“La favola di Lilith”

 

cover-newNota di Viviana Scarinci

Tutto è cominciato con l’interessamento di Edo Notarloberti riguardo alcune poesie inedite che avevo pubblicate allora sul mio sito. Era l’estate del 2011 e le poesie non facevano esplicitamente riferimento alla figura di Lilith, anche se la ritengo essere la figura portante del mio discorso poetico almeno fino ad oggi. In un secondo tempo Edo mi parlò della sua intenzione di elaborare un’opera musicale come compositore. Fino ad allora la sua attività di violinista lo aveva portato a collaborazioni importanti come l’adesione al gruppo degli Argine che gli aveva schiuso lo scenario della musica post punk, neo folk e come membro dei gruppi Ashram e Corde Oblique. Riguardo Lilith abbiamo quindi stabilito di lavorare su un’ipotesi di scrittura in cui la composizione poetica e quella musicale svolgessero una funzione di reciprocità rispetto alla fruibilità dell’opera pensando soprattutto a un’esecuzione in concerto che per un lato consentisse all’oralità della poesia tutta il suo potenziale affabulatorio e dall’altra permettesse alla musica di oltrepassare certe formulazioni conchiuse che la parola poetica presenta spesso per sua natura. Molto importante per entrambi è stato trovare una forma di narrazione non lineare che non costringesse il racconto di Lilith entro la riscrittura di una storia nota. Per ottenere questo Edo si è affidato a una composizione totalmente aderente alla frammentazione del testo espressa anche dalla capillare suddivisione nel CD in 32 tracce corrispondenti alla relativa invenzione musicale che riguarda ognuno di questi frammenti poetici. In sostanza il procedimento di Edo rispetto al testo è stato di registrare l’audio della sola lettura e di costruire intorno un percorso musicale attivo e variegato che agisse mediante una sorta di interlocuzione tra il linguaggio musicale e quello poetico. E’ probabile che questa interlocuzione abbia avuto un esito realistico nell’elaborazione di quest’opera grazie alla figura di Lilith che è stato anche un paradigma simbolico irrinunciabile in tutti i momenti della lavorazione.

CDL’altro interlocutore fondamentale è stata Rossana Rossi dell’etichetta discografica ARK Records che ha consentito che questo progetto oltre che un concerto e un CD divenisse un libro di poesia con testo in inglese a fronte a cura di Natalia Nebel. Lilith come è intesa in questo lavoro è qualcosa che vorrebbe oltrepassare il significato soprattutto negativo che la mitologia babilonese e poi la tradizione ebraica hanno attribuito al femminile nella sua componente meno rivelata, comprensibile, ortodossa, concorrendo a una visione attuale del femminile spesso volta alla stessa incomprensione. Attraverso questa formulazione artistica di quella che doveva essere una donna precedente a Eva e alla coralità che una messa in scena come quella de “La Favola di Lilith” ha richiesto (formazione quasi esclusivamente femminile: quartetto d’archi e pianoforte) si vorrebbe lasciare intendere tutto il carattere trasformativo proprio di quegli aspetti, spesso dolorosi e bistrattati tradizionalmente, anche soltanto dimenticando Lilith nella sua qualità di alternativa necessariamente più sensibile e inclusiva rispetto a quello che risulta comunemente essere intesa la donna nella sua essenza.

 

Incipit

 

                                    La prima bruci, la seconda trovi.
                                   
La terza resiste, studia il buio: non ha
                                   
paraggi, cresce nella teca un’appendice
                                    riposta. Una porta si è chiusa un’altra si
                                   
apre. Il giardiniere cura solo radici
                                   
malate è il suo tempio

                                    per il resto il deserto impera
                                   
quest’epoca apparente

 

 

 

avrei subito l’ansa come un fatto silente
avrei appreso la laguna come la convergenza
dell’acqua al buio se altri moventi
se altri garanti non mi avessero emulsionata
in una fisica dirimpetta e io non mi fossi perfezionata
nella distanza che mi divide, una dall’altra
innervata che sloga volo e caduta.
Tutti i fatti subiti e orditi dal corpo
mi dicono che rimane sul polpastrello
l’impronta, più che in questa creta plasmata altrove

