Ritorna “Autografo”, la rivista fondata da Maria Corti

La casa editrice Interlinea riprende la pubblicazione della rivista di letteratura di inediti e rari fondata da Maria Corti (nella foto) “Autografo“, promossa dal Centro Manoscritti di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia, che propone numeri monografici sui maggiori autori del Novecento letterario italiano.

Torna a uscire la celebre rivista fondata da Maria Corti con un volume dedicato a Giorgio Manganelli a vent’anni dalla scomparsa avvenuta a Roma nel 1990: saggi di Salvatore S. Nigro, Clelia Martignoni, Florian Mussgnug, Viola Papetti, Andrea Cortellessa, Maria Rosa Bricchi, Filippo Milani e Sara Lonati, con ricordi di Maria Corti, Lietta Manganelli, Lea Vergine e con sorprendenti appunti critici inediti (da Cicerone a Fedro a Pratolini e Kafka: «Dopo aver letto America mi chiedo come si possa “interpretare” un libro di cui manca la conclusione… O io sono stupido, o c’è un malinteso») e un articolo disperso su Poe del 1948: «Per quanto tragica e folle, la terra di Poe è ancora affollata di angeli».

Il nuovo direttore è Maria Antonietta Grignani affiancata da Angelo Stella, mentre fanno parte del comitato scientifico Franco Contorbia, Gabriele Frasca, Gianfranca Lavezzi, Anna Longoni, Niva Lorenzini, Clelia Martignoni, Anna Modena, Giuseppe Polimeni e Carla Riccardi.

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“La Corti era particolarmente fiera della creazione del Fondo manoscritti di autori moderni e contemporanei presso l’ Università di Pavia. Questo Fondo, formato in origine di lasciti e donazioni di scrittori, si è poi allargato anche ad autori classici come il Foscolo, ed è ora una delle più consistenti raccolte di stesure autografe, bozze corrette, corrispondenze di scrittori italiani degli ultimi due secoli. Ma è anche diventato subito un’ officina in cui si studiano geneticamente opere importanti della nostra letteratura, specie contemporanea, o si affrontano problemi biografici. Credo però che il capolavoro della Corti sia stato il suo insegnamento: per la sua capacità di comunicare non solo sul piano metodologico, ma su quello umano. Maestra e madre, per tanti allievi. Oggi la piangono un’ infinità di suoi discepoli, dalle scuole secondarie, da cui prese il volo, alle università. Sono centinaia e centinaia le persone che dalla Corti hanno imparato la serietà del metodo, ma soprattutto l’ apertura verso gli altri, il disinteresse, la generosità. E anche l’ ottimismo.”
(di Cesare Segre)

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Commenti

  1. Mi chiamo ROSA MARIA CORTI, vivo sul Lago di Como ma sono legata, come Maria Corti, alla Valle Intelvi dove trascorro parte delle vacanze estive non molto lontano dal suo “buen retiro”, ora dell’Università di Pavia. Ho conosciuto la scrittrice e filologa solo attraverso alcune sue opere, in particolare i racconti legati alla Valle Intelvi, come “Il soverchiante peso del destino”, dai quali traspare fortissima quella sua particolare “curiositas” e il suo legame con la valle che, in più occasioni, le ha tributato l’omaggio che si deve ai grandi. In modo del tutto casuale apprendo ora con piacere che la casa editrice interlinea ha ripreso la pubblicazione della rivista di letteratura “Autografo”, fondata e diretta a suo tempo da Maria Corti. Di questa rivista avevo già sentito parlare, in particolare del n. 43 del dicembre 2001 dedicato a “Morte e rinascita del dialetto: da Zanzotto ai novissimi” che, naturalmente, mi piacerebbe poter leggere.
    Non mi resta a questo punto che congratularmi con il nuovo direttore e il comitato scientifico al quale porgo vivissimi auguri.

    Cordiali saluti Rosa Maria Corti

    P. S. Anch’io scrivo poesie, racconti e romanzi. Potete trovare un mio profilo (curriculum e fotografia) sul sito de Il club degli autori.

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