Arte e Poesia, ‘Vienna’

Günter Brus, Maria Bussmann, Bruno Gironcoli, Franz Graf, Arnulf Rainer, Werner Reiterer, Erwin Wurm, Michael Ziegler

Da Lunedì 4 ottobre 2010 alle ore 18.00, la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma, presenta la collettiva ‘Vienna’, a cura di Peter Weiermair.

La mostra, prendendo spunto dall’omonima città che diventa oggetto stesso dell’esposizione, presenta alcuni fra i maggiori protagonisti dell’arte austriaca contemporanea. Prima tappa di un percorso di ricerca sull’arte delle grandi capitali europee (ma non solo) che da sempre si contraddistinguono come laboratori essenziali nei quali le nuove tendenze sono il frutto della fusione fra cultura passata e presente.
Nel caso di Vienna, la rivoluzione culturale dell’inizio del secolo scorso, ma sopratutto il movimento socio-culturale della fine degli anni ’60, rappresentano i momenti storici più significativi che hanno dato vita a importanti correnti artistiche. I principi della vita sociale come anche gli stessi linguaggi dell’arte, messi in crisi in questi periodi, divengono oggetto di esame della mostra. Vienna è una città che ha concentrato tutto il potere creativo dell’Austria e, non senza una ragione, gli artisti esposti si relazionano alle esperienze culturali del passato: se pensiamo ai grandi personaggi come Sigmund Freud o Ludwig Wittgenstein, possiamo comprendere quale sia stato il clima culturale in cui si sono formati.
La mostra presta particolare attenzione al disegno e ai lavori su carta, ma da spazio anche ad un artista come Werner Reiterer che ha creato appositamente per la galleria un’installazione interattiva. Alla stessa maniera, Erwin Wurm con il suo lavoro stimola la partecipazione psico-fisiologica del pubblico. Arnulf Rainer, Bruno Gironcoli e Günter Brus rappresentano il nucleo storico degli artisti esposti. Gironcoli, come un coreografo, lavora sul potere di oggetti assurdi appartenenti alla nostra civiltà; Rainer attraverso segni radicali interviene con il disegno su motivi dell’arte italiana antica creando un dialogo con se stesso e con le sue opere; Brus, dopo il periodo dell’Azionismo Viennese, è diventato invece un grande poeta del dialogo fra immagine e testo. Anche Franz Graf lavora nel campo fra testo e immagine, mentre per Maria Bussmann disegnare è un metodo per indagare temi filosofici di varia natura. L’erotismo fragile della pubertà è il tema principale di Michael Ziegler come fosse un illustratore del mondo di Robert Musil.
Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo con un testo del curatore che documenterà la mostra e includerà informazioni sugli artisti in forma di auto-riflessioni e commenti. Il disegno del titolo “Vienna”, che sarà anche in copertina di catalogo come manifesto della mostra, è stato realizzato appositamente da Arnulf Rainer.
Peter Weiermair è stato Direttore e Curatore di importanti Musei d’arte moderna e contemporanea in Austria, Germania e Italia. Nel 1964 ha fondato la casa editrice Allerheiligenpresse e per oltre dieci anni è stato Presidente dell’IKT (International Association of Curators of Contemporary Art). Dagli anni ’60 ad oggi ha curato mostre monografiche e antologiche dei protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Citiamo fra le altre le mostre di Arnulf Rainer ed Erwin Wurm presentate per la prima volta in Italia durante la Direzione della Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Inaugurazione: lunedì 4 ottobre 2010, ore 18.00
Dal 5 ottobre 2010 al 6 gennaio 2011
Galleria Marie-Laure Fleisch | Vicolo Sforza Cesarini 3A | Roma


