Valerio Magrelli, “Otto sonetti a Londra”

magrelliLa lingua restaurata e una polemica
Otto sonetti a Londra, (manni, 2015)
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Ibridazione, incrocio di generi e la più ampia, sperimentale libertà espressiva sono i caratteri essenziali di quello che potrebbe definirsi un “libro-ornitorinco”, usando un termine coniato dal musicista Carlo Boccadoro per la terza raccolta poetica di Valerio Magrelli. L’occasione è l’impatto con dodici luoghi esplorati in un breve soggiorno londinese, cui segue un’accesa discussione politica (sotto forma di dialogo tra le figure immaginarie di Machiavelli e del Tenerissimo) sulle magnifichesorti italiane, dalla disoccupazione giovanile alla fuga dei cervelli.

Dopo le invettive, una scommessa: raccontare la storia sentimentale di un restauro, per l’esattezza quello di un dipinto del Settecento, visto attraverso le mail della sorella dell’autore, restauratrice, e di uno storico dell’arte, chiamati a illustrare il processo tecnico cui sottoporre la tela. Il tutto grazie a otto sonetti di Magrelli, quattro dei quali composti in inglese.
Una piccola traduzione da Adam Elgar chiude questo volume di essenze e sostanze solo in apparenza diverse.
 
 
PREMIO SPECIALE CAMAIORE 2015

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Dopo il primo giro di bozze, ho avuto la fortuna di parlare con Monica D’Onofrio per presente volume, e in particolare della dedica a Emilio Isgrò che apre la seconda parte Con mia grande sorpresa, avvertito su due piedi dalla mia cara amica, l’artista si è generosamente offerto di disegnare la copertina del libro. E di questo vorrei tornare qui a ringraziarlo insieme all’editore.Valerio Magrelli

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