Ginevra Lilli

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Ginevra Lilli, poetessa e artista, vive e lavora a Roma, dove è nata nel 1972.

La sua prima raccolta di poesie, Diario ordinario, che include alcuni suoi disegni, è stata pubblicata da Marco Saya Edizioni (Milano, 2014).

Laura Lilli, sua madre adottiva, scrittrice, poeta e critico letterario per il quotidiano la Repubblica, scomparsa nel 2014, è stata la sua maestra di vita e di scrittura. Ginevra Lilli ha studiato giornalismo e oltre a scrivere poesie, disegna, fotografa e realizza ‘montaggi’ concettuali tra testi poetici e immagini, mettendo in relazione queste tre forme di espressione. Ha esposto i suoi lavori in due mostre a Roma.

Diario ordinario è stato segnalato al Premio internazionale di Letteratura Città di Como – Edizione 2015.

 

ESTRATTI

La volpe
 
                   A Francesco Moschini

Si dice da te
‘cargosa’.
Scusa il miopeso,
e queste lamentele sparse.
Vorrei,un giorno intero, accoccolarmi
come una volpe stanca
fra le tue idee.

Roma, aprile 2015

*

Pixel

A Elena Giulia Rossi

Nemmeno
la forma
sarà più forma.
Questo che vedi
non lo puoi toccare.
Non puoi baciare
queste labbra
pixel.
Si accendono.
Si spengono
con l’interruttore.
Amore vulnerabile.
Amore impossibile.
Impossibile
sentire la superficie.
Non si sedimenta
il tempo. Né la polvere.
Dove saranno
i musei di domani
se non nel nostro stupore?

Marano, Tolfa, 30 maggio 2015

*

A KamnaGorica

Qui a KamnaGorica
le case hanno gli occhi piccoli,
bocche segrete,
pensieri che tengono per sé,
conservati sotto i tetti
che scendono
come fazzoletti
lungo i loro volti
di case oscure.
Sguardi che aspettano
la neve
che tutto soffocherà.

KamnaGorica, Slovenia, 26 giugno 2015

*

Elisa

Tutto è regolare
qui nel silenzio
di Marsura.
Grasso silenzio stanco.
E le strade
fulmini dritti
e vuoti nel verde
che urla
dei campi di granoturco.
Questo verde a calmare
i nostri occhi
bisognosi di pace.
Estate a Marsura
tra gli alberi, tigli,
tassi, abitanti con radici
forti, ben piantate
nelle loro convinzioni.
Ti riconosco
Elisa
forte, dal cuore
curioso
che già fa regali
ancora prima di sapere
se qualcosa
sarà di ritorno.

Marsura, 29 giugno 2015

*

Magari martedì

Arrivano, piccoli dromedari in fila
nel deserto. Le parole assetate
in fila, anch’esse legate
l’una all’altra. In fila
in apparenza obbedienti. Consenzienti.
Sono qui e prorompono
dispettose, scarmigliate.
Si spingono a vicenda, scolarette
impertinenti.
Scimmie ammaestrate, che si tengono
per mano. Sono così
stasera le parole. Non si sa
dove ci vogliano portare.
Verso il lieto fine o scivolando,
giù, verso la fine della pagina
senza conclusione, senza
un abbraccio o una stretta di mano
che dica: ‘ecco, ci rivediamo
presto. Magari, martedì’.

Roma, Accademia Nazionale di San Luca, 29 ottobre 2015

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