GÜNTER BRUS
Nato nel 1938 Ardning, Austria, vive e lavora in Austria.
Born in 1938 Ardning, Austria, lives and works in Austria.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Günter Brus:, Werkumkreisung by Monika Faber, Hrsg. Albertina Wien, Klaus Albrecht Schröder, 2003, Verlag Walter König, Köln
Günter Brus: Je suis, donc j’ essaie de me faire by Franziska et Arnulf Meifert, 1993, Édition du Centre Pompidou, Paris
Günter Brus: Bild-Dichtungen by Johanna Schwanberg, 2003, Springer-Verlag Wien New York

MARIA BUSSMANN
Nata nel 1966 a Würzburg, vive e lavora a Vienna e New York.
Born in 1966 in Würzburg, lives and works in Wien and New York.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Maria Bussmann, Zeichnungen zu Wittgensteins Tractatus/ Drawings to Wittgenstein’s Traktatus, Wien, 2000
Maria Bussmann, Der Zauber der Zeichnung- Zeichnung in Österreich 1946 – 2007. Katalog zur Ausstellug im Lanserhaus, Eppan, Gemeinde Eppan, 2009. Curated by Peter Weiermair
Maria Bussmann, I have never been to Japan(ich war nie in Japan), Passagen Verlag, 2010

BRUNO GIRONCOLI
Nato in Italia, a Villaco nel 1936 e morto a Vienna nel 2010.

E’ stato uno scultore austriaco. Dal settembre 2004, una collezione composta dalle più importanti opere realizzate finora dall’artista può essere visitata in un museo dedicato nel parco del castello di Herberstein, in Austria. Su di un’area di 2000 metri quadrati sono esposte molte delle sue grandi sculture futuristiche. 

 

 

 

 

 
FRANZ GRAF
Nato nel 1954 a Tulln, vive e lavora a Vienna.
Born in 1954 in Tulln, lives and works in Wien.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Franz Graf, Schwarz heute jetzt habe dass schon fast vergessen, Kunstahlle Krems 2010
W.C.Feminio, W.C.Masculino, 22nd INTERNATIONAL BIENNIAL OF SAO PAULO 1994,
Wien 1994
Franz Graf / Fritz Grohs, GALLERIE NÄCHST ST STEPHAN, Wien 1988

ARNULF RAINER
Nato nel 1929 in Baden, Austria
Born in 1929 in Baden, Austria

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Werner Hofmann, »Jenseits des Schönheitlichen«, in: Arnulf Rainer, Katalog zur Biennale di Venezia, Venedig 1978
Dieter Honisch, »Malerei, um die Malerei zu verlassen«, in: Arnulf Rainer, Nationalgalerie, Staatliche Museen Preußischer Kulturbesitz, Berlin 1980.
Michelangelo Castello, Morte e transfigurazione; in: Arnulf Rainer, Tema Celeste, Juni 1985

WERNER REITERER
Nato nel 1964 a Graz, vive e lavora a Vienna.
Born in 1964 in Graz, lives and works in Vienna.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Werner Reiterer, Eye Sucks World, Kunsthaus Graz, and Verlag Walther König, Cologne, 2007
Werner Reiterer, Raw Loop, The Speed Art Museum, Louisville/USA, and The Contemporary
Art Museum, Tampa/USA, 2009
Werner Reiterer, Breath, Belvedere, Wien, 2009

ERWIN WURM
Nato nel 1954 a Bruck an der Mur, vive e lavora a Vienna e Limberg.
Born in 1954 in Bruck an der Mur, lives in Vienna and Limberg.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Erwin Wurm: Gurke, DuMont Verlag, Cologne, 2009
Erwin Wurm: The artist who swallowed the world, Hatje Cantz Verlag, Ostfildern, 2006
Erwin Wurm: I love my time, I don`t like my time, Hatje Cantz Verlag, Ostfildern, 2004

MICHAEL ZIEGLER
Nato nel 1960 a Wels, vive e lavora a Vienna e Innsbruck.
Born in 1960 in Wels, works and lives in Wien and Innsbruck.

