Peter Flaccus, “Ritorno a Napoli”

 

ritorno_napoliMostra a cura di Tanja Lelgemann, dal 20 novembre 2014 al 31 gennaio 2015.

Il secondo appuntamento della stagione espositiva di Intragallery, fissato per giovedì 20 novembre (vernissage alle ore 18), è la personale del pittore americano Peter Flaccus intitolata “Ritorno a Napoli”.

Il “Ritorno a Napoli” che Peter Flaccus vuole intraprendere con la sua prima mostra nella città partenopea, è simbolico – Napoli, una delle culle della civiltà, è una città archetipica con la quale anche un primo contatto assume il senso di un ritorno alle radici, soprattutto per un artista che ha sempre posto alla base del proprio lavoro la ricerca continua di stimoli provenienti dai più svariati ambiti della vita. La passione per sperimentazioni inedite è stata fondamentale anche quando, all’inizio degli anni Novanta, Peter Flaccus ha raggiunto l’Italia da New York. È in quegli anni che l’artista scopre la tecnica che lo contraddistingue in ambito internazionale e che diventerà presto il suo marchio stilistico personale: l’encausto, una tecnica descritta già da Vitruvio, e utilizzata nell’Antichità a Pompei.

In occasione della mostra presso Intragallery questo “ritorno” a Napoli si combina con una scoperta più recente dell’artista: l’uso di cornici antiche, provenienti in gran parte proprio dall’antiquariato napoletano, che con il loro carattere echeggiante il Barocco e l’associazione che se ne fa con il modo tradizionale e concreto di dipingere dei secoli passati, si sposano in paradossale armonia con le sue composizioni astratte. In questa mostra Peter Flaccus propone un ampio campionario della sua attività degli ultimi dieci anni: tra i dipinti di formato più piccolo in cui prevalgono strutture cosmiche, eclissi ed esplosioni in essenziali tonalità bianco-nero segnaliamo un’opera eccezionale nella produzione dell’artista, un autoritratto (Dreamer, 2013) in cui il profilo dell’artista assume una dimensione quasi mistica. Questa produzione si alterna a composizioni più grandi dalle tonalità intense come il rosso delle strutture che richiamano gli affreschi pompeiani, ad esempio Pompeii Scribble del 2011 e il monumentale dipinto Wall Painting-Red del 2012, ad altre in cui prevale un azzurro intenso e mediterraneo in cui l’artista sembra indagare strutture geologiche concrete, come in Il Golfo del 2014 – omaggi sottili e indiretti alla città partenopea.

Le opere di Peter Flaccus nascono in stretto rapporto con altre discipline artistiche come la musica – in particolare il violino che lui pratica quotidianamente – o la poesia, aspetti che questa mostra accoglie integrando versi del poeta napoletano Luigi Trucillo e un brano per violino solo del compositore Lucio Gregoretti.

Nato a Missoula, Montana (USA) nel 1947, Peter Flaccus ha frequentato il Amherst College, la Skowhegan School of Painting and Sculpture e l’Indiana University dove ha conseguito il MFA (Master in Fine Arts). Ha iniziato la sua carriera negli anni ’70 a New York, dove ha vissuto e lavorato per vent’anni, e dove ha esposto in numerose gallerie, fra cui la Zabriskie Gallery e la Monique Knowlton Gallery. Si è trasferito a Roma all’inizio degli anni Novanta, dove ha iniziato a lavorare con l’encausto. Espone in numerose gallerie italiane, svizzere e francesi. Nel corso del 2014 ha avuto mostre personali a Roma alla Galleria Nube di Oort e alla Galleria Monty, e a Bologna ha esposto alla Otto Gallery.

Hanno scritto su di lui Susan Stewart, Annemarie Sauzeau, Brunella Antomarini, Jacqueline Risset, Alberto Abruzzese, Rosa Pierno, Carlo Alberto Bucci, ed altri; numerosi anche gli scritti apparsi su riviste come Artforum, Art in America, Art News, Arts Magazine, The New York Times, La Repubblica, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Corriere del Mezzogiorno, etc.

Le sue opere si trovano in collezioni come Estée Lauder, Barkley’s Bank New York, Lehman Brothers New York, Pierre Alexis Dumas (Hermès), Paris, Marc Pfirter, Baden (Svizzera), etc. Peter Flaccus è professore di pittura e di disegno presso la John Cabot University di Roma.

La mostra è curata da Tanja Lelgemann, critica d’arte e curatrice, che ha collaborato con numerose istituzioni e gallerie internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, Berlin Biennale für zeitgenössische Kunst, Kunstwerke Berlin, Accademia tedesca di Villa Massimo Roma, Istituto Svizzero Roma, Goethe Institut Roma. Ph.D. in storia dell’arte contemporanea e studi di filologia romanza e musicologia alla FU di Berlino, attualmente vive e lavora a Roma. Svolge inoltre un’intensa attività come producer e autrice di produzioni multimediali per musei e mostre in tutto il mondo.

Intragallery

Via Cavallerizza a Chiaia, 57 / Interno cortile

80121 / Napoli/ www.intragallery.it / info@intragallery.it

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