Carlo Mormile, “La nascita”

“La nascita è un percorso interiore che presuppone l’abbandono di alcune modalità di vita e la genesi di nuove forme dello spirito. I brani del CD rappresentano questo percorso che si snoda tra riferimenti semantici legati alla fusione tra la musica e la poesia e tra i nascosti percorsi della musica strumentale. I versi musicati appartengono a poeti italiani contemporanei quali Carlo Bordini (Stasi), Paola Febbraro (Gennaio), Giulio Marziaoli (Crepe), Luigia Sorrentino (In quella vertebra) e Alberto Toni (Il fiume).

La comunicativa voce di Daniela del Monaco e la prestigiosa Orchestra Collegium Philarmonicum magistralmente diretta da Gennaro Cappabianca con la partecipazione straordinaria del percussionista Ciccio Merolla conferiscono al lavoro compositivo di Carlo Mormile la giusta cornice nel panorama della contemporaneità.”


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Nota al CD di Renzo Cresti

Non è più l’epoca dei musicisti da lavagna (come diceva Cocteau) e dei messaggi nella bottiglia, dobbiamo sostituire la negativa metafora adorniana con una musica che sappia farsi viatico di collegamento fra uomo e mondo. La disponibilità al confronto con la banalità presunta delle musiche ‘basse’ è, nella società di massa, non un difetto, ma un pregio, fatta salva – ovviamente – la qualità dell’opera, il saperla pensare in profondità, il saperla saldamente costruire e il ben porgere, aspetti su cui tutti son d’accordo ma pochi li realizzano, soprattutto mancano profondità e comunicazione. Oggi siamo pieni di opere e operine ben fatte ma manca loro lo spessore umano, sembrano tutte nate per guardarsi allo specchio (neo-strutturalismo) oppure per essere dei piacevoli trastulli (neo- romanticismo). La concavità dell’essere, abisso della mente e del cuore, la sua relazione con la collettività è ciò che manca in questo mare magnum che si battezza musica contemporanea. Il lavoro di Mormile si pone a latere e proprio in questa sua diversità sta la sua forza, nel collegarsi non alle varie tendenze omologate del panorama compositivo italiano attuale ma nel rapportarsi alla vita vera, alla cultura antropologica dell’uomo cosiddetto comune, con tutti i suoi condizionamenti sociali, ai suoni che ci circondano che sono sempre plurali.

Vi è un’evidente incapacità del sapere accademico, più dottrinale che consapevole della cultura viva, a leggere con partecipazione e con ampiezze di vedute i (f)atti in movimento come quelli contemporanei: si tratta di un nozionismo specialistico che fa ricorso a una fissità ermeneutica legata a schemi preordinati, i quali prendono autorevolezza proprio dalla loro fissazione, in pratica si legittimano da soli, ma ogni sapere, ogni metodologia, ogni sistema, ogni regola nasce e muore come tutte le cose. È per questo che bisogna stare sui confini, sulle frontiere delle varie culture e delle musiche che esse esprimono, come fa Carlo Mormile.

Le vie principali sono quelle erranti, non solo nel senso del nomadismo culturale, così caro alla Worl music, che vuole cancellare ogni genere per aspirare a descrivere la multietnicità, ma soprattutto nel senso di una continua inquietudine che obbliga a non fermarsi al già acquisito, una costrizione interiore ad approfondire le qualità di un io plurale. Si tratta di sondare le possibilità di spazi e luoghi, di tempi e modi in movimento, i quali riguardano molteplici piani della cultura, sottolineandone la poliedricità e le tensioni (del suono e del rumore, del ritmo e del colore…), in tal modo si sconfessa l’asetticità dell’estetica formalista che, nell’algida messa a punto di prospetti preparatori, si chiude in un’autoreferenzialità meramente descrittiva del proprio progetto. Per Mormile l’estetica si contrae in etica, non si chiude in sé ma si apre alle problematiche del mondo.