Bibliografia selezionata/ Selected bibliography
Michael Ziegler, Zeichnungen, Allerheiligenpresse, 2003
Michael Ziegler, Fotografie, Fotohof Edition, 2008
Michael Ziegler, Stilleben, All Saints Press, 2009
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Galleria Marie-Laure Fleisch – Vicolo Sforza Cesarini, 3A -00186 Roma 
t. +39 06 688 91936 – info@galleriamlf.com www.galleriamlf.com
lunedì-sabato 14.00-20.00 – mattina e domenica su appuntamento 
Press Office: press@galleriamlf.com

Un finale d’assedio, De Angelis-Scolamiero

Un finale d’assedio
Venerdì 24 settembre 2010 alle ore 17:00 presso il Salone Vanvitelliano della Biblioteca Angelica verrà presentato il libro d’artista: Un finale d’assedio: poesie di Milo De Angelis e tavole originali di Vincenzo Scolamiero. Evento a cura del Direttore della Biblioteca Angelica, Fiammetta Terlizzi.

Un’edizione a tiratura limitata stampata e allestita a mano presso la Stamperia d’arte il Bulino in Roma.

Interventi di: Eraldo Affinati, Francesca Bottari, Plinio Perilli, Stefano Petrocchi e Isabella Vincentini.
Saranno presenti gli autori e l’editore.

Alla Biblioteca Angelica il 24 settembre si parla di arte e di poesia. L’occasione, rara e speciale, è la presentazione di un libro stampato a mano presso la Stamperia d’arte “Il Bulino” in esemplari unici, parte di una collana di trentacinque opere autografe.

Il testo, Un finale d’assedio, è uscito nel gennaio del 2010 e include tredici testi poetici inediti di Milo De Angelis e dodici tavole originali corrispondenti a inchiostri e pigmenti, diverse per ogni volume, dell’artista romano Vincenzo Scolamiero. A fine edizione, le tavole dipinte saranno 420.

Eseguito a regola d’arte sulla preziosa carta Hahnemùhle di gr.300 e rilegato manualmente, il libro conserva in sé sia i caratteri dell’opera figurativa, sia quelli della circoscritta raccolta poetica, sistematica e coerente.

La vicinanza tra le due espressioni appare in questo caso particolarmente felice ed evocatrice di innumerevoli corrispondenze. Tra poesia e pittura non emerge, beninteso, alcuna relazione didascalica, ma solo una comunione scambievole di pretesti espressivi e di soluzioni liriche.

La serrata struttura poetica di De Angelis rimanda con evidenza all’impaginazione cromatica scelta da Scolamiero, e le tante immagini accese dalle singole parole nel chiuso di ogni componimento, sembrano chiamare a sé le sagome oscure che il pittore lascia affiorare dal buio.

Nel prezioso libro i due artisti, con stupore reciproco, si sono imbattuti in un’intesa profonda, trovandosi a comunicare in idiomi diversi ma con affini costruzioni sintattiche, entro le quali evocare quasi all’unisono analoghe suggestioni, che siano forme o stati d’animo. Il metro contratto dei brevi componimenti di De Angelis richiama le stesure a inchiostro dell’artista, chiuse e nitide come campi di proiezione.  

Informazioni Evento:
Data Inizio: 24 settembre 2010
Luogo: Roma, Biblioteca Angelica
Indirizzo: Piazza S. Agostino
Telefono: 0668408049

Nicola Vitale, Le (n) meraviglie del mondo

“Le (n) meraviglie del mondo”, The White Gallery via Felice Casati, 26 – Milano – Inaugurazione: 13 maggio ore 19:00 (fino al 10 giugno 2010)
“Animali da Lettura”, Palazzo Sormani, Via Francesco Sforza, 7 – Milano – in data da definire.Nicola Vitale, poeta e pittore, è nato a Milano, dove vive, nel 1956. Nella forza lirica dei dipinti riesce a meravigliarsi delle cose apparentemente comuni di un mondo naturale umanizzato, fino agli scenari cittadini e domestici. Dai turbamenti della contemporaneità, fino agli elementi minimi di stereotipi trasfigurati dal gioco immaginativo, l’artista apre lo sguardo verso una nuova possibilità di guardare il mondo, uno straniante stupore che rivela una sofferta gioia di vivere. 

