, Ostfildern, 2004

MICHAEL ZIEGLER
Nato nel 1960 a Wels, vive e lavora a Vienna e Innsbruck.
Born in 1960 in Wels, works and lives in Wien and Innsbruck.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Michael Ziegler, Zeichnungen, Allerheiligenpresse, 2003
Michael Ziegler, Fotografie, Fotohof Edition, 2008
Michael Ziegler, Stilleben, All Saints Press, 2009
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Galleria Marie-Laure Fleisch – Vicolo Sforza Cesarini, 3A -00186 Roma 
t. +39 06 688 91936 – info@galleriamlf.com www.galleriamlf.com
lunedì-sabato 14.00-20.00 – mattina e domenica su appuntamento 
Press Office: press@galleriamlf.com

romapoesia 2010, poEtiche

La quattordicesima edizione del festival romapoesia si intitola poEtiche, ed è dedicata alla poesia delle donne. Quest’anno infatti il festival – che si svolgerà come sempre a Roma – si propone come luogo di confronto per le autrici che, dal dopoguerra a oggi, hanno partecipato con la poesia – e spesso con una presenza attiva nella società – al farsi dell’Italia in cui viviamo e sulla quale intendiamo riflettere. Il programma prevede letture, conversazioni, proiezioni, ascolti, performance, presentazioni di libri, con la partecipazione di circa sessanta poetesse di varie generazioni provenienti da tutta Italia. Nella sezione “Genealogie”, alcune autrici contemporanee renderanno omaggio alle grandi poetesse della seconda metà del Novecento italiano: Amelia Rosselli, Patrizia Vicinelli, Anna Malfaiera, Rossana Ombres, Alda Merini, Nadia Campana, Cristina Campo, Claudia Ruggeri, Paola Febbraro, Piera Oppezzo. La sezione “Passaggi” sarà invece dedicata al tema della traduzione e al confronto con autrici straniere come Sylvia Plath, Anne Sexton, Anne Carson, Alejandra Pizarnik.

Il festival si tiene nella settimana tra l’11 e il 17 ottobre, con disseminazione in varie zone di Roma, dal centro storico a San Lorenzo, da Trastevere a Marconi, dal Tiburtino a Monteverde, in centri culturali, librerie, biblioteche, scuole, locali.

E’ prevista, mercoledì 13 ottobre alla Casa internazionale delle donne, una giornata di convegno alla quale parteciperanno, insieme alle poetesse, studiose di diverse discipline.

I materiali del festival, sia poetici sia teorici, saranno raccolti in volume.

romapoesia 2010: poEtiche
Nato nel 1997, il festival romapoesia ha invitato nel corso degli anni centinaia di poetesse e poeti dall’Italia e dal mondo.
L’edizione 2010, a cura di Maria Teresa Carbone e Franca Rovigatti, si tiene dall’11 al 17 ottobre.
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Il programmma
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Lunedì 11 ottobre

Liceo Virgilio, via Giulia 38
ore 10-12: incontro con gli studenti
Elisa Biagini, Elisa Davoglio, Lidia Riviello, Sara Ventroni
Biblioteca Marconi, via Gerolamo Cardano 135
ore 18-20: lettura / dibattito
Influssi: tra una lingua e l’altra
Antonella Anedda, Daniela Attanasio, Elisa Biagini, Fiorenza Mormile
Lavatoio Contumaciale, piazza Perin del Vaga 4
ore 21-23: lettura: Elisa Biagini, Tomaso Binga, Elena Clementelli, Tiziana Colusso, Vilma Costantini, Sara Davidovics, Francesca Farina, Cetta Petrollo
Corpo poEtico, mostra – fotografie di: Teresa Bianchi, Maristella Campolunghi, Stefania Errore, Irene Iorno, Nadine Hetner, Francesca Manzini, Letizia Marabottini, Grazia Menna, Claudia Padoan, Vincenza Salvatore, Rivka Spizzichino, Sara Spizzichino, a cura del Lavatoio Contumaciale e de “La Magnolia”, Spazio Espositivo Area Cultura Casa Internazionale delle Donne

Martedì 12 ottobre

Liceo Morgagni, via Fonteiana 125
ore 10-12: incontro con gli studenti
Cristina Ali Farah, Geraldina Colotti, Mia Lecomte, Paola Sansone
Libreria Empiria, via Baccina 79
ore 17-19: laboratorio
Lo haiku, regole e senso, Carla Vasio
Libreria Koob, via Luigi Poletti 2
ore 18-22: maratona di presentazioni
Multipla: i libri dell’anno

Mercoledì 13 ottobre

Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19
ore 10-19: giornata di convegno
La voce poEtica
Edda Billi: haiku di benvenuto
introduzione
– questa memoria insomma divina (Claudia Ruggeri)
Giulia Niccolai
Gilda Policastro
– è fusa la donna alla sua ombra (Patrizia Vicinelli)
Manuela Fraire
Bianca Tarozzi
dibattito
lettura: Mariella Bettarini, Tomaso Binga, Milli Graffi
pausa pranzo
– penserò / che mi importa di me più di quanto pensassi (Anna Malfaiera)
Cecilia Bello Minciacchi
Annamaria Crispino
– caddero muri / con tutti i loro interni carichi e caldi (Rossana Ombres)
Biancamaria Frabotta
Dacia Maraini
– qualcosa, una ferma utopia, sta per fiorire (Piera Oppezzo)
Mariella Bettarini
Sara Ventroni
dibattito
lettura: Maria Clelia Cardona, Gaia Gubbini, Sara Zanghì
John Cabot University, via della Lungara 233
in collaborazione con InVerse
ore 20.30: lettura
Silvia Bre, Edith Bruck, Moira Egan, Anna Cascella Luciani, Dacia Maraini, Maria Luisa Spaziani, introduce Brunella Antomarini