L’e(ste)tica di Mormile si basa sull’esperienza del viaggio, un tragitto nel mondo e nella storia, interiorizzato, più va verso il mondo e più entra in sé: è un cammino esperiente che pone relazioni fra esterno e interno, un esodo fra le musiche del mondo e che, tuttavia, all’interno di sé si compie. Chi viaggia sta fra l’esodo e l’avvento. Viaggiare alla scoperta delle musiche è alimentare anche un ascolto interiore, perché il viaggio non si estende solo in orizzontale, ma anche in verticale. È l’ethos del pellegrinaggio che la Border music mette in opera.

Mormile è stato allievo di Donatoni, dal quale ha appreso la serialità difettiva, un modo compositivo che poi rielabora, dopo una crisi nel 1994 e dopo esser stato aiutato dall’ambiente napoletano, in una tonalità difettiva ossia in un linguaggio privato della funzionalità del sistema storico e profondamente contaminato da tutte quelle espressioni musicali che risuonano nella mente e nel cuore dell’uomo comune.

 

Fin dal primo pezzo de La nascita si capisce l’importanza della parola ora cantata ora declamata, con un sostegno sonoro che non è semplice accompagnamento o sottolineatura descrittiva ma avvolgenza sonora che conferisce un di più al testo: la musica è meno rispetto al linguaggio verbale, perché non è in grado di comunicare concetti o cose concrete, ma la sua a-semanticità si rivela essere un di più sotto l’aspetto emotivo, raggiungendo quello che alla parola è proibito ossia l’approssimarsi all’essenza del nostro essere e dell’esserci; sembra essere questo il senso del lavoro di Mormile, raccogliere i suoni più svariati per compiere l’affondo nelle profondità della nostra coscienza e incoscienza: di tutti i suoni c’è bisogno perché ognuno è portatore di una vibrazione particolare, acustica e psicologica. L’affondo nei (bi) sogni più nascosti non può non relazionarsi alla collettività dove necessità, nevrosi, alienazioni e soddisfazioni trovano compimento, a maggior ragione occorre ricorrere ai suoni del mondo, a quelli passati, presenti e futuribili, a quelli già ascoltati dalla carica immediata e diretta, a quelli appena presentiti dal significato enigmatico fino a quelli ignorati e possibili. I suoni diversi si connettono fra loro perché all’uno manca la verità dell’altro, ma proprio in questa mancanza occorre riconoscere ciò che li accomuna. Le differenze sono un nuovo valore, un elemento propulsivo che deve creare l’arte dei popoli.

Il lavoro nasce dall’incontro di Carlo Mormile con Luigia Sorrentino, si tratta di 12 brani che tracciano un percorso tra musica e poesia, riprendendo versi di poeti contemporanei quali Carlo Bordini (Stasi), Paola Febbraro (Gennaio), Giulio Marziaoli (Crepe), Luigia Sorrentino (In quella vertebra) e Alberto Toni (Il fiume), con in più un testo di Novalis (Passo oltre il valico).

La voce è quella molto comunicativa di Daniela Del Monaco, avvolta dai suoni della prestigiosa Orchestra Collegium Philarmonicum, ottimamente diretta da Gennaro Cappabianca, cui si aggiunge la collaborazione eccellente del percussionista Ciccio Merolla, un’ottima compagine che sa presentare i suoni in maniera gradevole, mai spigolosa, vivace e partecipata.

 

CARLO_MORMILECARLO MORMILE
Diplomatosi in pianoforte, ha proseguito con Bruno Mazzotta i suoi studi in composizione e musica corale e direzione di coro. Successivamente ha conseguito il diploma di composizione presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma e il diploma di merito presso l’Accademia Chigiana di Siena, sotto la guida di Franco Donatoni. Presso l’Accademia Chigiana ha inoltre frequentato i corsi di Informatica Musicale con Jean Baptiste Barriere e Musica per Film con Ennio Morricone. Nel 93 ha vinto una borsa di studio SIAE per il “Seminario Musica e Immagine” tenuto da Carlo Savina.

E’ autore di numerosi brani eseguiti da prestigiosi esecutori quali Bruno Canino, Michele Lo Muto, Myriam Dal Don, Tiziana Scandaletti, Daniela Del Monaco, Giorgio Magnanensi, Giuseppe Scotese, Stefania Rinaldi, Nuove Sincronie, Ensemble Octandre, I Solisti del S. Carlo, Alma Mahler Sinfonietta, I Piccoli Musicisti, Orchestra Collegium Philarmonicum. Alcune sue composizioni sono state trasmesse da Radio Rai. Ha collaborato con importanti artisti del teatro di prosa quali Antonio Casagrande, Peppe Barra, Cloris Brosca, Maria Rosaria De Cicco, Mariano Bauduin.

