Donne di genio, Audrey Hepburn

audrey-hepburnAlcune considerazioni su Audrey Hepburn
di Nicola d’Ugo

Se le donne italiane, anziché seguire falsi miti femminili (le veline, Belen e altre inanità del genere), seguissero l’esempio di Audrey Hepburn avremmo meno scemette intorno, meno vanità, più empatia. Audrey Hepburn è stata una delle maggiori personalità del secolo scorso, e per personalità intendo James Joyce, Marcel Proust, Franklin Delano Roosevelt, Martin Luther King Jr., Gandhi, Franz Kafka, Maria Callas, Marlon Brando, Bob Dylan, Albert Einstein, Anna Magnani, Sandro Pertini, Sviatoslav Richter, Maya Angelou, Wilhelm Furtwängler, Nina Simone, Anatole France, Gilles Deleuze, Albert Camus, Marie Curie, Jun’ichirō Tanizaki, Susan Sontag e alcuni altri.

Per me resta la più grande attrice della storia del cinema, un’anticchia infinitesimale sotto a Marlon Brando. La vita e la cultura di Audrey Hepburn, la sua espressività, il suo stile, la sua comunicativa, i suoi impegni sociali e umanitari, il suo esser fuori dei canoni con dolcezza e determinazione l’hanno resa una delle donne più memorabili del ‘900. Neppure il cancro, le rughe l’hanno portata fuori scena, anzi ha mostrato al mondo il suo invecchiamento precoce per farsi paladina degli affamati africani, dei malati, di tutto quello che la sporcizia della politica continuava a disseminare. Ricordo con precisione dov’ero quando annunciarono alla radio che se ne era andata una stella del firmamento dell’umanità. Ricordo la stanza in cui mi trovavo, il luogo preciso della stanza e la persona che mi era di fronte in un ufficio pubblico romano, peraltro pieno di polvere e carta.

Audrey Hepburn parlava molte lingue, era una donna davvero colta. Parlava benissimo l’italiano, naturalmente, oltre al francese e all’inglese. Benché sia stata la principessa belga di Hollywood, era anzitutto una cittadina del mondo. La sua interpretazione di Nataša in Guerra e pace di King Vidor, girato in Italia, avrebbe esaltato Lev Tolstoj in persona. Nessuno dei film con Audrey Hepburn, benché fossero destinati in quanche caso ad essere delle patacche, sono venuti altro che bene. I film con Audrey Hepburn sono tutti belli, perché c’era lei. Nessuno che abbia avuto una lunga carriera, neppure Marlon Brando, che adoro, è riuscito a non far fallire neppure un film. In questo, forse la Hepburn fa il paio solo con Charlie Chaplin, tanto per dire.

Audrey Hepburn aveva una virtù artistica tutta sua, da far impallidire perfino le dive del cinema muto, ad eccezione (forse) di Greta Garbo: non conosco attore, femmina o maschio, incluso Petrolini, che avesse la dote di comunicare stati d’animo differenziati in frazioni di secondo ristrettissime come la Hepburn, che passava da uno sguardo a un altro, a una chiusura delle palpebre, a un tic del viso o delle labbra in tempi infinitesimali. Nessuno. Forse nel nuovo secolo nascerà una stella in grado di essere espressiva come lei o anche di più. Per ora questa è una dote, tra le tante, che aveva solo Audrey Hepburn.

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