Simone Casetta, “Ritratti del poetico”


INTERVISTA DI LUIGIA SORRENTINO A SIMONE CASETTA

Simone Casetta

 

Mostra fotografica tratta dal Registro fotografico dei poeti di lingua italiana

A cura di Simona Bartolena e Martina Biondi

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Casa Gola
Olgiate Molgora (LC)
dal 18 ottobre al 1 novembre 2015 (aperta nei fine settimana)

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25 ottobre – h 16,00
incontro con Simone Gasetta e Giovanni Gastel
19 opere in mostra nella dimora storica del pittore Emilio Gola (Milano 1851–1923).

 

LA POETICA DI SIMONE CASETTA
INTERVISTA DI LUIGIA SORRENTINO A SIMONA BARTOLENA

 

ritratti_del poeticoNota di Simona Bartolena

«Un giorno, per caso, Simone Casetta ascolta alla radio Raffaello Baldini che legge una poesia: ne resta talmente affascinato da decidere di andare a conoscerlo personalmente e di fotografarlo.

Nasce così il Registro fotografico dei poeti di lingua italiana, un progetto visionario, che non si pone un limite di spazio e di tempo: un progetto che si sposa a perfezione con la complessità e la liricità della ricerca di Simone Casetta, un “poeta che fotografa”, come è stato giustamente definito. Il Registro è in costante work in progress: quelli esposti in questa mostra non sono che una minima parte dei ritratti già scattati e un’ancor più piccola porzione di quelli che Casetta intende realizzare in futuro. Ai ritratti fotografici sono affiancati dei segni autografi: versi scritti su pezzi di tela, sassi decorati, disegni, e altri oggetti che concorrono a dare ai volti una presenza tangibile.

I visi protagonisti sono quelli di poeti “grandi, famosi, ignorati, modesti, eterni o effimeri”, come li ha definiti l’artista stesso; non solo i poeti celebrati e riconosciuti dalla critica, ma anche coloro che “per una volta sola o senza intenzione sono stati chiamati a partecipare come artefici alla poesia” possono entrarvi. Perché il Registro di Casetta non racconta il poeta ma l’idea poetica: è un inno al fare poesia, anche quello più nascosto e sommesso, uno straordinario omaggio al poetico del nostro quotidiano: un tema ideale per un fotografo che con il suo obiettivo ha saputo tradurre in poesia anche l’immagine più cruenta e impressionante e narrare con un incantevole tono lirico – senza però smarrire mai la via della realtà e l’istinto alla denuncia – anche le situazioni più estreme. Gridano dolcemente le foto di Simone Casetta, pungolano i nostri sensi, inducendoci alla riflessione: si muovono sul filo della memoria, del vissuto, del racconto.

Parlano i volti dei poeti, parlano a chi sa ascoltarli. Parlano di poesia, del fare poesia, dell’interpretare l’esistenza con la poesia; e ancor più dei loro sguardi, dei loro gesti, del loro ambiente, del loro universo, sono le loro parole, invisibili ma presenti, le vere protagoniste di questa coinvolgente ed emozionante sequenza di immagini. Fermatevi ad ascoltarle»

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All’interno della mostra è visibile il filmato Omaggio a Pier Mario Vello di Simone Casetta, da un’idea di Arnoldo Mosca Mondadori.
L’esposizione di ritratti e i segni autografi sono accompagnati da testimonianze e dalla viva voce dei poeti.
Per consultare il calendario degli incontri con i poeti: www.ritrattidelpoetico.wordpress.com

L’iniziativa è promossa dal Comune di Olgiate Molgora, Cultura

Aperture:
18, 24, 25, 31 ottobre – 1 novembre
h 10- 13 /15-19    Ingresso libero

 

simone_casettaIl manifesto del progetto scritto dall’autore

«Il Registro ha l’intenzione di mostrare attraverso la  mia testimonianza fotografica, i volti del “poetico” nell’ambito della lingua italiana e dei suoi dialetti.
In nessun modo il progetto fotografico ha pretese di giudizio sull’opera dei poeti interpellati, né si pone come un’antologia selettiva.
La poesia è protagonista dell’opera, e ogni persona ritratta è testimone per la propria esistenza in rapporto  alla poesia. Nessun rapporto gerarchico condiziona la scelta dei poeti da ritrarre.
Come autore dei ritratti e motore del progetto, opero nella libertà di ritrarre le persone per le quali la poesia è un elemento caratterizzante, basandomi sulle indicazioni fornite da una critica letteraria autorevole e spingendomi a indagare anche in territori più fragili. Poeti grandi, famosi, ignorati, modesti, eterni o effimeri. Anche persone che per una volta sola e senza intenzione sono state chiamate a partecipare come artefici della poesia. Dedico questo mio lavoro a tutti i poeti che per errore o malasorte non sarò stato in grado di incontrare, di riconoscere, di fotografare. Ai poeti che sono morti e a quelli che saranno stati dimenticati. A chi si sarà negato, e senza i cui volti questa raccolta risulterà più povera»

Simone CasettaFranco Loi-p

 

FOTO DI SIMONE CASETTA DEL POETA FRANCO LOI

La tecnica artistica è inconsueta e di grande pregio. Casetta scatta su pellicola di medio e grande formato, utilizzando un’attrezzatura fotografica che si può ormai definire “di altri tempi”, compreso un banco ottico di grandissimo formato, di cui esistono pochi esemplari al mondo, che produce negativi di 50 per 60 centimetri. Questa rara macchina fotografica viene utilizzata prevalentemente per la ripresa di soggetti statici: paesaggi e nature morte. Il suo impiego da parte di un ritrattista rappresenta, di per sé, una peculiarità. Casetta si avvale di una preziosa tecnica di stampa ottocentesca per la quale si stendono con il pennello, sali di platino e di palladio, metalli estremamente stabili. La delicatezza dei passaggi tonali e la straordinaria longevità di queste stampe, che non subiscono decadimento nel tempo, rappresentano un ulteriore omaggio al lavoro dei poeti. Un’opera, quella di Casetta, in cui la fotografia si lega alla pittura e imprime eternità.
Segni autografi aggiungono unicità. A ciascun ritratto della collezione viene abbinato un segno autografo del poeta.
Versi scritti su pezzi di tela, sassi decorati, dipinti, disegni affiancano i volti donando intimità all’incontro.

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Simone Casetta Nato a Milano nel 1961, ha iniziato giovanissimo a fotografare persone.
Si occupa da molti anni di tematiche sociali quali la distribuzione delle risorse alimentari, il dialogo tra le religioni, e dei grandi temi come la guarigione e la percezione della morte nelle diverse culture.
Ha realizzato reportage internazionali in Europa, Romania, Sudan, Ruanda, Zambia, Somalia, Ciad, Kenia, Tanzania, Marocco, Pakistan, Cambogia, Argentina, Costa Rica, Nicaragua.
Ha esposto le proprie opere in mostre collettive e personali in Italia e all’estero e pubblicato su molte delle più importanti testate italiane e straniere.
Svolge il lavoro su pellicola in medio e grande formato, con una particolare cura per la qualità della stampa fotografica che realizza personalmente nelle proprie camere oscure.
Dal 2007 è docente di Linguaggio e pratica del racconto fotografico presso l’ISIA-Università di Urbino.
Nel 2012 ha fondato il “Conservatorio della fotografia”, centro di diffusione della cultura fotografica tradizionale con la pratica delle tecniche chimiche di sviluppo e stampa.

 

Per informazioni e materiale iconografico:

martina@martinabiondi.it – T 348 7820513

 

 

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