A Castelbasso, Arte, Cultura, Musica

Arte visive, didattica, letteratura e musica si incontrano a ‘Castelbasso 2011’, la manifestazione che ‘riaccende’ il borgo medievale in provincia di Teramo. Dal 2 luglio al 31 agosto, infatti, un nutrito calendario di proposte animerà le vie del paese abruzzese. Ad essere presentate saranno sei sezioni: Arti visive, Didattica, Letteratura, Musica antica, Musica contemporanea e Castelbasso Incontra. Continua a leggere

Vita di un uomo, Ungaretti

Un nuovo Meridiano Mondadori curato da Carlo Ossola. Vita d’un uomo. Traduzioni poetiche è pubblicato ad un anno di distanza dall’edizione critica e dal commento del primo meridiano ungarettiano (curato dallo stesso poeta).

Nelle traduzioni di Mallarmé, Góngora, Saint-John Perse e Leopardi (in francese) Ungaretti mostra un volto nuovo, quasi sconosciuto alle nuove generazioni, un volto in cui quel dato meramente e scolasticamente biografico, la sua nascita ad Alessandria d’Egitto, pare assumere connotati letterariamente visibili: un volto in cui il rapporto dialettico tra le lingue illumina la lingua originale senza coprirla, senza farle ombra.

Vita di un uomo. Traduzioni poetiche di Giuseppe Ungaretti Mondadori 2011, (€60,00) Continua a leggere

Opere Inedite, Nicola Vitale

Opere Inedite
a cura di Luigia Sorrentino

Oggi leggiamo la poesia di Nicola Vitale di cui mi sono già occupata in questo blog in una lunga intervista (vai qui) qui accanto ritratto in una ‘foto domestica’ con la sua cagnolina Dafne, una foto che mette in ombra il poeta, e in luce la cagnetta, accudita e amata.

Nicola mi scrive una nota sulla poesia e sul poeta che pubblico volentieri con sei poesie inedite tratte dal suo testo La natura ride. 
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«Poesia è il Mondo / l’umanità / la propria vita / fioriti dalla parola / la limpida meraviglia / d’un delirante fermento». Così Ungaretti dava la sua visione, che rimane forse la più concisa, espressiva e convincente di ciò che chiamiamo poesia. Quanto di più corrispondente alla visione che ne abbiamo oggi, in un clima di mitizzazione dell’arte con residui romantici, coscienti della sua inutilità e impotenza in un mondo tecnologico e scientista.
Kafka la descriveva (forse) come un rocchetto, Odradek, che persa la funzione reale rivela proprietà estranee e stranianti. Oggi tutto ciò che si costituisce come cosa “intera”, non parcellizzata dall’analisi, (filosoficamente potremmo dire: che ha a che fare con l’essere) si presenta come oggetto alieno: lo scarafaggio in cui lo stesso Kafka si trasforma per la colpa di non poter vivere nel divenire, nella storia, colpa, nel Processo, punita con la morte.

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