A metà settembre, il vincitore del Premio Carver 2012

Il Premio Carver – che si autodefinisce “il contropremio dell’editoria italiana” – si differenzia dai premi tradizionali perché vengono semplicemente premiati i libri, a prescindere dal nome dell’autore o dalla casa editrice che ha pubblicato il libro. Maggiori informazioni le troverete su http://www.prospektiva.it/
A metà settembre a Civitavecchia, nella cornice della Cittadella della Musica, all’ex Infermeria Presidiaria Spagnola e nell’ambito del festival ‘Un mare di lettere’  verrà proclamato il vincitore del Premio Carver 2012.

Un’opportunità, questa, per far emrgere autori poco noti, avendo cura, tuttavia, di preservare la qualità nella scelta degli stessi. Questo l’obiettivo principale che si pone il Carver: sempre e ad ogni costo. “Non vogliamo confrontarci con i grandi premi letterari. Ciò che ci interessa – dichiara Andrea Giannasi, presidente della giuria ed animatore dell’iniziativa – è dare l’impressione che, nel nostro Paese e anche nel mondo dell’editoria, si possa agire sulla base della qualità. Vogliamo dimostrare che si possono leggere libri valorizzando magari un autore sconosciuto. Il nostro messaggio è mettere in primo piano la qualità letteraria, e basta”.

La giuria del Premio Carver è segreta e non verrà mai svelata. Il suo motto è non lasciarsi tirare per la giacchetta da editori o scrittori. E poi non tiene conto della casa editrice o dell’autore che presenta un libro ma guarda soltanto alla qualità, al di là della fama.

Il premio Carver, che si autodefinisce “il contropremio della letteratura italiana”, è giunto alla sua decima edizione. Si proclama un riconoscimento libero, “con un’impostazione di stampo anglosassone”, lontano dalle pressioni che agitano i premi più blasonati, come lo Strega o il Campiello.

Sembra che il premio Carver sia capace di mettere in luce gli scrittori bravi che non si sono ancora affermati del tutto. “La novità dell’edizione 2012 -continua Andrea Giannasi – fissata per settembre 2012 (n.d.r. in data da destinare) è che per la prima volta premieremo uno scrittore bravo, con molte note positive della critica, ma che è ancora messo in un angolo. Un autore, insomma, poco noto. Vogliamo far conoscere i grandi che non sono riconosciuti tali”.

Nato con l’obiettivo di segnalare “un libro in sé e non un romanziere o una casa editrice”, il Carver si è sviluppato intorno a ‘Prospektiva’, una rivista letteraria nata a Siena nel 1999.

“A gennaio 2013 – spiega Giannasi- contatteremo alcuni giornalisti e scrittori che non verranno mai resi noti. Scrivo loro direttamente a casa per evitare che vi siano altre contaminazioni”. Diviso nelle sezioni di narrativa, poesia e saggistica, al premio possono partecipare tutti. Il dato particolare è che, spiega Giannasi, “non c’è una scelta precedente di libri o di case editrici”. A partecipare sono, per lo più, “gli editori medio-piccoli come ad esempio Sperling&Kupfer, Stampa Alternativa, Curcio, Minimum Fax o Marcos y Marcos” ricorda Giannasi.

Ad essere premiato, dunque, non è il libro o il marchio che lo sostiene, ma il contenuto che presenta. “Può vincere chiunque – sostiene il presidente della giuria- se uno scrive un buon libro può vincere. Il nostro, insomma, è un premio molto orizzontale. Privo di sponsorizzazioni, per non cedere ad eventuali richieste o pressioni, nel 2011 il premio è andato per la sezione narrativa a ‘Racconto di primavera’ di Leonardo Bonetti. Per quanto riguarda la poesia ha aggiunto –  il primo posto è stato assegnato alla raccolta ‘Nuvole a vapore’ di Davide Dalmiglio e, per la saggistica, si guadagnata la vittoria ‘Il bullismo sociale’ di Roberto Collovati. Premiamo la scrittura e il titolo del libro – ribadisce Giannasi- non gli editori. Per noi questo principio rappresenta un vanto”. Ma, sottolinea, “non siamo stati noi ad inventarlo. La tradizione del Carver, infatti, trae origine dal mondo anglosassone dove vengono premiati i libri e non gli autori. Noi abbiamo portato in Italia soltanto l’idea”.

http://www.prospektiva.it/bandopremiocarver.htm

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