L’ultima sera della rassegna “L’Importanza di essere piccoli” è quella della festa nel Parco delle Terme di Porretta, occasione per la quale il giardino termale si trasforma in un esclusivo anfiteatro: si inizia domenica 19 sempre alle ore 21 con “Bestia di gioia” reading di Mariangela Gualtieri, poetessa e drammaturga della storica compagnia teatrale Valdoca. La Gualtieri, da sempre attenta alla ricerca del rapporto tra poesia e oralità, si addentrerà nel fiume carsico della parola grazie all’uso di una voce capace di stringere un silenzioso patto con il rito poetico. “Bestia di gioia” è anche il titolo dell’ultima raccolta della drammaturga che delinea, con una scrittura limpida e appassionata, una mistica saldamente radicata nel concreto, e che proprio per questo riesce a intrecciare senza soluzione di continuità un andirivieni stupito ma consapevole fra terra e cielo. Una dimensione verticale affollata di stelle e cieli, animali e piante… Continua a leggere
Gian Mario Villalta, Filippo Gatti & Luca Faggioli
Sabato 18 agosto la rassegna “L’Importanza di essere piccoli” si sposta verso Bologna, alla scoperta di un borgo segreto e magico letteralmente nascosto tra Grizzana Morandi e Camugnano. A un passo da Campolo tra castagneti secolari e ai piedi delle antiche creste di Montovolo, si trova infatti Predolo, un piccolo gruppo di case medievali che sembra custodire le magie dei boschi che lo circondano. Dalla piccola borgata, quasi completamente restaurata, svetta un’appariscente casa torre del XIV-XVI secolo con eleganti finestre e portali in arenaria. Qui Gian Mario Villalta, poeta, scrittore e direttore del festival di letteratura pordenonelegge.it, uno dei più importanti d’Italia, leggerà testi dalla sua ultima raccolta “Vanità della mente” appena pubblicata dalla casa editrice Mondadori e compresa nella terna dei finalisti del prestigioso Premio Viareggio. Continua a leggere
In memoria di te, Elsa Morante
In memoria di te: Elsa Morante
a cura di Luigia Sorrentino
Il 18 agosto del 1912 nasce a Roma Elsa Morante, una delle più celebri scrittrici italiane del Novecento.
‘Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene) che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell’antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli. Continua a leggere
Opere Inedite, Anna Buoninsegni
Opere Inedite
a cura di Luigia Sorrentino
Anna Buoninsegni cita Keats per spiegare il suo rapporto con la poesia: E’ come l’aria, c’è ma non si vede.’ E scrive: “La poesia è ovunque si posi il respiro, ovunque ci sia vita. Forse non nell’inferno, dunque, o ai poli o nel magma della terra o nelle lontane galassie. La poesia è cosa terrestre e umana.
La poesia in forma di parola mi è venuta incontro presto, nell’infanzia solitaria quando ‘pronunciare’ era un medicamento e poi dopo, mi si è rivelata piano piano, negli incontri, nei naufragi, dove era sempre lì a tendere un filo di salvezza per uscire dai labirinti.
La lotta con lei è sempre tenace, l’angelo mostra il suo bagliore ma non il volto che potrebbe fulminare. E allora l’ ‘innamorante’ parola diventa il desiderio di poter scoprire chi è l’amore che in lei si cela. Impresa tentata ma mai raggiunta: solo senza possesso in realtà il dono si mostra e si concede …”
di Anna Buoninsegni Continua a leggere
Fabio Franzin & Massimo Giangrande
Dalle asprezze delle montagne che occhieggiano il reading oltreoceanico di Clementi alla quiete e malinconia del Lago di Suviana, che farà da sfondo alla lettura e concerto di venerdì 17 agosto a Poggio Moreccio, piccolo borgo di Badi: la cadenza veneta del poeta operaio Fabio Franzin avvolgerà il pubblico in un racconto di triste attualità: la vita in fabbrica, i sacrifici, le angherie, i momenti di gioia e di partecipazione, la catena e la perdita del lavoro causata dalla chiusura della fabbrica, con la conseguente vertigine e frustrazione che tale abbandono comporta. Una poesia che sa parlare alle persone di cose concrete, fortemente ancorata alla realtà senza perdere la sua capacità di spaziare in quella dimensione segreta e profonda che caratterizza l’essere umano.
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