A “Notti d’autore” Matteo Basilè

Ospite di “Notti d’autore” in onda la notte tra mercoledì e giovedì del 28 febbraio 2013 alle 0:30 su Rai Radio1 è Matteo Basilè, uno dei più affermati artisti della sua generazione. Nato a Roma nel 1974, Matteo Basilè è figlio di una lunga dinastia di artisti, pittori, scultori incisori, i Cascella. Figlio di Tommaso e nipote di Pietro, famosi come tutti gli altri Cascella, Matteo Basilè, che prende il nome dal caposipite Basilio nato nell’Ottocento, si definisce semplicemente un fotografo. La sua opera, così densa di immagini, di storie e di situazioni, appartiene al corpo digitale del mondo. Con l’obiettivo della sua macchina fotografica Basilè entra nell’intimo di geografie umane, complesse ed eterogenee, utilizzando un linguaggio, che potremmo anche definire una tecnica, che è un misto, tra elettronica e manualità, sempre alla ricerca di nuove integrazioni culturali. La frase che ripete spesso? “Per me la cosa fondamentale è vivere d’arte senza toccare la materia.”

L’intervista a Matteo Basilè di Luigia Sorrentino

Matteo Basilè è in continua evoluzione e trasformazione. Nel suo ultimo lavoro “ThisHumanity” – disumanità ma anche questa umanità – Basilè continua ad indagare la diversità e ci ci dice che la natura umana della differenza è assolutamente transitoria. Protagonista di “ThisHumanity”, è la donna, giovane, meno giovane… non importa. Una donna che per Basilè che lotta disperatamente – con le mani e con i denti – contro l’altra donna, nel tentativo di costruirsi una propria identità: al tempo stesso maschile e femminile.

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Commenti

  1. Ma sono gli uomini che devono trovarsi e devono trovare una identita’ responsabile! Le donne che si cercano non hanno capito che devono solamente apprezzare e difendere le loro qualita’straordinarie! Spetta a loro il compito di educare maschi e femmine allo stesso modo. Per questo le madri hanno la grande responsabilita’ del futuro di una nazione stabile. Se per un atavico sbaglio le donne italiane viziano i figli maschi, ne nasce solo doppio, triplo lavoro per le loro figlie femmine…e poi una generale confusione e sofferenza.

    …. e i titoli in inglese, capisco bene che la lingua inglese appare un esotismo o l’andare col mondo… ma chi viene con noi?

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