Giovedì 14 ottobre

Liceo Majorana, via Carlo Avolio 111, ore 10-12: incontro con gli studenti
Cristina Annino, Maria Grazia Calandrone, Maria Clelia Cardona, Francesca Matteoni
Libreria Empiria, via Baccina 79
ore 11-13: laboratorio di lettura di poesia ad alta voce / 1
La vocazione poetica, Rosaria Lo Russo
Libreria Empiria, via Baccina 79
ore 15-17: laboratorio di scrittura poetica / 1
Buongiorno Poesia, Anna Lamberti Bocconi
Biblioteca Europea, via Savoia 13/15
ore 17-20: tavola rotonda
Passaggi: la traduzione di poesia
Elena Clementelli, Tiziana Colusso, Vilma Costantini, Rosaria Lo Russo, Loredana Magazzeni, Jacqueline Risset, Annamaria Robustelli, Maria Luisa Spaziani
Circolo delle Quinte, viale 30 aprile 4
ore 21: lettura
Milli Graffi, Jolanda Insana, Anna Lamberti Bocconi, Giulia Niccolai, Bianca Tarozzi, Carla Vasio

Venerdì 15 ottobre

Istituto Statale G. Caetani, viale Mazzini 36, ore 10-12: incontro con gli studenti
Florinda Fusco, Giovanna Marmo, Marilena Renda, Silvia Salvagnini
Libreria Empiria, via Baccina 79
ore 11-13: laboratorio di lettura di poesia ad alta voce / 2
La vocazione poetica, Rosaria Lo Russo
Libreria Empiria, via Baccina 79
ore 15-17: laboratorio di scrittura poetica / 2
Buongiorno Poesia, Anna Lamberti Bocconi
Biblioteca Vaccheria Nardi, via Grotta di Gregna 27
ore 18-20: lettura / dibattito
Poesia/biografia/memoria
Gabriella Musetti, Maria Pia Quintavalla, Lisabetta Serra, Luigia Sorrentino
ESC, via dei Volsci 159
ore 20.30-1: lettura / musica / video
Poetesse & Poete
Cristina Ali Farah, Silvia Bre, Antonella Bukovaz, Maria Grazia Calandrone, Elena Chiesa, Tiziana Colusso (con il soprano Carmen Petrocelli), Biancamaria Frabotta, Florinda Fusco, Francesca Genti, Vivian Lamarque, Mia Lecomte, Rosaria Lo Russo, Giovanna Marmo, Francesca Matteoni, Brenda Porster, Jonida Prifti, Ida Travi, Maria Valente
musica e contaminazioni:[donasonica vs lamusique] Sisterhood is blooming project
spazio video: Genealogie
presentazione di Fragili guerriere (video di Daniela Rossi per romapoesia 2010) e di altri video

Sabato 16 ottobre

Salone degli Affreschi, DSM Monteverde, via Colautti 28
ore 11-13: lettura
Maria Grazia Calandrone, Francesca Genti, Vivian Lamarque, Ida Travi, Maria Valente
Libreria Tuba, via del Pigneto 21
ore 18-20: aperipoesia
Antonella Bukovaz, Elena Chiesa, Annamaria Giancarli, Giovanna Marmo, Rossella Or, Laura Pugno
ESC, via dei Volsci 159
ore 20.30-1: lettura / musica / video
Poetesse & Poete
Maria Clelia Cardona, Geraldina Colotti, Vilma Costantini, Sara Davidovics, Gemma Gaetani, Sonia Gentili, Jolanda Insana, Anna Lamberti Bocconi, Loredana Magazzeni, Gabriella Musetti, Laura Pugno, Maria Pia Quintavalla, Lidia Riviello, Silvia Salvagnini, Paola Sansone, Lisabetta Serra, Ribka Sibhatu
musica e contaminazioni:[donasonica vs lamusique] Sisterhood is blooming project
spazio video: Genealogie
presentazione di Videopoesie (Elena Chiesa, 2006-2009) e di altri video

Domenica 17 ottobre

Libreria Griot, via di Santa Cecilia 1/a
ore 11-13.30: lettura
Sul confine
Cristina Ali Farah, Edith Bruck, Antonella Bukovaz, Moira Egan, Sonia Gentili, Mia Lecomte, Brenda Porster, Jonida Prifti, Jacqueline Risset, Ribka Sibhatu
ESC, via dei Volsci 159
ore18-24: lettura / musica / video
microfono aperto
Poetesse & Poete
Annelisa Alleva, Cristina Annino, Daniela Attanasio, Tomaso Binga, Elisa Davoglio, Francesca Farina, Annamaria Giancarli, Gaia Gubbini, Fiorenza Mormile, Rossella Or, Cetta Petrollo, Gilda Policastro, Marilena Renda, Annamaria Robustelli, Luigia Sorrentino, Sara Ventroni, Sara Zanghì
musica e contaminazioni:[donasonica vs lamusique] Sisterhood is blooming project
spazio video: Genealogie
presentazione di Lo spazio tra le colonne (video-intervista di Bianca Tarozzi a Giulia Niccolai, realizzazione Giannina Longobardi, 2008) e di altri video
I libri delle autrici del festival sono reperibili presso la libreria tuba, via del pigneto 21

Il festival è realizzato grazie al sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale.

http://romapoesia.blogspot.com/