Luigia Sorrentino
Intervista a Nicola Vitale
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Le (n) meraviglie del mondo. Perché?

Si tratta della parafrasi a “Le sette meraviglie del mondo” mitica enumerazione cominciata in epoca classica delle più stupefacenti opere dell’intera umanità che vanno dalla piramide di Cheope alla tomba di Mausoleo, dal faro di Alessandria al Colosso di Rodi, fino allo Zeus di Fidia. In questo caso (n) è un numero ipotetico, al quale si può attribuire qualsiasi entità e dunque alle “meraviglie del mondo” qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa esistente e non, guardata in un particolare modo, in questo caso attraverso le risorse della pittura, diventa meravigliosa per il solo fatto che esiste o che è immaginata. E’ l’inversione di senso tra soggetto e oggetto che sento come necessario passaggio dei nostri tempi: l’oggetto è ormai svuotato di ogni potere di significazione e di potenzialità estetica, mentre è il soggetto che deve ridare senso al mondo attraverso discipline costruttive.
Con quale prospettiva nasce questa personale a Milano?
Giovanni Policastro, giovane ma valido gallerista napoletano, milanese di adozione, mi ha cercato per una collettiva: Wake up! 60 artisti una Moka, che si sarebbe svolta nella sua galleria milanese The White Gallery. E’ nata subito un’intesa, così quando mi ha chiesto di fare una personale sono stato ben contento di accettare. Ha scelto i quadri tra quelli degli ultimi anni che gli sembravano avere una certa omogeneità, mentre ho fatto per l’occasione una serie di piccoli dipinti che costituiscono una specie di mostra nella mostra.
Da almeno vent’anni lei dipinge e scrive poesie. L’ultimo libro, “Il condominio delle sorprese” edito da Mondadori, ha in copertina una sua opera di pittura… Questo significa che le due attività sono complementari l’una all’altra?
Ho da sempre fatto entrambe le cose, quindi hanno preso strade autonome; tuttavia non mi sono mai preoccupato di separare o unire ufficialmente le cose, a volte è capitato di presentare le cose insieme, altre no. Così come critici e giornalisti a volte ne hanno parlato congiuntamente, ma nella maggior parte dei casi separatamente. In questo caso dalla Mondadori è arrivata la richiesta di mettere un mio quadro in copertina, e non mi sono certo tirato indietro.
Nella poesia l’immagine resa non è sempre definitiva, categorica, ma in continua evoluzione. Nell’arte visiva l’immagine resa appare fissa, assoluta,  rappresenta “la cosa in sè” e la definisce. Come risolve la relazione tra ciò che sta fuori e ciò che avviene dentro? Come risolve il rapporto esterno e interno tra l’artista e il mondo?
L’espressione in poesia come in pittura, segue un lungo iter di acquisizione dei mezzi formali, la così detta tecnica, che è in se stesso un sentire, un sentire formale, quel momento e punto misterioso in cui si uniscono forma e contenuto, esteriorità e interiorità. Dunque posso ispirarmi a cose che vedo o che immagino, ma questo è sempre in funzione della resa estetica, del processo espressivo che è fatto di particolari forme e modalità. E’ la pittura e la poesia che danno senso alla vita e non viceversa: senza una coltivazione, senza una cultura la vita non è nulla: è istinto animale, nessuna percezione e nessuna conoscenza.
