Massimiliano Mandorlo, “Luce evento”

Cover Luce evento[1]Nota di Massimiliano Mandorlo

“Credo che la poesia, come ho avuto modo di imparare da alcuni grandi maestri come Ungaretti, Luzi, o un poeta così ‘terrestre’ e ‘metafisico’ come Zanzotto, sia “un’ondata che ti scavalca” (cito Zanzotto da una mia intervista poi pubblicata su “Clandestino”). Al di fuori di ogni possibile discorso intellettualistico o teoria sulla poesia, credo che la poesia risieda in questa sproporzione cantata attraverso la lingua, in un’epica del quotidiano e una capacità di ‘visione’ che possa corrispondere ad una piena intelligenza della realtà (intus-legere). Sono attratto da quei poeti in cui questa sfida diventa tensione anche a livello linguistico, e la parola si fa crocevia per questo ‘appassionato inseguimento del Reale’, come afferma Milosz in La testimonianza della poesia. Tra i nomi che ho incontrato su questa strada, citerei Dante, Michelangelo, Rimbaud, Ungaretti, Luzi, Caproni, Zanzotto, il polacco Herbert e, per quanto riguarda la poesia contemporanea, Rondoni, De Angelis, Lauretano, Benedetti, e l’esperienza straordinaria di un poeta come Franco Loi.”

 

Aknowledgement

Un uomo
attraversa il centro luminoso di una piazza
un uomo
purificato di tutti i suoi peccati
la sua mente è limpida
scintillante
come l’azzurro indifeso di un golfo ad agosto
per un attimo la sua bicicletta
è polverizzata da un’ondata di luce e vento
per un solo istante eterno
il suo cuore è trasparente
come le vette cristalline dei monti
ogni atomo del suo corpo è attraversato
da una forza pura e calma
come la neve d’inverno

Montagne. Attraversate da mari verdi e immensi di larici.
Dal verde elettrico di licheni millenari sulla roccia nuda.
Taglienti vette spaziali dove frana e glorifica la mia misura
umana in sentieri interrotti al margine del bosco. Nel
blu profondo degli occhi di un eremita ritrovo la fierezza
di una vita acuminata come pietra dura. Negli occhi castani
degli stambecchi accampati sulle alture il segreto di
un’altra vita desiderosa di vento e d’erba, custodita e incisa
sulle palpebre fin dalle antiche origini del mondo.

*

Provinciale Onferno

Nel verde immenso di novembre
per le strade al fondo delle valli
i caprioli
scesi a brucare il verde
per istinto di caccia o protezione

la galaverna e l’erba freschissima
mista ai fiumi intatti di mattina
pulirà i loro corpi esatti
offrirà loro

assoluzione

*

Misano Monte

Santità dei monti
racchiudi nell’ombra
verde dei pini
infiniti spazi

coi tuoi dolci saliscendi verso il mare
mi accendi silenzi interminabili
desideri di fughe australi
in rossi ocra di canyon abissali
impossibile descriverti

sarai un ritratto senza cornice
neve solare
mare fatto vernice
verde d’inverni incredibili

in te fuggirò, ritornerò come non mai
nella tua moschea di luci
arnia di stelle irraggiungibili
da occhio umano o fish-eye

*

Luce
attesa in lei da millenni,
ora si svela, si rivela
in tutta la sua latitudine un albore,
distese d’acqua, campi
di grano in tutto il loro splendore

mare

le sonda le profondità degli occhi
fino a toccarne il fondo,
sfiora oceani e isole, risale
puro e calmo dopo l’onda,
azzurro
che in un attimo le inondi il volto

e ti confondi con l’azzurro interstellare.

*

Mater dolorosa

Inginocchiata sulla sabbia fredda
le braccia aperte in direzione dei quattro venti
come un gabbiano crocifisso sulla battigia
spalancò la bocca verso l’alba

espirò nel mare l’aria intossicata dei giorni
chinando la testa per ricevere
una benedizione marina

Massimiliano Mandorlo è nato a Cattolica (RImini) nel 1983. Laureato in Lettere Moderne a Bologna e Milano, si è occupato soprattutto di Luzi e Zanzotto, pubblicando parte del carteggio inedito tra i due autori. È attualmente subject e reference librarian per la Biblioteca di Ateneo dell’Università Cattolica di Milano. Nel 2005 ha vinto il Premio di poesia Violani Landi nella sezione inediti. Collabora con varie riviste italiane e internazionali. Recensioni ai suoi testi sono apparse su “Testo”, “Poesia”, “Atelier”, “Subway”, “Gradiva” ed alcune poesie sono state tradotte in varie lingue sulla rivista on-line “SèrieAlfa” (http://seriealfa.com/alfa/alfa58/MassimilianoMandorlo.htm). Ha organizzato e partecipato a reading in Italia e all’estero (tra cui a Maiorca per “Poesia dins la mar. Contactes poètics Itàlia – Països Catalans”). Nel 2011 è stato selezionato tra i 7 migliori poeti italiani under 30 per il Premio Internazionale Città di Ostia. Ha pubblicato per le edizioni “Alla chiara fonte”: Mareoltre (2009) e Cascina con nebbia con quattro disegni di William Congdon (2011) e per Raffaelli editore Luce evento (2012). Ha tradotto dall’inglese alcuni poeti australiani, per “Poesia”.

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Commenti

  1. Ai poeti italiani contemporanei, io aggiungerei anche l’urbinate Umberto Piersanti per le sue poesie caratterizzate da una forte “carica esistenziale”, in un equilibrio dove il “reale” si mostra disseminato “tra cronaca e memoria”, perfettamente a proprio agio fra “un’anima lirica” contemporanea e la tradizione classica.

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