Condannato all’ergastolo il poeta dei gelsomini

Un tribunale del Qatar ha condannato all’ergastolo Mohammed al-Ajami, qatariota, conosciuto come il “poeta dei gelsomini”, accusato di incitamento alla ribellione contro il regime, di diffamazione nei confronti del principe regnante, Tamim bin Hamad al-Thani, e di attacco alla costituzione.
Al-Ajami (conosciuto anche con il nome di Mohammed Ibn al-Dheeb) era stato arrestato nel novembre 2011 dopo la pubblicazione della “poesia dei gelsomini”, che criticava i governi della regione del golfo con versi diventati celebri: “noi tutti siamo la Tunisia di fronte alla repressione delle elite”.

Mohammed Ibn al Adib, il “Poeta della primavera araba” condannato all’ergastolo aveva richiamato nella sua poesia il popolo, l’eguaglianza, il diritto di cittadinanza, di appartenenza a quel popolo:  “siamo tutti tunisini alla faccia delle elite repressive” aveva scritto Mohammed nella sua poesia chiamata “Gelsomini tunisini” e circolata in rete nel gennaio 2011.

Mohammed non ha mai nascosto di stare dalla parte dei popoli che protestavano agli inizi del 2011. Nei suoi versi aveva definito il totalitarismo dei governanti arabi “un ladrocinio indiscriminato”. Critiche – è fuori di dubbio  – che l’anno scorso gli sono costate l’arresto. In realtà già nell’agosto del 2010, rivolgendosi ai vertici del potere aveva pubblicato, sempre su internet, un’altra poesia nella quale aveva apertamente insultato l’emiro del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa al Thani

Il procuratore di Doha non ha gli lasciato scampo: “l’autore della poesia  ‘Gelsomini tunisini’ è stato messo sotto accusta perché ha incitato al rovesciamento del sistema costituito”, cosa che avrebbe dovuto comportare – stando all’articolo 130 del codice penale – la pena di morte.

“E’ deplorevole che il Qatar, che si vanti a livello internazionale di essere un paese che promuove la libertà di espressione, si renda responsabile di quello che appare una clamorosa violazione di quel diritto”, ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del
nord di Amnesty International. Nella copia della sentenza ottenuta da Amnesty International, non c’è alcun riferimento alle motivazioni che hanno determinato per il poeta una pena così dura. Secondo l’organizzazione per i diritti umani essa è stata determinata proprio dai contenuti della sua poesia. “Sulla base di tutte le informazioni disponibili, Mohamed al-Ajami è un prigioniero di coscienza, arrestato solo per le sue parole. Dev’essere rilasciato immediatamente e la sua condanna annullata”, ha aggiunto Luther.

http://www.anhri.net/en/?p=5804

http://frontierenews.it/2012/11/amnesty-contro-il-qatar-no-ergastolo-al-poeta-dei-gelsomini/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=amnesty-contro-il-qatar-no-ergastolo-al-poeta-dei-gelsomini

http://en.wikipedia.org/wiki/Mohammed_al-Ajami

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Commenti (3)

  1. Quello che ferisce il comune sentire, ma direi anche lo stomaco, di donne e uomini liberi, è l’assoluta latitanza, nella mente di questi “regnanti”, delle ragioni del diritto di ogni essere umano, alle proprie opinioni ed alla possibilità di esprimerle. Sconcerta la totale assenza di lungimiranza che li accomuna e li condanna al giudizio, se non peggio, dei loro popoli. Umanità e lungimiranza dovrebbero costituire le fondamenta del “patrimonio genetico” di ogni leader degno di essere tale.

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