Cinema come poesia, verifiche incerte

Giovedi 10 marzo alle ore 19.00 appuntamento all’ESC di Via dei Volsci per CINEMA COME POESIA, VERIFICHE INCERTE, a cura di esc@rgot, Tommaso Ottonieri e Franca Rovigatti.
“Non si può fare cinema col cinema, poesia con la poesia […] Bisogna sempre fare altro” (Carmelo Bene da Tommaso Landolfi). Una serata per aprire sul focus sinestetico, inevitabilmente incerto, della Visione: per un’idea cinematica della poesia e un’idea poietica del cinema, tra movimento dell’immagine e spazio mobile della scrittura: dall’uno all’altro, di fantasma in fantasma.

(Tommaso Landolfi, foto presa da Repubblica, 9 luglio 2009, p. 41)


Programma

ore 19.00
L’archivio videopoetico DoctorClip di Romapoesia: proiezioni introdotte da Franca Rovigatti

 

ore 20.00
Sonia Bergamasco esegue Cinematografia sentimentale, in omaggio a Dino Campana e a Carmelo Bene: una lettura di frammenti dalla prima versione de La Notte (quella del manoscritto “recuperato” del Più lungo giorno), su colonna video originale di grafie campaniane. A seguire, proiezioni di spezzoni dal canone cinepoetico classico (Dulac, Man Ray, Deren, Brakhage, ecc.), con elettronica live di Kill Ref più un ulteriore intervento vocale di Sonia Bergamasco su propri testi.

ore 20.30
Una presentazione di Cinema come poesia. Capitoli sui bordi di un’immagine (di Tommaso Pomilio, ed. Zona)
con Lorenzo Esposito, Donatello Fumarola, Emanuele Trevi, e Tommaso Ottonieri

ore 21.15
Proiezioni e interventi live di Antonio Amendola, Maria Grazia Calandrone e Stefano Savi Scarponi, Giovanni Fontana e Antonio Poce, Canio Loguercio e Antonello Matarazzo, Flavia Mastrella e Antonio Rezza, ‘incorniciati’ da altri spezzoni ‘classici’ con elettronica di Kill Ref. A concludere: Gianfranco Baruchello, che, dopo la proiezione del suo Notizie in due minuti introdurrà la visione di La verifica incerta, posta a conclusione e coronamento dell’evento

Nel corso della serata, in uno spazio a parte dell’ESC, sarà possibile magnetizzarsi su alcune dreamachines (le “macchine del sogno” inventate da Brion Gysin e William Burroughs), installate e introdotte dal poeta Luca Tedesco, qui in veste di ‘lanternaio magico’.

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