VIVA, Una rivista in carne e ossa

Appuntamento

Numero: 1 TERRE

Giovedì 23 maggio 2013, ore 18.45 Galleria La Nuova Pesa, Via del Corso 530, Roma.

Sommario: Editoriale (la redazione) – Maria Pia Ammirati (scrittrice): La danza del mondo, Mondadori (con l’autrice e Stas’ Gawronski) – Letture sul tema 1 – Lucio Saviani (filosofo): Voci di confine. Il limite e la scrittura, Moretti & Vitali (con l’autore e Giuseppe Salvatori) – Letture sul tema 2 – Daniele Mencarelli (poeta): Figlio, Nottetempo (con l’autore e Nicola Bultrini) – Lucilla Catania (scultrice): Stareeandare, Museo Nazionale d’Arte Orientale e Palazzetto Venezia – Giardino degli Aranci, Roma (con l’autrice e Giuseppe Salvatori) – Aperitivo.

Redazione:
Nicola Bultrini, nella foto di Dino Ignani, Claudio Damiani, Stas’ Gawronski, Giuseppe Salvatori

La Nuova Pesa Centro per l’Arte Contemporanea
Via del Corso 530, 00186 Roma – nuovapesa@farm.it

Ninnj Di Stefano Busà, “Eros e la nudità”

L’Eros nella reinvenzione del linguaggio poetico

Nota critica di Walter Mauro

Questa nuova raccolta di Ninnj Di Stefano Busà che s’identifica e si configura come una sorta di rivisitazione dell’Eros, si fa carne e sangue del suo tempo e del suo confine.

Vi è inquietudine oltre l’estremo limite della metafora e del simbolo, che si spalanca al suo bozzolo di felicità terrena, si presenta di primo acchito come un esercizio diretto gioiosamente alla vocazione dell’amore. Si articola in un linguaggio che sviluppa tutto il suo apparato linguistico e la sua non casuale distinzione, tra lo spazio indifferente ad ogni slancio o bagliore del cuore e la sua connotazione vocativa all’amore, a difesa della morte: “l’amore non è comodo né facile/ ci arde solamente dentro come scintilla vitale,/ ci scorre nelle vene come istante perfetto,/ nell’arroganza di solitudini abissali”. Continua a leggere

Trinacria Park, di Massimo Maugeri

Nello scaffale
a cura di Luigia Sorrentino

TRINACRIA PARK: un romanzo “politico” sulla linea di “Rumore bianco” o “Underworld” di Don DeLillo


di Maria Attanasio

Ho letto “Trinacria Park” di Massimo Maugeri (edizioni e/o) con grande interesse, profondamente coinvolta da una narrazione che, pagina dopo pagina, diventa sempre più accelerata e appassionante fino all’imprevedibile e spiazzante conclusione finale; una strutturazione narrativa, che non si chiude nel recinto di un genere, ma tanti ne attraversa e felicemente li sintetizza: dalla connotazione fortemente psicologica dei personaggi, tutti ben profilati e caratterizzati, alla tensione quasi da giallo della parte finale del libro, alla lucida e acuminata analisi dei santuari neri del potere in una società, in cui diventa sempre più difficile distinguere l’intreccio perverso tra apparire ed essere, reality e realtà, finzione e verità. Continua a leggere

“Conversazioni di morti che ritornano”

Appuntamento

L’Accademia delle tecniche conversazionali, in continuità con la linea di ricerche avviate con il seminario del 23 marzo 2013 a Milano sul tema “Il ritorno dei morti”, organizza a Parma, a cura della Scuola di Psicoterapia conversazionale in collaborazione con l’Accademia, un nuovo seminario, dal titolo “Conversazioni di morti che ritornano”.

Il seminario avrà luogo sabato 25 maggio 2013 dalle 10 alle 16.30 all’Hotel Stendhal, Sala Impero, via Bodoni 3, Parma. L’ingresso è libero, ma per ragioni organizzative le persone interessate a partecipare sono pregate di iscriversi presso la segreteria della Scuola: segreteria@scuolapsicoterapiaconversazionale.it.

“Il mondo nelle cose” di Nadia Agustoni

Una nota di Livia Candiani a “Il mondo nelle cose” di Nadia Agustoni
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Io devo leggere il tuo libro con fame perché vivo in quel modo che lì è scritto, non solo i contenuti ma il linguaggio, il modo, che non mi sembra per niente semplice, secondo me in questo libro tu hai fatto un lavoro da minatore o minatrice al linguaggio, l’hai smembrato e rosicchiato e sei arrivata a delle ossa vive, a quel mutismo che abbiamo noi che viviamo senza saper vivere né parlare, io dal tuo libro mi sento compresa, non mi chiede di capire ma di abitare, di sabotare i luoghi comuni e di lasciare che il dolore dica parole come gesso secchi cane e che siano parole acuminate eppure le stesse dell’ordinario: “il mondo nelle cose”, ed è un mondo che urla perché non ci sta dentro nei nomi, sborda fuori a dire il male di chi è inabitante, di chi è persona da interni ma non ha casa né muri né un dentro è tutto fuori e la lingua viene da fuori e dice le mappe per passare dall’infanzia alla vecchiaia senza fermarsi alla ragionevolezza. Continua a leggere