Un capolavoro chiamato Italia

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Il libro è un racconto a più voci di un patrimonio da tutelare, proteggere e valorizzare. E’ la nuova importante iniziativa editoriale della Fondazione Enzo Hruby che entra nel vivo delle esigenze di tutela e di valorizzazione dei beni culturali e delle soluzioni tecnologiche oggi disponibili attraverso i contributi, le proposte e le testimonianze di oltre 30 dei più autorevoli esponenti del panorama culturale italiano.

Da Nord a Sud il patrimonio culturale del nostro Paese è così vasto, diffuso e armoniosamente integrato con il paesaggio e con le tradizioni locali da rendere l’Italia stessa, nella sua interezza, un capolavoro amato in tutto il mondo e capace di attirare ogni anno milioni di turisti.

Oggi questo patrimonio straordinario è anche al centro di una profonda riflessione sul ruolo che la sua valorizzazione potrebbe giocare nell’ambito della tanto auspicata ripresa economica del nostro Paese. Perché questo accada è tuttavia necessario che i beni che lo compongono siano per prima cosa adeguatamente protetti contro i furti, le sottrazioni, gli atti di vandalismo, i danni accidentali e tutti i tipi di rischio ai quali sono quotidianamente esposti. La protezione rappresenta infatti la prima forma di tutela e il presupposto indispensabile per ogni altra attività legata ai beni culturali, dalla conservazione al restauro, fino alla valorizzazione.

Come coniugare dunque le esigenze di protezione con le opportunità di valorizzazione? E quale ruolo possono avere le tecnologie di sicurezza?

Questi i temi affrontati nella nuova iniziativa editoriale della Fondazione Enzo Hruby, destinata a rappresentare, per la prima volta, un vero punto di incontro tra gli operatori della sicurezza e dei beni culturali. Un volume che è “un viaggio dall’eterna questione di Venezia all’eccellenza dei Musei Vaticani, dalla sfida per un rilancio di Pompei al rinnovamento del museo egizio: un racconto corale delle nostre più grandi realtà culturali che solleva il sipario su vizi e virtù di un patrimonio che rende l’Italia il Paese più bello del mondo”.

 

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Enzo Hruby crea la Ditta Enzo Hruby nel 1954, che importa, principalmente dagli Stati Uniti, componenti elettronici per l’industria, e in particolare microlampadine, fototubi e tubi industriali.

Nell’Aprile 1968 presenta, alla Fiera Campionaria di Milano, il primo “Rivelatore di movimento ad ultrasuoni” che suscita un immediato interesse per la possibilità di realizzare una protezione volumetrica di ambienti, siano essi gioiellerie, banche, negozi o abitazioni private.

Nasce così, da questo momento simbolico, la sicurezza elettronica in Italia, che conosce subito un rapido sviluppo anche per il diffondersi dei fenomeni di criminalità, particolarmente intensi nei primi anni Settanta.

Il successo ottenuto dai primi sistemi porta la Ditta Enzo Hruby ad ampliare la gamma di prodotti per la sicurezza antintrusione, antiaggressione e antincendio, offrendo quindi una gamma di prodotti veramente innovativi in un settore che si stava appena costituendo e che richiedeva fin da subito qualità e affidabilità.

Le tecnologie di sicurezza che offre la Fondazione sono, dunque, un elemento molto importante per valorizzare il nostro patrimonio culturale, come le antiche città di Pompei, Ercolano, ma anche i Musei Vaticani, e i tanti siti di grande interesse artistico, storico e paesaggistico del nostro Paese.

Sito web: http://www.fondazionehruby.org

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