In particolare la differenza della resa di una visione o contenuto interiore, tra poesia e pittura, segue questo iter di interiorizzazione dei mezzi espressivi: certo la poesia è uno scorrere anche di immagini che si mischiano tra loro e con altro, l’immagine della pittura è fissa, ma non credo che sia una limitazione riguardo l’espressione dell’interiorità, in quanto quei valori in pittura si sommano si stratificano sensibilmente, così l’immagine è solo apparentemente “oggettiva” e “fissa”, anche qui c’è una gradualità, la scoperta della sua essenza come in poesia è un iter di conoscenza, è un lungo cammino dello sguardo che deve approfondire, e i dipinti realmente validi ogni volta che li guardi mostrano cose diverse.
Si può dire, nel suo caso, che poesia e immagine sono la stessa cosa?
Sono due cose molto diverse, in quanto sono linguaggi diversi, per cui nell’una spesso emergono cose di me che non emergono nell’altra o se emergono questo accade in modo recondito, e viceversa. Tuttavia l’essenza profonda è la stessa, ma è una radice, dunque non percepibile da tutti.
Nelle sue opere vi è una forte connotazione cromatica. Che cosa significa per lei il colore?
Come nell’arte antica: egizia, greca arcaica, medievale, ma anche nella prima arte moderna, il colore è essenziale, allo stesso modo lo è nella mia pittura. L’arte qui protende a un’esteticità della forza interna, della radiazione, dello splendore: questione opposta a un’esteticità mimetica classica, contenutistica o linguistica, come nel caso dell’arte contemporanea. Al centro del processo espressivo c’è qui la sublimazione trascendente dell’immagine, per cui essa ha un fondamento sacro, qualsiasi cosa rappresenti, siano i supplizi della pittura medievale, sia gli dei egizi, i campi di Van Gogh e Cezanne, o le sintesi astraenti di Picasso e Kandinsky.
Come definirebbe la sua pittura? (Vi è sempre qualcosa di allegro, di giocoso, forse anche di ironico nei suoi dipinti… ) opere come “Acrobazia” , “Il melo”… cosa raffigurano?
Sono anni che cerco una definizione, cerco di collocare nelle categorie della nostra cultura il mio lavoro come quello di pochi artisti a me affini in ambito internazionale, e da qualche anno pubblico saggi e faccio conferenze su questo tema. Ho chiamato questo tipo di immagine “Figura solare” riferito proprio a quanto ho detto prima, la riabilitazione di una figura al limite dello stereotipo illustrativo, ad opera dello splendore dell’immagine, e sottili elaborazioni formali in cui sono filtrati elementi intellettuali, come giochi prospettici, particolari isolati in primo piano, tagli compositivi inconsueti. Negli stereotipi c’è un prezioso mondo di sensibilità, di tenerezza, sentimenti desueti, o anche orrore grottesco, che sono stati banalizzati dall’uso più popolare: l’alchimia della pittura può farlo risorgere sempre in una nuova chiave, rimuovendo in parte il muro doloroso che oggi giorno divide inconscio e coscienza, indebolendo o addirittura impedendo un senso più profondo della nostra vita. Il carattere allegro, a tratti giocoso è questa necessità di portare su un piano diverso ogni cosa del mondo, e il gioco, l’umorismo, sono quel piano che se da una parte allontana il fondamento drammatico delle cose, dall’altra le eleva ad un piano ontologico superiore di meraviglia: in fin dei conti la cosa straordinaria è che siamo vivi, che siamo come siamo, che sentiamo, vediamo, capiamo… e risvegliare questo stato è il compito principale dell’arte; per il resto ci sono tanti altri linguaggi come la filosofia, la psicologia, la politica, ecc.
