Video-intervista a una… blogger

http://www.rainews24.it/ran24/clips/2012/04/luigia_sorrentino.mp4

Video-Intervista su Letteratura Rai Educational a Luigia Sorrentino, blogger, di Elena Buia in web stories www.letteratura.rai.it (in Home Page per tutta la settimana, da oggi, 23 aprile fino a domenica 29 aprile 2012).
Luigia Sorrentino (nella foto di Fabrizio Fantoni) è giornalista professionista e poeta. Attualmente lavora per il sito del canale www.rainews24.it e, dal gennaio del 2011, cura attivamente il blog Poesia, di Luigia Sorrentino, il primo blog di Poesia della Rai, da lei ideato e diretto. Il blog si è in breve tempo affermato come uno dei principali mezzi di divulgazione della Poesia, della Letteratura e delle Arti in generale, in Italia e all’estero. Il primo riconoscimento di tale attività divulgativa è arrivato nel luglio del 2011, quando è stato assegnato a Luigia Sorrentino il Premio “Prata” (Premio Donna, Cultura e Comunicazione).
Tra le sue più recenti pubblicazioni in poesia: “C’è un padre” (Manni, 2003) “La cattedrale” (Il ragazzo innocuo, 2008), “L’asse del cuore”, (Almanacco dello Specchio Mondadori, 2008) e “La nascita, solo la nascita” (Manni, 2009).
Ha in corso di pubblicazione una nuova raccolta di poesie che uscirà nel 2012.

Intervista a Luigia Sorrentino
di Elena Buia
(Roma, 20 aprile 2012)

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Il blog nasce dalla necessità di far sentire ‘la voce’ e di far vedere ‘i volti’ dei poeti . Non a caso si chiama Poesia. C’è sempre ‘il volto del poeta’ (o dello scrittore), accanto al post, quasi a volerne confermare l’identità o l’appartenenza, identità che spesso non viene riconosciuta, soprattutto ai poeti. Pensi, ad esempio a coloro che lavorano in fabbrica o in un call center per 5 o 600 euro al mese. Che identità hanno queste persone che pure amano scrivere, leggere, che amano la poesia? Queste persone sanno che la poesia guarda in faccia a tutti. Si tratta di volti spesso non noti – o, in alcuni casi, – niente affatto noti, che immetto con il post e con la foto, nel circuito della rete proprio per lasciare una traccia, l’idea di una permanenza o di un passaggio. Il blog nasce da alcuni incontri che ho fatto nella vita, molto spesso si tratta di poeti, magari molto famosi nell’ambiente letterario, ma meno conosciuti sul web.
Poesia non è però un blog ‘autoreferenziale’ anche se porta il mio nome. Il direttore, Corradino Mineo (ndr. direttore del canale televisivo Rainews) l’ha definito autoriale e questo mi è molto piaciuto.
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Chi sono gli autori che entrano nel blog?
Alcuni degli autori presenti nel circuito del blog sono poeti o scrittori noti, come dicevo.  Ci sono i poeti e gli scrittori ‘laureati’ che sento più vicini al mio patrimonio culturale.  I nomi sono tantissimi, mi dispiacerebbe non citarli tutti, provo a farne qualcuno: Derek Walcott, Orhan Pamuk, Yves Bonnefoy, Adonis, Mark Strand, Jorie Grahm, Titos Patrikios, Adam Zagaiewskij, Susan Stewart, ma anche Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda, Mario Benedetti, Biancamaria Frabotta, Elio Pecora, Valerio Magrelli e molti altri. Tra gli scrittori, oltre a Pamuk c’è Roberto Calasso, Mariapia Veladiano, Raffaele La Capria, Emanuele Trevi, Edoardo Albinati. Ci sono poi i poeti e gli scrittori che ci lasciano, penso quindi ad Antonio Tabucchi, Wislawa Szimborska, Tonino Guerra, Giovanni Giudici, Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto. E infine, ci sono giovani poeti, futuri scrittori che hanno tantissime cose da dire e da dare. E molti ce ne saranno ancora.
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Quale idea di letteratura segue il blog?
Il blog immette nel circuito della rete la società letteraria che una volta si incontrava in degli spazi fisici, collettivi, oggi, invece, gli incontri si sono spostati sul web, sono diventati ‘salotti virtuali’. Scrittori, poeti, saggisti, critici, traduttori, artisti, e , più in generale, produttori d’arte, passano nel blog, ricostituendo quella società letteraria ormai disgregata per diverse ragioni, anche a causa di un mondo editoriale che non promuove più i veri autori. Il blog diventa quindi, il luogo ideale, per ritrovarsi. Eugenio Montale in una sua famosa poesia ‘Voce giunta con le folaghe’ parla proprio del tempo del ritrovarci, del colmarsi di noi. Ecco, questa è l’idea di Letteratura che vorrei passasse nel blog.
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Quali sono i post più seguiti?
Si fa presto a dirlo! Lo share fa la sua parte grazie ai social network come facebook e twitter, che sono un modo diretto e veloce per diffondere la notizia. Ma poi ci sono altri modi per entrare nel ‘gradimento’ del post. E lì i numeri crescono. Intendo dire: non tutti cliccano su ‘mi piace’, però leggono.
Mi ha molto colpito questo: anche un semplice post, con un titolo che sottende il mondo (perché un titolo è il mondo) associato a una ricorrenza, a una data, nel caso specifico a un anniversario, la nascita di Primo Levi, ha fatto un ascolto altissimo. Ebbene io ho scritto niente di più che un titolo: “Amare il proprio lavoro, è la maggiore approssimazione alla felicità.” Bene, questo titolo che riprendeva un romanzo di Primo Levi,  La chiave a stella, ha suscitato un forte rimando in rete. Un vero e proprio ‘passare la parola’! Ed è proprio questo che fa la poesia… passa la parola e dice qualcosa (nel sottotesto…) La verità che è passata fra le nostre mani sembra banale, ma non lo è: la lezione dice che tutti dovremmo fare un lavoro che ci piace per essere un po’ felici! Ma quanta persone fanno un lavoro che davvero gli piace?
Un altro post che ha avuto un buon successo è “Günter Grass: ‘Ciò che va detto'”, che riprende nel titolo, una poesia di Grass pubblicata il 4 aprile scorso dalla ‘Sueddeutsche Zeitung’ nella quale lo scrittore (e premio Nobel per la letteratura)  interviene sui rapporti tra Israele e Iran scatenando un pandemonio sui giornali e sui siti di tutto il mondo. La poesia di Grass, in questo caso, è stata un mezzo per dire una verità, non dico ‘giusta o sbagliata’, ma proprio “la verità secondo Grass“.  Anche questo è un merito della poesia: veicola emozioni, ma esprime anche con forza il pensiero, condivisibile o meno.

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