 

(…)

 

“LILITH a Dio”,  secondo atto

 

Silenziose doglie
incancreniscono le orbite

non merito questo scendere
regione allo sguardo

il sogno erratico che
dislessica il corpo letto
allo stremo di incidersi
le voci annesse

il lato diverso del ridiscendere
lo stesso lo diceva il non credervi
scelta se non di essere il fatto
di un fare qualunque allocato
nel dentro che non c’ero
e facevo nel fuori che eri
e non c’eri al centro accorpato
della mia chiamata che non intendeva
esserci risposta che pure chiedeva
che pure facevi e eri vicino allocato
prestante il canto

la mia eternità è una formula
un rilevo un’asperità fittizia
tre punti di sospensione
un braille trafitto senza rumori
di bianco, un morse
a guerra finita che non
serve il segreto

ora l’intensità è minore
si vede la coazione
alla rinuncia
la spanna della stanchezza
geometrica come
una distanza minorata
che non si segnala

il mio essere viva
è un maschera
del fatto che il volto è
colluso col non esserlo
come l’epifania contraria
che formula la ricaduta
di nascere non qui, ora

(…)

Estratto da “La favola di Lilith” di Viviana Scarinci (Libro in edizione bilingue e CD), poema in due atti con musiche originali di Edo Notarloberti, ARK Records, 2014.



Viviana Scarinci
fa parte della SIL – Società Italiana delle Letterate. Ha vinto diversi premi letterari tra cui la sezione Scrivere i Colori del Premio Grinzane Cavour. Le sue poesie e prose sono state pubblicate tra l’altro su Nuovi Argomenti, Leggendaria, Gradiva, Capoverso, il Segnale. Dal 2011 è promotrice del fondo librario di poesia contemporanea di Morlupo patrocinato da Biblioteche di Roma. Nel 2002 è curatrice per Apeiron editori de “L`isola di Kesselring”, “Le Gallerie del Monte Soratte e la vita quotidiana a Sant’Oreste 1943-1944”. Nel 2009 pubblica il libro di poesia “Le intenzioni del baro”. Nel 2010 pubblica con Paolo Fichera l’e-book “Dormi come visibile”, a cura di Maria Korporal con immagini di Mirco Marcacci.
Nel 2013 è curatrice per l’Iguana editrice dell’edizione italiana del libro della poetessa finlandese Aino Suhola “Amami per rendermi forte”.

Edo Notarloberti inizia precocemente l’attività concertistica nella musica classica e parallelamente suona dal rock al blues. E’ in questo ambito che si colloca l’incontro con Corrado Videtta degli Argine che schiude al violinista lo scenario della musica post punk, neo folk e gotica dove Notarloberti prosegue come membro dei gruppi Ashram e Corde Oblique.

Discografia

CON ARGINE
Marisa Allasio, 45 giri in vinile , 1998 da Energeia
Memorie, MCD 2000
Roma, dal vivo 2000
Mundana Humana instrumentalis, 1997
Luctamina in rebus, 2002
Rifrazioni, raccolta 2003
Le luci di Hessdalen, 2004
Umori d’autunno (Il filo spinato e le bolle di sapone), 2010

CON ASHRAM

For My Sun (2001)
Ashram (2002)
Shining Silver Skies (2006)

CON CORDE OBLIQUE

Respiri (ARK Records, 2005)
Volontà d’arte (Prikosnovenie, 2007)
The Stones of Naples (Prikosnovenie, 2009)
A Hail of Bitter Almonds (Prikosnovenie, 2011)
Per la Strade Ripetute (2013)

SOLISTA
SILENT PRAYER (Yellow Moon 2008)
PRELUDIO (Yellow Moon 2009)
COVER AND OVER (Yellow Moon 2011)

COMPOSITORE
LA FAVOLA DI LILITH (Ark Records 2014)

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *