Michele Hide, “Il baule di Zollikön”

michele_hideE’ uscita con Stampa 2009, l’opera prima di Michele Hide, Il baule di Zollikön, “un esordio assolutoscrive Maurizio Cucchi nella prefazione, “per la maturità espressiva e per l’energia dl linguaggio che attraversa e sostiene una serie di testi che vengono a costituire per più che una prova o una plaquette, ma un vero e proprio libro, la cui fisionomia risulta già molto netta. […]

Michel Hide introduce nei suoi testi paesaggi, personaggi, residui mnestici, che si sono accumulati nel tempo in un vasto depsito forse ancora in gran parte da visitare. Come quel baule del quartiere di Zurigo, appunto Zollikön, con il quale il poeta intitola il suo primo libro. […]
Da un testo all’altro, inoltre, Hide, riesce a muoversi attraverso ritmi e forme diverse, sperimentando, volta a volta, i toni e i registri che più si addicono a ogni specifica situazione, passando così dal verso breve e scandito, a quello più ampio e materico fino a veri e propri brevi passaggi in prosa. Ed è anche in queste capacità di variazione stilistica è un altro segno positivo di una maturità già sorprendentemente acquisita con l’esordio.”

UN ESTRATTO DAL LIBRO

IL MIO ASPETTO

Il mio aspetto
lo assumo solo in questo luogo di antica tristezza
dove riposa da tanti anni il sangue
di mio fratello.

C’è una pozza che lo riflette.
Non ho mani per scavare.
non ho gambe per correre.

Il mondo passa, ride e fa i suoi bisogni.
e in mezzo ai suoi bisogni ci sto io.
 

QUESTO VENTO

Questo vento che inerpica tutto
mi fa sentire il brutto di essere vivo
mi fischia dentro e mi fa capire
tutto al contrario.

Questo vento di oggi sembra
dei giorni felici, non fa polvere, oggi.

C’è mamma che ride in questo vento,
e il vento mente e va a rovescio.
 

IL MIO DOPPIO

Questa notte mi è apparsa chiara, nel suo specchio, la mia natura.
E’ stato come rileggere vecchie pagine, diari remoti, e d’improvviso
capisci!

Sono scomparso vent’anni fa e mi sono riprodotto
in questo strano essere che ora sono.

Ho preso dentro di me il suo cuore, gli occhi,
però al mattino il suo cuore è fermo, il suo sguardo
si è spento nel mio, e così anche il mio doppio
è diventato per me vano e inutile.
___
Michele Hide è nato nel 1977 a Charlotte (Nort Carolina) e vive a Milano. Questa è la sua prima raccolta di versi.

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