In ogni quadro cerco una situazione apparentemente comune che possa diventare spettacolare grazie ai miei mezzi pittorici, dunque Acrobazia, Melo e tutti gli altri quadri, non rappresentano nulla di più di quello che sono, ma è la pittura che dice di più, non sul piano del significato, sul piano estetico, parlano sempre della meraviglia del bello.
Nelle sue opere di poesia vi sono alcune parole chiave come “corpo e casa” tempo e sentimento”. Accade così anche nelle sue opere di pittura?
Sono parole “mana” che hanno in se qualcosa di compiuto, magico, che avverto come centri espressivi totalizzanti da cui si diramano lunghe radici che chiamano il linguaggio, chiamano altre parole, che ruotando intorno a queste ne assorbono la forza e il senso.
In pittura accade qualcosa di simile, il soggetto e la forma realizzano qualcosa di simile: anche qui cerco oggetti universali, semplici, che siano acquisiti nella nostra vita come una sorta di natura. Anche ad esempio un telefono o un’automobile possono assumere questo ruolo quando perdono la loro particolarità, sono oggetti talmente acquisiti da diventare cose naturali come un albero o una casa. Cerco dunque di trovare forme che si prestino a diventare una sorta di mito-concetti, idee formali primarie.
Chi nasce prima in lei, il poeta o il pittore?
All’asilo mi avevano messo a disposizione grandi fogli di carta e tempere e pennelli, con cui dipingevo in totale libertà, poi intorno ai 10 anni in montagna portavo il cavalletto e copiavo le cime, qualche anno dopo fu la volta degli interni realizzati con la matita e ricalcati con la china.
Per quanto riguarda la poesia, mi ricordo, molto piccolo, in una notte di insonnia la forte necessità di alzarmi dal letto e con la prima matita che mi sono trovato tra le mani scrissi una poesia su un’astronauta che si perdeva nel cosmo. (era una matita verde) poi più niente fino ai vent’anni dove sono di nuovo emerse istanze espressive poetiche.
Qual è stata la sua formazione in poesia e pittura?
In pittura a 12 anni frequentavo lo studio di un pittore: Eugenio Tomiolo (mi affascinava la sua percezione magica della materia e del colore) poi a 15 anni frequentavo il liceo artistico. Poi passai qualche mese all’accademia di belle arti, ma preferii presto la strada dell’autodidatta, guidato dai grandi maestri del passato. A 25 anni decisi di diventare pittore affrontando una durissima disciplina, dipingendo anche dieci ore al giorno, tenendo un diario degli errori: ripensamenti, pentimenti e mea culpa, molto pochi compiacimenti.
Per quanto riguarda la poesia poco dopo i vent’anni frequentavo Franco Loi, amico dei miei genitori, e da lui ebbi le prime indicazioni, furono i primi confronti utilissimi. Poi fu la volta di Milo de Angelis che frequentai per qualche anno. Quindi Franco Fortini, Giuseppe Pontiggia e infine Maurizio Cucchi con cui feci un lungo cammino, che fece nascere un’amicizia basata sulla stima reciproca. 
Come vorrebbe essere ricordato ?
