La collezione d’arte del Principe Liechtenstein

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Ritratto di Caroline del Liechtenstein di Elisabeth Vigée Le Brun realizzato nel 1792.
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Rubens, Raffaello, Elisabéth Vigée Le Brun, Van Dick. Sono alcuni dei fiori all’occhiello della più grande collezione privata di dipinti e ritratti al mondo. Oltre mille e 700 quadri, più di 600 sculture accanto a disegni, libri, oggetti, mobilio, stampe, incisioni di inestimabile valore appartenenti al principe Hans-Adam II del Liechtenstein da più generazioni. Una parte dell’imponente collezione sarà esposta, sino al 20 marzo, a Aix -en Provence (Caumont centre d’art).

Una storia di famiglia, di mecenati e grandi appassionati d’arte quella della collezione dei Principi del Liechtenstein. Ad acquistare le prime opere d’arte, come ricorda il settimanale francese ‘Point de vue’ è Georg von Lieiechtenstein- Nikolsbourg, principe-vescovo della città di Trento intorno al XIV secolo. Un ciclo di affreschi che rappresentavano i lavori nei campi attraverso le stagioni.

Nel XVI secolo Hartmann II von Liechtenstein possiede una delle biblioteche più ricche, ma soprattutto ha un debole per le opere di grandi maestri, come Hans Mielich, originario di Monaco di Baviera (‘Portrait du dernier comte de Haag’). Ma sarà il primo principe del Liechtenstein, Carlo I, a gettare le basi per la creazione della più ricca collezione privata al mondo, cui seguiranno più tardi Carl Eusebius I, un contemporaneo di Rubens, Johann Adam Andreas I. Entrano a far parte della collezione capolavori di Rubens, van Dyck.

E Johann Adam Andrea I per poter ammirare i suoi gioielli fa costruire a Vienna due splendide dimore. Collezioni accessibili, a partire dal 1705, solo ad un ristretto circolo di amici e intellettuali. Nel corso dei secoli le collezioni dei principi del Liechtenstein si arricchiranno di nuove opere, spesso inseguendo i gusti degli illustri mecenati. Joseph Wenzel I è un appassionato intenditore di pittura francese e acquista, tra gli altri, opere di Chardin, che la famiglia è costretta a vendere all’indomani della Seconda Guerra Mondiale.

Tra i ritratti in mostra a Aix- en -Provence, quello di Caroline del Liechtenstein, moglie del principe Alois I, firmato da Elisabeth Vigée Le Brun, quando la famiglia era in esilio in Francia.

“Da oltre 30 anni il principe ereditario Hans-Adam II ha intrapreso un’azione di restauro delle opere della sua collezione – ha ricordato il settimanale francese ‘Point de vue’- Molte delle quali viaggiano alla volta di mostre e esposizioni. Splendidi ambasciatori del piccolo principato del Liechtenstein, simbolo di un potere culturale e artistico, che si tramanda nei secoli, all’interno della stessa famiglia, gioielli senza pari – si legge ancora – dell’arte occidentale”.

Naturalmente l’attuale sovrano continua nella sua opera di mecenatismo. Tra le acquisizioni più recenti la ‘Venere’ di Cranach, ‘Les Collecteurs d’impots’ di Quentin Massys, il ‘Ritratto di Alessandro Farnese’ di Antonis Mor, il ‘San Sebastiano’ di Cornelis Cornelisz van Haarlem o ‘Les baigneuses’ di Joseph Vernet.

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