Pina Bausch, scoperto un suo lungometraggio inedito

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Si alza un velo, per chi non ha mai potuto assistere, al personalissimo, maniacale, misterioso e millimetrico metodo artistico della grande Pina Bausch con la sua compagnia, il Tanztheater Wuppertal, ora che nel suo archivio è stato scoperto un lungometraggio da lei diretto e mai reso pubblico: “Ahnen Ahnen”. La Bausch l’aveva realizzato nel 1987 quando stava girando “Il lamento dell’imperatrice” uscito nel 1990, unica altra sua produzione cinematografica nota fino ad ora.

Il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch celebra quest’anno i 40 anni della sua nascita e lo fa con un Festival dedicato all’opera della sua fondatrice. Iniziato a settembre 2013, la manifestazione durerà fino a maggio 2014, con in programma, oltre a Wuppertal, Essen e Dçsseldorf, riprese di titoli memorabili del suo repertorio (“Bandoneon”, “Cafe’ Mçller”, “La sagra della primavera”, “Viktor”…), film, workshop, mostre, concerti, incontri.

“Ahnen Ahnen” ( l’Arche Editeur, 2014) dura 77 minuti ed è stato finora proiettato in pubblico solo il 18 gennaio 2014 in occasione del Festival a Wuppertal. Era nato perché i produttori di “Il lamento dell’imperatrice” chiedevano alla Bausch un copione per il film che voleva girare, e lei volle dimostrare loro che era perfettamente capace di realizzare un film senza copione. Si tratta di un documentario diretto e montato dal lei stessa, sul proprio lavoro a partire dall’ideazione di uno spettacolo, illustrandone poi la creazione, fino alla messa in scena.

Pina-Gert-Weigelt-crPina Bausch, coreografa e regista tedesca, creatrice del teatro-danza, nata il 27 luglio 1940, è scomparsa a 69 anni il 30 giugno del 2009, poco prima che la sua compagnia, il Tanztheater Wuppertal, arrivasse in Italia per presentare lo spettacolo “Bamboo Blues” al Festival di Spoleto, che divenne un momento commovente e commemorativo. da allora è in corso un progetto di digitalizzazione e recupero dell’archivio di Pina Bausch contenente tutto il materiale che riguarda il lavoro, l’opera e le tournées internazionali dell’artista e del Tanztheater Wuppertal, archivio che appartiene alla fondazione intestata alla coreografa, diretta da suo figlio Rolf-Salomon Bausch. Un lavoro che sembra poter riservare diverse sorprese, come l’inattesa scoperta ora di questo lungometraggio sulla creazione dell’omonimo spettacolo teatrale “Ahnen” del 1987, mai stato presentato in Italia.

La pellicola era rimasta nell’archivio per un quarto di secolo e appare oggi essenziale per capire il metodo di lavoro, tra intuizioni e dedizione assoluta, che ha portato alla realizzazione di tanti suoi capolavori, facendo della Baush un’artista davvero nuova, sorprendente e di rilievo internazionale.

BAUSHUn coreografo non allineato come Alan Platel ha affermato che “non c’è un solo coreografo che non sia stato influenzato da Pina in questi ultimi trent’anni” e, due anni prima della sua morte, nel 2007, le era stato attribuito a Venezia dalla Biennale il Leone d’oro alla Carriera: “Pina bausch – era scritto nella motivazione – è un’artista che ha segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti. La Bausch è una coreografa che ha innovato il teatro, rendendolo più che mai fisico e musicandone la drammaturgia”.

Oltre a una vasta produzione di spettacoli di teatro-danza lasciati da Pina Bausch (più di 40 titoli), era già noto lo stretto rapporto fra l’artista e il cinema, molti ricorderanno che Federico Fellini, suo grande ammiratore, la volle protagonista del suo film “E la nave va”, ma anche Pedro Almodovar fece iniziare e concludere il suo “Parla con lei” con le scene dei protagonisti, in teatro, intenti a vedere un suo spettacolo, mentre Wim Wenders ha concepito il film “Pina” assieme a lei, poco prima che venisse drammaticamente a mancare quasi cinque anni fa.

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Commenti (2)

  1. Ha guardato in internet? Il DVD non credo sia in vendita per ora.
    Ma ha letto qui?: “Ahnen Ahnen” ( l’Arche Editeur, 2014) dura 77 minuti ed è stato finora proiettato in pubblico solo il 18 gennaio 2014 in occasione del Festival a Wuppertal.

    Se è interessata scriva a l’Arche Editeur.

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