Natàlia Castaldi, “dialoghi con nessuno”

Nello scaffale
a cura di Luigia Sorrentino

“Dove sarà la parola/ rinchiusa in queste mura?/ Una finestra è quanto appare/ di ciò che non ci appartiene/ eppure/ sarebbero bastati mille anni/ per dirsi le cose senza vita”. E’ la poesia inedita che Natàlia Castaldi mi scrive in esergo al suo libro dialoghi con nessuno, Edizioni Smascher, 2011 (euro 14,50). Con una scrittura larga, Castaldi traccia e celebra i luoghi dell’assenza e  si confronta con le scritture degli altri: Mark Strand, Philip Glass, Max Richter, Ana Rossetti, Neil Young, Virginia Wolf, Nelly Sachs, Marguerite Duras, ma anche Marco Rovelli, Francesco Marotta, Francesco Forlani e molti altri:  “Grazie per  gli insegnamenti – scrive – la compagnia nei silenzi, la bellezza, le ombre, le luci, le grida, le note.”

 

Natàlia Castaldi nei suoi “dialoghi con nessuno” si rivolge a Paul Elouard e scrive: “da quando penso a quella cosa che hai scritto…  ‘La forma del cuore è disegnata nell’aria. E il tuo amore rassomiglia al mio perduto desiderio’,  la parola di Natalia diventa e scrive: “La bellezza è una cosa tenue, leggera; quella gentilezza che si fa notare appena e spesso passa inosservata”. […]

Natàlia da un lato riconosce l’ inappartenenza della propria opera e dall’altro, imprime la sua orma di poeta: “poesia è il punto d’incontro tra il dentro e il fuori,/ il lembo ripiegato di una pagina tra il prima e il dopo,/ il margine impreciso/ in cui quello che sento investe ciò che sono,/ la possibilità di non essere quello che leggi/ né ciò che scrivo.”

C’è desiderio in questo libro, di disporsi con tutti i sensi possibili  per diventare ciò che non si è – o che non si è destinati ad essere – per essere ciò che è mancanza.

 

[02012010]

c’è una pace nell’ascolto delle cose
che come l’insieme delle gocce
forma l’incalcolabile vastità del mare
quando soffia l’attesa lieve delle onde
all’increspatura della tua fronte
che arriccia in silenzio il sopracciglio
e pensa

c’è una pace nel sentirsi granello tra le cose
che non si chiede ma si perdona l’esistenza
ora che la fine dell’anno è solo un rito formale
per il computo delle nostre ossa

[E’ una pace tersa stasera
barattare al tempo il mio perdono
]

da “dialoghi con nessuno” di Natalia Castaldi Edizioni Smasher, 2011 

—-

Natàlia Castaldi nasce a Messina il 13 gennaio 1971, dopo una formazione classica si iscrive dapprima alla facoltà di Lettere classiche della sua città, poi abbandonerà quel percorso di studi per trasferirsi tra Milano e Roma e frequentare il corso di Laurea e specializzazione in Interpretariato e Traduzione, conseguendo nel 1997 la specializzazione in Traduzione di lingua inglese e spagnola. Dopo anni di viaggi per studio e lavoro tra Italia e Inghilterra, dal 2000 è tornata a vivere e svolgere la sua attività di traduttrice libero professionista e scrittrice nella sua città natale. La traduzione poetica, la poesia e la partecipazione attiva alla vita politica e civile, sono i suoi principali campi di interesse, che considera dipendenti e consequenziali gli uni dagli altri.

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Commenti (5)

  1. Un libro da avere davvero nel proprio scaffale. I miei complimenti alla cara Natàlia perché la sua scrittura è un continuo dialogo con la poesia; e i miei complimenti alla cara Luigia perché dove c’è poesia c’è lei 😉

  2. Pingback: recensioni « lacifradeigiorni – dialoghi con nessuno

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