In memoria di te, Peggy Guggenheim

Peggy Guggenheim
a cura di Luigia Sorrentino

La Collezione Peggy Guggenheim è il museo più importante in Italia per l’arte europea e americana della prima metà del ventesimo secolo. Ha sede a Venezia, a Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, in quella che fu l’abitazione di Peggy Guggenheim.

Aperto nel 1951 dalla nipote di Solomon R. Guggenheim, ricco industriale americano e collezionista d’arte, il museo ospita la collezione personale di arte del ventesimo secolo di Peggy Guggenheim, ma anche opere di altre collezioni e mostre temporanee.

“Il coraggio e l’intuizione, la generosità e l’umiltà, il denaro e il tempo, una forte consapevolezza del significato storico: sono questi i fattori dovuti sia alle circostanze esterne sia alle doti naturali che hanno fatto di Peggy Guggenheim un’eccezionale mecenate dell’arte del ventesimo secolo”. Lo scrive Alfred H. Barr Jr. nell’introduzione a Una vita per l’arte (Rizzoli Editore). Il libro è un’autobiografia, la storia della sua straordinaria vita, la vita da “eroina transatlantica di Henry James”, come la definì Gore Vidal, e delle sue tempestose relazioni con Lawrence Vail, John Holms, Douglas Garman, Yves Tanguy, Samuel Beckett, Max Ernst e altri famosi scrittori e artisti.

Cominciò a scrivere le sue memorie nel 1923 iniziando così: “Provengo da due delle famiglie ebree più in vista. Uno dei miei nonni era nato in una stalla come Gesù Cristo, o meglio sopra una stalla, in Baviera, e l’altro era un venditore ambulante.” ma se i nonni di Peggy iniziarono la vita modestamente, la conclusero nella richhezza più sontuosa.

Peggy Guggenheim nacque il 26 agosto 1898. Suo padre era Benjamin Guggenheim, sua madre, Florette Seligman, provenienti da due delle più ricche famiglie industriali americane.  Suo zio Solomon R. Guggenheim è proprietario del Guggenheim Museum di New York. La famiglia Guggennheim (di antica origine ebraica e proveniente dalla Svizzera) aveva costruito la sua fortuna nell’industria di estrazione dell’argento, del rame e dell’acciaio, mentre la famiglia della madre, i Seligman, furono importanti banchieri americani. Il padre morì nel 1912 nel naufragio del Titanic quando lei era ancora giovane.   Nel 1919, appena maggiorenne, Peggy entrò in possesso della sua parte di eredità. Era finalmente indipendente e sua madre ne restò molto turbata. La prima cosa che fece? Un viaggio lunghissimo negli Stati Uniti fino alle cascate del Niagara. Lavorando ancora ventenne in una libreria, la Sunwise Turn, entra nei circoli artistici e intellettuali della città dove incontra il primo amore, il talentuoso artista dada Laurence Vail che non mancherà di descrivere in un romanzo, Murder!Murder!, la sua vita tempestosa con Peggy, sua moglie dal 1922.

Nel 1921 Peggy si ritrova in Europa, a Parigi, nella città bohémienne della “generazione perduta” di Montmartre: Joyce, Hemingway, Beckett, Brancusi, Giacometti, Tanguy, Léger, Ray, Ernst e Breton saranno gli artisti che stimoleranno la curiosità intellettuale della giovane americana, che si unì a loro in un profondo sodalizio artistico.

La storia dell’arte non è fatta solo dai grandi artisti, ma anche da chi possiede il coraggio (e le possibilità) di scommettere su di loro. Grazie Peggy!

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