Semplicemente per quello che sono e non per quello che gli altri credono che sia, ma mi rendo conto che forse per ora è chiedere troppo.
Mostre personali
2010 Le (n) meraviglie del mondo, White Gallery, Milano
2009 Wake up! L’arte si risveglia, Withe Gallery, Milano – 100 in giro, Cento artisti per il centenario del giro d’Italia, Galleria Mandelli, Seregno – *Condominio delle sorprese, a cura di E. Pontiggia, Archivi del ‘900, Milano, – *La quieta visione (con Knap e Minuesa) Galleria Mandelli, Seregno 2008 Arte Padova, Galleria Mandelli, Seregno – Nerazzurra, Cento artisti per 100 anni di Inter, Galleria Mandelli, Seregno – *Università Bocconi, a cura di Elena Pontiggia 2007 *Arte ed altro, Gattinara (VC), presentazione in catalogo di Elena Pontiggia – Mi Art, Ermanno Tedeschi Gallery, Torino 2006 Operazione Colomba, Ermanno Tedeschi Gallery, Torino – Idee, I Studio 76, Milano (Fuorisalone, Salone del mobile, Milano) – Artissima, Torino, Ermanno Tedeschi Gallery, Torino – Mi Art, Ermanno Tedeschi Gallery, Torino – Slalom gigante, Ermanno Tedeschi Gallery, Torino 2005 Flash art Show, Bologna, Galleria Toselli – Flash art Show, Milano, Galleria Toselli, Milano – Blog on Artur Rimbaud, Castello di Rivara (To) – Blog on Artur Rimbaud, Chiesa di San Carpoforo, Milano – *Studio Forese, Milano, a cura di Lisa Ponti 2004 Mi Art, Galleria Toselli, Milano – A ruota libera, Salone del ciclo, Fiera di Milano (a cura di Franco Toselli) – Coppi e Picasso, Galleria Toselli, Milano 2003 RipArte, Hotel Ripa, Roma, Galleria Ca’ di Frà, Milano – Mi Art, Galleria Toselli, Milano – Quasi arte, Galleria Toselli, Milano (a cura di Franco Toselli) 2002 Col sale, Galleria In Arco, Torino (a cura di Norma Mangione) – Carte truccate, E-Studio, Milano – Artissima, Torino, Galleria Toselli, Milano 2001 *Galerie Gangurinn, Reykjavik, Islanda (a cura di Helgi Fridjonsson) – Pikin’ up cherryes, E-Studio, Milano 1999 *Nicola Vitale pittore e poeta, Studio D’Ars, Milano, Presentazione di Pierre Restany 1997 *Studio D’Ars, Milano (a cura di Pierre Restany) – 2′ Premio Trevi Flash Art Museum, Borgo Trevi (PG) Selezionato – *Arte Solare, Nicola Vitale, Retrospettiva 1987/1997, Abazia di Chiaravalle (MI), Ars Chiara, Eventi d’Arte, Milano 1996 *Arte Solare, Studio D’Ars, Milano (Catalogo a cura di Pierre Restany) – Dal pallone al pennello, 19 artisti per il Calcio, Forte Crest, Milano – Arteanima, Fondazione Mazzucconi, Milano, 2′ classificato 1995 Milano, Cento artisti per la città, La Permanente, Milano (Italia Nostra, catalogo Mazzotta) – *Dissemination, Milano (a cura di Pierre Restany) Conferenza di presentazione P. Restany, R. Bossaglia, A. Riccardi 1994 *New York University, New York (Catalogo a cura di Pierre Restany) – Buon compleanno TV, Studio D’Ars, Milano – Buon compleanno TV, NEC Ente Arte, Treviso 1993 *Dipinti e Poesie, Palazzo Recalcati, Milano (presentazione in catalogo R.Bossaglia, M.Cucchi, E.Frigerio) – Media life, Ward Nasse Gallery, New York – *Atelier AAA, Lugano (Ch) (a cura di R.Bossaglia) – *Odeonart, Biasca (Ch) 1992 Summer Salon 92, Ward Nasse Gallery, New York 1991 Arte giovane in Lombardia, S. Maria della Pietà, Cremona 1989 Catalogo Arte Moderna 1989 (G. Mondadori e Ass., Milano) 1988 *Studio Steffanoni, Milano (Catalogo a cura di Rossana Bossaglia) 1987 *Portnoy, Milano (Catalogo a cura di F.Gallo)


