Bolesław Leśmian, una traduzione


Mrok na schodach

Mrok na schodach. Pustka w domu.
Nie pomoże nikt nikomu.
Ślady twoje śnieg zaprószył,
Żal się w śniegu zawieruszył.
Trzeba teraz w śnieg uwierzyć
I tym śniegiem się ośnieżyć —
I ocienić się tym cieniem,
I pomilczeć tym milczeniem.

Buio sulle scale

Buio sulle scale. Vuoto in casa.
Nessuno aiuterà nessuno.
La neve ha coperto le tue tracce,
Il tuo dolore era sparito nella neve.
Devi credere nella neve ora
E cancellarti con la neve –
E farti ombra di quell’ombra
E tacere con questo silenzio.

Dalla raccolta Dziejba Leśna

Traduzione di Luigia Sorrentino

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Dylan Thomas, due poesie

Dylan Thomas nella traduzione di Maria Borio

Al principio…

Al principio era una stella a tre punte,
Un sorriso di luce attraverso il volto vuoto,
Un ramo di osso attraverso l’aria che si radicava,
La sostanza divisa che diede midollo al primo sole,
E, bruciando cifre nel giro dello spazio,
Cielo e inferno si mescolavano roteando.

Al principio era la pallida firma,
Sillabata tre volte e stellata come il sorriso,
E dopo vennero le tracce nell’acqua,
Timbro del volto coniato sulla luna;
Il sangue che toccò la croce e il graal
Toccò la prima nuvola e lasciò un segno.

Al principio era il fuoco crescente
Che incendiava le atmosfere da una scintilla,
Una scintilla a tre occhi, rossi occhi, spuntata come un fiore,
La vita sorgeva e zampillava dai mari rotanti,
Esplosa alle radici, pulsati dalla terra e dalla roccia
Gli oli segreti che guidano l’erba.

Al principio era la parola, la parola
Che forma le solide basi della luce
Estrasse tutte le lettere del vuoto;
E dalle nuvolose basi del respiro
La parola fluì in alto, traducendo al cuore
I primi caratteri della nascita e della morte.

Al principio era la mente segreta.
La mente era chiusa e saldata nel pensiero
Prima che il caos si dividesse al sole;
Prima che le vene si scuotessero nel loro setaccio,
Il sangue lanciò e sparse ai venti della luce
L’originale costola dell’amore.

Traduzione di Maria Borio

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Cesare Pavese, nella luce stupita

LA NOTTE E IL RICORDO

COMMENTO DI LUIGIA SORRENTINO

Lo stupore di una notte remota avvolge questa poesia di Cesare Pavese. È un istante della vita, ventoso e limpido il ricordo del vago ricordare. Lo sguardo del poeta ha conservato il ricordo di una notte lontana che non sapeva che avrebbe ricordato. Perché quando viviamo un’esperienza, non sappiamo che cosa resterà in noi di quel vissuto, cosa entrerà nel nostro ricordo, non lo sappiamo mai. Ecco apparire lo stupore, la fissità dello sguardo remoto che vede. Lo sguardo remoto è sempre immobile, statico, come pietra appuntita conficcata nel petto. Il bambino guarda la notte sui colli d’estate, ammassati, senza confini. E in quella immobilità solo il frusciare nitido delle foglie, in una morte inconsapevole, desiderio di nulla. Continua a leggere

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Una poesia di André Breton

Le Soleil en laisse

à Pablo Picasso

Le grand frigorifique blanc dans la nuit des temps
Qui distribue les frissons à la ville
Chante pour lui seul
Et le fond de sa chanson ressemble à la nuit
Qui fait bien ce qu’elle fait et pleure de le savoir
Une nuit où j’étais de quart sur un volcan
J’ouvris sans bruit la porte d’une cabine et me jetai aux pieds de
la lenteur
Tant je la trouvai belle et prête à m’obéir
Ce n’était qu’un rayon de la roue voilée
Au passage des morts elle s’appuyait sur moi
Jamais les vins braisés ne nous éclairèrent
Mon amie était trop loin des aurores qui font cercle autour d’une
lampe arctique
Au temps de ma millième jeunesse
J’ai charmé cette torpille qui brille
Nous regardons l’incroyable et nous y croyons malgré nous
Comme je pris un jour la femme que j’aimais
Nous rendons les lumières heureuses
Elles se piquent la cuisse devant moi
Posséder est un trèfle auquel j’ai ajouté artificiellement la
quatrième feuille
Les canicules me frôlent comme les oiseaux qui tombent
Sous l’ombre il y a une lumière et sous cette lumière il y a deux
ombres
Le fumeur met la dernière main à son travail
Il cherche l’unité de lui-même avec le paysage
Il est un des frissons du grand frigorifique

Da Clair de terre
(1923) Continua a leggere

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I giorni di “Poesia Festival” 2019

E’ on line il Programma di Poesia Festival, un appuntamento molto atteso per la qualità e la trasversalità del cartellone, che propone le migliori voci della poesia contemporanea e noti protagonisti di teatro, cinema e musica.

La quindicesima edizione si terrà dal 16 al 22 settembre 2019, promossa dai comuni dell’Unione Terre di Castelli (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola e Zocca) e dai comuni di Castelfranco Emilia e Modena.

ANTEPRIMA EDIZIONE 2019

LUNEDI’ 16 SETTEMBRE

21.00 | Castelnuovo Rangone
MUSA – Museo della Salumeria
Via Zanasi 24

ANTONIO RICCARDI e GIAN MARIO VILLALTA
leggono le loro poesie

Interventi musicali del duo composto da Gianni Fassetta (fisarmonica) e Yuri Ciccarese (flauto).

Due poeti che sono anche intellettuali, editori, organizzatori, tra i più attivi e riconosciuti nel panorama italiano ci illustrano il loro lavoro sulla parola, quella che scava in profondità, nelle viscere della storia e della natura, dei luoghi abitati dall’io, mentre si rivolge all’esterno, verso il pubblico, senza barriere.

INAUGURAZIONE

MERCOLEDI’ 18 SETTEMBRE

21.00 | Vignola
Teatro Ermanno Fabbri
Via Minghelli, 11

Intervento e lettura poetica di STEFANO DAL BIANCO
Concerto di GINO PAOLI, con Danilo Rea. Intervista di Leo Turrini
Presenta Miriam Accardo Continua a leggere

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