Tintoretto, il gesto assoluto dell’artista – video

C’è tempo fino al 10 giugno 2012 per poter vedere a Roma alle Scuderie del Quirinale, la maestosa mostra sul TintorettoIl più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura’. Così definì Giorgio Vasari Jacopo Robusti – questo il suo vero nome – il Tintoretto.

A cura di Luigia Sorrentino

Andando alla mostra alle Scuderie del Quirinale vi accoglierà un’opera molto famosa del Tintoretto il Miracolo dello Schiavo. Tutta la luce cade sull’ essere umano che è completamente nudo, indifeso, davanti al male che gli viene inferto. Il corpo è totalmente esposto. La scena è ferma: tra poco gli verranno cavati gli occhi e spezzati i denti. Un momento di straordinaria drammaticità. Ma subito interviene il santo, Marco, che scende su di lui per porre fine alla tortura. Un’opera celebre che ispirerà Caravaggio al punto tale che la ripeterà alla sua maniera nel Martirio di San Matteo. (Vedi qui sotto il video-servizio).

http://www.rainews24.it/ran24/clips/2012/05/tintoretto_08052012.mp4

Basterebbe solo quest’opera per comprendere lo straordinario spirito rivoluzionario del Tintoretto, tra i principali interpreti della pittura italiana del Cinquecento, ma anche ispirato precursore della pittura moderna. Da sempre ha suscitato in poeti, letterati e filosofi, una grande partecipazione emotiva. Come quest’opera, Ritratto di un uomo dalla barba bianca che sarà al centro del capolavoro di uno dei massimi scrittori della letteratura contemporanea “Antichi maestri” (Adelphi Editore, 1995), di Thomas Bernhard.

Ogni due giorni, per più di trent’anni, un vecchio signore si siede in una sala della Pinacoteca di Vienna e guarda il celebre dipinto. Che cosa cerca? Cerca quel quid, quel ‘qualcosa’ che non indovineremo mai. Cerca il difetto nel capolavoro, l’insensatezza che scatena il gesto assoluto dell’artista. Bernhard in realtà ci dice quello che la pittura è, ma anche ciò che non potrà mai essere. Vi è un punto, un preciso punto, in cui l’arte ‘cade‘ – cede – viene meno. Ecco, dobbiamo guardare gli Antichi maestri, ci dice Berhnard dobbiamo osservarli, sottoporli a un esame approfondito, minuzioso, che svilupperà la nostra intelligenza critica.

(di Luigia Sorrentino)

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Commenti (2)

  1. Trovo questo servizio molto acuto e profondo; e inoltre mi colpisce per la semplicità del suo linguaggio, per essere andato subito al centro, per aver evitato il gergo degli addetti ai lavori.

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