Azzurra D’Agostino, “Con ordine”

 

D-Agostino-Azzurra

 

Azzurra D’Agostino (1977) è nata e vive sull’Appennino Tosco-Emiliano. Ha pubblicato le raccolte poetiche D’in nciun là, I quaderni del battello ebbro 2003, Con ordine, Lietocolle 2005, D’Aria sottile, Transeuropa 2011, Versi delll’abitare, XI Quaderno italiano di poesia contemporanea Marcos y Marcos 2012. Suoi interventi critici e racconti sono stati pubblicati su varie riviste e antologie tra cui Di là dal bosco (Le voci della luna), Almanacco dello Specchio (Mondadori), Nuovi Argomenti (Mondadori), Bloggirls (Mondadori) e altri. È giornalista pubblicista e scrive per il teatro. Continua a leggere

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Alberto Toni, “Vivo così”

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Tre poesie da Vivo così, di Alberto Toni, Nomos Edizioni, 2014

 

Raffaele, operaio Fiat, la notte al muletto,

è solo un tempo fantasma

che racconta di sé e del dolore non smette

mentre dall’altra parte il nipote non sa,

poi chiude gli occhi per pensare al domani.

Forse, si chiederà più tardi, il tormento

non passa così in fretta e ci sarà bisogno

di ricordare.

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Tre poesie per Elena Salibra

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Elena Salibra, nata a Siracusa, è scomparsa a Pisa il 4 dicembre 2014.
Ha insegnato Letteratura italiana contemporanea all’Università di Pisa. Studiosa della tradizione poetica italiana tra Otto e Novecento,  cui ha dedicato saggi ed edizioni,  è autrice delle raccoltedi poesie:  Vers.es (2004, nella Cinquina del Premio Viareggio), Sulla via di Genoard (2007, finalista al Mondello), Il martirio di Ortigia (2010, finalista al Viareggio) e La svista (2011, Premio Contini-Bonacossi 2011). Molti suoi testi sono stati tradotti e pubblicati in tedesco, danese, francese, serbo, romeno, inglese, olandese e sono apparsi in antologie di poesia italiana e straniera contemporanea. La sua ultima raccolta di poesie “Nordiche”, nel 2014 ha vinto il Premio Pisa per la poesia. Continua a leggere

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Milo De Angelis, tre poesie

foto

 

 

Era buio. Il centro di agosto era buio

come il corpo nudo. Non potevo

trovare riposo né movimento: solo il battere

del sangue sulle labbra. Il buio

giungeva dal respiro aperto, dalla freccia alata

che entra nel mondo. Il buio

era lì. Era lì, nel vertice

della prima caduta, era me stesso,

questo freddo che, oltre i secoli, mi parla.

 

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Alessandro Pancotti, “Le iniziali”

Alessandro-Pancotti-Le-iniziali-copertinapiatta-194x280Nota di Alberto Pellegatta

«Ma noi tutti siamo senz’altro vuoti. Siamo vuoti nel momento stesso in cui ci troviamo in società oppure ci dedichiamo alla cultura. Sì, perché la cultura stessa non è certo nient’altro che l’incarnazione della vanità. La cultura deve essere vacua. E chi rinuncia in tutto e per tutto alla vanità è perduto, oppure sacrifica se stesso», con questa citazione da Robert Walser inizia il libro d’esordio di Alessandro Pancotti, trentenne milanese vincitore del Premio Maconi e del Premio Camaiore. Una raccolta, Le iniziali, che si incentra sul tema dell’identità, indagando a fondo «il rincuorato lui». La poesia di Pancotti colpisce per la sua freschezza e per la capacità di scavo sul linguaggio. Le sue immagini sanno creare attrito: parola e soggetto si fondono e provano, rischiando, a costituire un’unità. Continua a leggere

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