Il poeta dell’Infinito nel nuovo film di Mario Martone

La città marchigiana di Recanati (in provincia di Macerata) ha assegnato a Mario Martone il Premio Ludovico Alessandrini per il Cinema di Poesia 2012.

Il film su Giacomo Leopardi, prodotto dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, è attualmente in fase di sviluppo insieme a Rai Cinema. Palomar prevede l’inizio delle riprese nella seconda metà del 2013.Il prossimo film di Mario Martone sarà sul poeta dell’Infinito e sul pessimista cosmico Giacomo Leopardi , il cui viaggio nell’Ottocento italiano e nella sua antiretorica avrà come prossima tappa proprio una pellicola sull’autore di ‘A Silvia’.

Un approdo naturale che segue il pluripremiato affresco risorgimentale di ‘Noi credevamo’ e l’adattamento teatrale delle ‘Operette morali’ con cui il regista napoletano ha proposto di Leopardi uno sguardo ironico, vitale, straordinariamente contemporaneo.

Ad annunciare il progetto, lo stesso regista in occasione della ripresa, proprio al Teatro Persiani di Recanati, dopo il debutto torinese di un anno fa, delle ‘Operette’ (una produzione del Teatro Stabile di Torino, Premio Ubu per la miglior regia a Martone).

Le Operette morali sono una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrisse tra il 1824 ed il 1832. “L’idea di Mario Martone – scrive Ippolita di Majo, drammaturga dello spettacolo, un testo fuori dal canone della letteratura teatrale, nasce dal serrato confronto con la cultura e con la storia d’Italia del XIX secolo che lo ha impegnato negli ultimi anni di lavoro in campo cinematografico. A monte sta l’urgenza, artistica e civile, di riandare alle origini della scrittura teatrale nazionale per interrogarsi sui suoi potenziali e i suoi limiti: da Alfieri a Manzoni, appunto a Leopardi”.

L’Infinito
.
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

di Giacomo Leopardi

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Commenti

  1. Martone riesce a cogliere l’essenziale per poi rappresentarcelo senza essere compromesso dalle fuoriuscite, volontarie o non, dalla strada della verità, gli argomenti che affronta sono le fondamenta della nostra realtà attuale. Buona continuazione Martone. E’ nostro interesse.

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