Su incarico del Conservatorio S. Pietro a Majella ha revisionato la cantata “Di tre dee sull’Ida” (1701) di Domenico Sarro, la cui prima esecuzione moderna è stata realizzata dall’ensemble “La Risonanza” nell’ambito della stagione autunnale 2001 del Teatro di S. Carlo.

Come esecutore dedica la sua principale attenzione alla musica del 900, ed alla produzione contemporanea. Nel 2002 ha fondato il “Laboratorio Corale S. Pietro a Majella”, gruppo di supporto alle esercitazioni della classe di Musica Corale e Direzione di Coro del Conservatorio di Napoli. Con questo gruppo ha diffuso la produzione dei giovani compositori napoletani dirigendo i loro brani in importanti manifestazioni quali: Ravello Festival, Festival Teatro Italia, Premio Massimo Troisi, Il Maggio dei Monumenti, I Venerdì Musicali del San Pietro a Majella.

Nel 2003 ha realizzato per l’associazione L’Accordeon in qualità di condirettore artistico il “Corso di Formazione Professionale per Professori d’Orchestra” che ha ricevuto il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo e il patrocinio del Teatro di S. Carlo. Sempre per l’Associazione L’Accordeon ha curato la Direzione artistica delle edizioni 2003 e 2007 della rassegna Festival al Teatro Romano di Sessa Aurunca, i cui cartelloni avevano prestigiose presenze quali: Orchestra del Teatro di S. Carlo, Orchestra Media Aetas, Orchestra di Roma e del Lazio, Roberto De Simone, Mariano Rigillo, Franco Iavarone, Antonella Morea.

Dal 2002 presiede l’Associazione Collegium Philarmonicum che produce l’omonima formazione orchestrale e il corso Vacanze Musicali in cui hanno esercitato docenza: Dejan Bogdanovic, Pierre Henri Xuereb, Stefano Pagliani, Myriam Dal Don, Mauto Tortorelli, Manuel Meo, Gabriela Drasarova, Laura Valente, Gennaro Cappabianca, Antonella Aloigi.

All’attività musicale ha da sempre affiancato quella di saggista scrivendo articoli per le riviste Musica Domani, Il Monocordo e Konsequenz di cui è componente della direzione scientifica.

Dal 2008 ha pubblicato per le Edizioni Curci insieme ad Antonella Aloigi cinque volumi di  elaborazioni facilitate per due violini con brani tratti dal repertorio operistico barocco, classico  e romantico.

Con la relazione Appunti di Viaggio ha partecipato al simposio internazionale “Musical Cognition and behavior” tenuto all’Università La Sapienza di Roma e i principali aspetti della sua poetica sono riportati nel saggio “Autoanalisi” inserito nell’Enciclopedia Italiana dei compositori curata da Renzo Cresti.

Ha insegnato Teoria e Solfeggio, Armonia Complementare, Armonia Contrappunto Fuga e Composizione nei conservatori di Potenza, Matera, Como, Avellino e Napoli.

Attualmente è docente di Musica Corale e Direzione di Coro preso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.

 

 

CAPPABIANCAGENNARO CAPPABIANCA

Direttore d’orchestra e violinista (Napoli 1964), si diploma in violino sotto la guida di Carlo Giuntoli, perfezionandosi in seguito con Farulli, Prencipe, Zanettovich e Faia. Dal 1985 collabora con l’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, Orch. Sinfonica Abruzzese, Orch. “Arturo Toscanini” di Parma, Orch. “A. Scarlatti” di Napoli. Dal 1988 è professore stabile dell’orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli. Attento ricercatore nel campo della musica popolare di tradizione mediterranea, compone e rielabora musiche di scena per il teatro di prosa. Le sue collaborazioni con Maurizio Scaparro e Mariano Rigillo su testi di Viviani, Lorca e Di Giacomo sono di grande successo. Esordisce come direttore nel 1995 alla guida dei “Solisti del San Carlo”.

