La poesia entra nel Museo Archeologico di Napoli

Per iniziativa del Servizio Educativo della Soprintendenza ai Beni archeologici di Napoli e Pompei, domenica 27 novembre 2011,  per un solo giorno, le icone del passato, (statue, vasi, mosaici, affreschi), condivideranno, al Museo Archeologico di Napoli, la scena con numerosi poeti napoletani che hanno liberamente scelto il proprio alter ego della classicità. Nelle sale del museo i poeti napoletani installandosi  presso le opere esposte, metteranno la loro voce nello spazio. Michele Sovente, (nella foto), il poeta scomparso lo scorso 26 marzo, sarà letto dall’amico Silvio Perrella, presidente della Fondazione Premio Napoli. Stelio Maria Martini sarà presente in video e con una sua opera e qualcuno farà intervenire un artista contemporaneo (Monica Biancardi) o un musicista (Carlo Faiello). L’altro io potrà essere, nei versi, anche tutto ciò che è altro da sé: la natura, il fratello, il nemico, il diverso, lo straniero, il contrario, la persona che ci completa.

Il Museo di Napoli si propone come luogo di produzione culturale, facendo dialogare passato e presente. I testi dei poeti classici saranno, oltre che luminosi oggetti da contemplare, riflessioni tuttora fertili e potenti, capaci di stimolare nuove ricerche e creazioni: resistenze, se non inversioni di tendenza, al progressivo impoverimento del linguaggio. I poeti invitati sono 40 (il 41° è Michele Sovente) e rappresentano uno spaccato intergenerazionale importante della comunità poetica napoletana. Inserita nel programma della XVII edizione degli “Incontri di Archeologia”, “Alter ego. Poeti a MANN” è a cura di Marco De Gemmis, responsabile del Servizio Educativo della Soprintendenza e di Ferdinando Tricarico.

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