René Char, “Ricerca della base e della vetta”

Nello scaffale
a cura di Luigia Sorrentino

René Char, Ricerca della base e della vetta (Mimesis Edizioni), 2011

Come l’uomo dovrebbe “abitare” la terra? Nella ricerca estetica e anche etica della base e della vetta. Attraverso queste metafore, il poeta René Char dimostra di credere nel linguaggio come alleanza armonica tra immaginazione e natura. Un libro visionario e letterario, in cui il lettore è coinvolto attivamente. Autobuiografia, parola civile, celebrazione della pittura e della poesia, sono gli strumenti della poetica di un autore sia abissale che militante. Char mostra infatti tutto il potere etico della bellezza. In questo compito gli sono vicini i migliori artisti del suo tempo. Da Braque a Mirò, da Balthus, a Gaugin che questo libro descrive affettuosamente come suoi “alleati”.


Ricerca della base e della vetta

di Nadia Agustoni

Un regalo per chi ama René Char questo “Ricerca della base e della vetta” edizioni Mimesis collana Volti 2011, traduzione di Ilaria Gremizzi e Sandro Palazzo. Il libro raccoglie testi che coprono quarant’anni del lavoro letterario di Char. Quasi interamente composto di prose poetiche Ricerca della base e della vetta include alcuni temi importanti della poetica dell’autore francese, in particolare il maquis ovvero la resistenza, la pittura (dove sono rievocati i pittori da lui conosciuti e frequentati) e alcuni frammenti finali su Heidegger. Non mancano frammenti più personali o dedicati ad amici scomparsi che lasciano trasparire qualcosa in più del mondo di Char.
La ricerca di Char è un aperto e rimane feconda per il lettore che non cerca certezze. Una lettura non basta, i testi inducono a ritornarvi sopra più volte, a interrogare interrogandosi.
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Inchiesta sui Quaderni G.L.M.
La poesia indispensabile
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Duplicità e ignoranza, i conduttori che ascolta la Poesia, avanzano sempre meno proteste nella comunità dei lettori contro la loro volontà grossolana di ridurre, di nuovo, questa Poesia a dimensioni graziose, inoffensive o utilizzabili politicamente (si escludono, quindi, il meraviglioso, l’erotismo, lo humor e il fantastico, ipocritamente denunciati come fattori di confusione e paralisi), che lo spirito borghese e un certo opportunismo rivoluzionario non si sono mai stancati di imporre.
Questo atteggiamento incontra la penetrante domanda che, perennemente si pone all’uomo – distruttore di soddisfazioni – attraverso la semplicità illimitata del suo divenire, e l’essenza magica della sua origine (in balia delle lacerazioni degli ambienti contraddittori dove circola, in balia della sua angoscia, del suo malessere, dei rapporti non fondamentali con le strutture sociali, in balia di mordenti allegrie, in balia di sottili nausee, ecc.)
VI PONIAMO LA DOMANDA SEGUENTE:
Contro ogni tentativo di annessione, di stabilizzazione, di limitata stima della Poesia, indicateci venti poesie, senza limiti di Paese né di epoca, in cui abbiate rintracciato l’INDISPENSABILE, che da voi esiga, non l’eternità del vostro tempo, ma la traversata misteriosa della vostra vita.
1937

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