Ha collaborato con gli attori Mariano Rigillo, Franco Nero, Michele Placido, Fanny Ardant, Fabrizio Bentivoglio, Gianfranco Iannuzzo, Stefania Sandrelli, Isabella Ferrari, Beppe Barra, Sergio Rubini, Cloris Brosca, Lina Sastri, Gianni Lamagna, Lello Giulivo, il soprano Maria Dragoni, il contralto Daniela del Monaco, il baritono Bruno De Simone, i violoncellisti Giovanni Sollima, Luigi Piovano, Alain Meunier e Sonia Wieder-Atherton, i pianisti Michele Campanella, Francesco Nicolosi, Monica Leone, Oliver Kern, Todor Petrov e Antonello Cannavale, i violinisti Dejan Bogdanovich, Miriam dal Don, Stefano Pagliani, Alberto Maria Ruta, Fabrizio Falasca, il violista Pierre Xuereb, il compositore Horacio Salinas (Inti Illimani), Eugenio Bennato, Lino Cannavacciuolo.

Con i Solisti del San Carlo ha inciso, nel 2001 il CD “Musica Obliqua” e nel 2004 Coppola Rossa con musiche di Antonello Paliotti, nel 2003 per la Naxos 2 concerti di Paisiello per pianoforte e orchestra.

Esordisce nell’opera, dirigendo l’orchestra Laboratorio Lirico di Orvieto nella “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, in seguito, nel “Maestro di Cappella” di Cimarosa. Ancora con “Cavalleria” si è esibito a Torino alla guida dell’orchestra “Città di Scafati” della quale è direttore stabile anche del corso di qualificazione orchestrale.

Il 16 Dicembre 2011 ha partecipato in Piazza del Plebiscito (Na) alla “Giornata conclusiva dell’Anno Giubilare” alla Presenza di Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, dirigendo l’orchestra Giovanile Collegium Philarmonicum composta per l’occasione da 250 giovani musicisti provenienti da tutta la Regione Campania.

Ha ancora diretto l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra del Teatro di San Carlo, l’Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria, l’Orchestra Sinfonica Città di Foggia, l’Orchestra della Magna Grecia, l’Unione Musicisti, la Nuova Scarlatti e I Solisti di Napoli. Dal 1999 al 2010 ricopre la carica di altro direttore de “I Cantori di Posillipo”.

Attento alla formazione didattica dei giovani collabora a numerosi progetti di qualificazione professionale con l’Orchestra Giovanile Collegium Philarmonicum in qualità di direttore stabile e direttore Artistico. Il suo repertorio direttoriale spazia dal religioso all’operistico, dal cameristico al sinfonico con attenzione particolare alla musica del XX secolo.

Orchestra Collegium Philarmonicum

E’ composta da giovani musicisti provenienti da tutta la Regione Campania, unitamente ad alcuni professori del Teatro di San Carlo e Conservatori campani. Il suo repertorio spazia dalla musica del ‘700 ai giorni nostri, oltre numerose prime esecuzioni di brani di autori campani.

Direttore stabile è il M° Gennaro Cappabianca. Dal 2003 ha preso parte ad importanti manifestazioni patrocinate da prestigiosi enti quali: Regione Campania, Amministrazioni Provinciali di Napoli, Salerno, Caserta, Comuni di Napoli, Avellino, Caserta ecc..

Tra le sue esibizioni ricordiamo il Festival “Musica al Teatro Romano” il Festival delle Ville Vesuviane, Napoli in Festa Provincia in Testa, Leuciana Festival, Musica in Irpinia, il concerto inaugurale della rassegna Musicittà sotto l’egida del Sindaco di Napoli On. Rosa Russo Iervolino, il concerto natalizio tenuto presso la Sala Scarlatti del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli ecc..

Nel gennaio 2007 è stata invitata in qualità di orchestra ospite al convegno promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Campania “Le imprese per i ragazzi”, importante evento cui hanno preso parte il ministro per le politiche giovanili On. Giovanna Melandri, l’assessore regionale alle politiche giovanili On. Rosa D’Amelio, il Governatore della Campania On. Antonio Bassolino e il Cardinale di Napoli Mons. Crescenzio Sepe.