Opere di poesiaLa città interna, Primo quaderno Italiano, Poesia contemporanea (Guerini e Associati, Milano, 1991)
Progresso nelle nostre voci (Lo Specchio, Mondadori, Segrate, 1998)
La forma innocente (La Collana, Stampa, Varese, 2001)
Condominio delle sorprese (Mondadori, Segrate, 2008) 

 

 

 

 

 

 

 

Nicola Vitale (poesie inedite) 2010

Ho deciso questa gita
in bicicletta
in strade che mimano il canale
e lo costeggiano
entrano in paesaggi di traverso
sezionano il mondo per noi
in questo passare ad altro
come emigranti in fuga
da noi stessi.
Ecco un ponte, una chiusa
che si apre all’evidenza
dello sfondo
quando non c’eravamo che tu ed io
sognanti un quartiere
oltre le costrizioni della città regressa.
Ma poi la strada ritorna
in percorsi obbligati
che riportano il nostro desiderio
di capirsi
ad argomenti che opprimono
a paesaggi desueti
di un tempo che non si estingue.
Eppure pedalando
sul confine
degli ultimi campi
sembra levarsi
un paesaggio riconosciuto
e la grazia di un dubbio
di fatica non sprecata.

*

Quando tutto è fermo
e anche il sole
pare avere sospeso l’attimo
in un punto del cielo
ecco il vero spettacolo:
la vista da lassù che insegna
un modo di esser tra le cose
confuso nel verde
delle foglie, nei canti degli uccelli
che cantare non sanno.
E solo ora so
di essere passato
per pensieri inopportuni
prima che cominciasse
che la storia della mia vita
cedesse
per presentarsi alla stagione vera
del non ritorno.
E ora che è tardi
e la distesa del mondo
sembra ferma
nell’onda dei campi
e la pianura è irraggiungibile
mi siedo nell’erba
ascolto il pianto delle cicale
e si ferma anche …

 

Arte e Poesia, Michaela Maria Langenstein

In mostra alla Diagonale/Libreria a Roma, in Via dei Chiavari 75, una serie di 14 opere inedite di Michaela Maria Langenstein (stampe uniche baritate).

La ricerca dell’artista bavarese si basa sull’osservazione dell’immensa varietà che presenta la natura nella sua diversità di forme e di luce incluso il suo processo continuo di fugacità. Un lavoro raffinato e ricercato, frutto dell’accurata sperimentazione fotografica tra pittura e fotografia, tra figurazione e astrazione.

I lavori sono pubblicati in un catalogo presentato all’inaugurazione e disponibile in libreria.

La diagonale/Libreria
Via dei Chiavari,75 Roma 00186
mart – sab 11.00 – 20.00
Tel/Fax 06 45432226 – 3334551125
info@ladiagonale.it

 

 

 

 

 

 

 

 

MICHAELA MARIA LANGESTEIN
( Munchen, 1952 )
1978 – Hamburg, Tuc-Tuc
1979 – Hamburg, Tuc-Tuc
1985 – Roma, Libreria Adria
1986 – Roma, soc.Dante Alighieri
1986 – Hamburg, Alcademie
1986 – Roma, Galleria Rondanini
1987 – Winterthur Galerie
1988 – Schleswig,Schleswig – Holsteiniscles Landesmuseum

1989 – Milano, Galleria La Diaframma
1992 – Hamburg, Gnosa
1993 – Modena, Galleria Aperta
1996 – Modena, Circolo Fotografico Modenese
1997 – Hambourg, Akademie
1999 – Modena, Riv. N. 24
2002 – Pescara, Fuori Uso, Ferrotel
2002 – Roma, Galleria Ugo Ferranti
2005 – Dusseldorf, Galerie Thomas Flor
2005 – Roma, Galleria Paolo Bonzano
2006 – Roma, Galleria Ugo Ferranti
2007 – Roma, Galleria Ugo Ferranti “Indifferente”
2007 – Roma, Galleria Ugo Ferranti “Petit Format”
2008 – Catania, Libra
2009 – Roma, La Diagonale/Libreria “Omaggio a Ezra Pound” Ritratti e altro

Il fuoco, l’ombra, la morte (Incisioni e poesie)

Martedì 26 gennaio 2010, ore 21 presso la Casa della Poesia di Milano, poesia e arte figurativa si affiancano in un’esposizione di incisioni e poesie dal titolo ‘Il fuoco, l’ombra, la morte’. Nove incisori e nove poeti si illustrano e si spiegano a vicenda, invitando il pubblico a percorrere una mostra inedita nella storica sede della Palazzina Liberty.


Incisioni
: Adalberto Borioli, Elisabetta Casella, Elena Strada, Italo Bressan, Luciano Ragozzino, Luiso Sturla, Pierluigi Puliti, Valeria Manzi.
Poesie: Arturo Schwarz, Elio Pecora, Fabio Posterla, Giancarlo Majorino, Maurizio Cucchi, Nicola Dal Falco, Paolo Frigerio, Roberto Dossi, Silvio Ramat.
Presentazione di Marco Rota.