Nell’ ottobre 2007 l’orchestra si è esibita alla giornata “Religioni senza violenza” organizzata dalla Comunità di S. Egidio, che ha avuto quali ospiti, rappresentanti delle Chiese cristiane e delle grandi religioni di tutti i continenti e la presenza del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano, che nel maggio 2008 ha conferito a questa realtà una medaglia. In quello stesso anno ha partecipato a “La Bibbia giorno e notte” programma trasmesso da Rai 1 e Rai Edu.

Nel 2009 per la XIV edizione di Amalfi Coast Music & Arts Festival ha eseguito sotto la direzione di Joseph Walsh “Le Nozze di Figaro” di W. A. Mozart. E’ stata inoltre orchestra di supporto al Concorso Internazionale di Canto Lirico di Ercolano (Na) “Ritorna Vincitor”, e sempre ad Ercolano presso Villa Campolieto ha realizzato l’Elisir d’amore di G. Donizetti, la Boheme di G. Puccini sotto la direzione del M° Alberto Veronesi.

Il 16 Dicembre 2011 ha partecipato in Piazza del Plebiscito (Na) alla “Giornata conclusiva dell’Anno Giubilare” alla Presenza di Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, con un’orchestra di 250 giovani musicisti proveniente da tutta la Regione Campania.

Hanno collaborato con l’Orchestra Giovanile Collegium Philarmonicum: Michele Campanella, Francesco Nicolosi, Monica Leone, Oliver Kern, Todor Petrov, Peppe Barra, Giovanni Sollima, Dejan Bogdanovich, Pierre Xuereb, Miriam dal Don, Stefano Pagliani, Mariano Rigillo, Michele Placido, Stefania Sandrelli, Fabrizio Bentivoglio, Gianfranco Iannuzzo, Giulio Scarpati, Sergio Rubini, Isabella Ferrari, Lina Sastri.

Ha inciso il CD “Musica Obliqua”, per la Naxos due Concerti di Paisiello per pianoforte e orchestra e “Coppola Rossa” con musiche di Antonello Paliotti. Dal 2003 è l’orchestra di supporto del corso Vacanze Musicali, ed ha reso possibile la realizzazione dei numerosi concerti prodotti da tale iniziativa, esibendosi con successo presso la Certosa di Padula, in località storiche del parco del Cilento, nei comuni dell’area nolana e dell’area vesuviana. E’ stata inoltre orchestra di supporto per la prima edizione dell’Irpinia Music Festival, manifestazione patrocinata dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.

 

DanielaDelMonaco_stdDANIELA DEL MONACO

Contralto. Nata a Napoli, si è laureata in Filosofia con una tesi in storia della Musica. Dal diploma di canto (con B. Nisticò) in poi non ha mai smesso di studiare la voce, come suono- in –  se e come strumento di emozioni: dal repertorio operistico (W. Ferrari, M. L. Cioni) al canto medievale (Thornton – Bagby) al canto nella musica del 900 (Dorow) dalla tecnica Alexander applicata alla voce (M. King) alla Pneumaphonie di S. Wilfart: curiosa dei diversi repertori, si avvicina alle diverse vocalità.

Ha cantato per la Fenice di Venezia, Il Comunale di Treviso, L’Accademia Chigiana di Siena, la Fondazione Gulbekian di Lisbona, il Semper Opera di Dresda, il Massimo di Palermo, il teatro di Tirana  ed in Germania, Belgio, Francia, Svizzera, Brasile. Con l’ensemble barocco “Cappella della Pietà dei Turchini” è stata ospite dei più importanti Festival di musica antica e di teatri e sedi prestigiose (S. Carlo di Napoli, Accademia di S. Cecilia, Konzerthaus di Vienna, Citè de la Musique di Parigi) ed ha inciso 14 cd di capolavori del barocco napoletano per Symphonia Opus 111 e Naive.

Ha inciso inoltre per la Vergin-Emi e per la Nuova Era, per la Rai e la RTSI. Dal 96 collabora con il chitarrista Antonio grande ad un progetto sulla produzione in lingua napoletana; il cd “Napoli InCanto”  è stato premiato dalla rivista francese specializzata Diapason, e più volte ristampato.

Insegna canto presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.

 

 

 

 

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