Benedetta Craveri, “Gli ultimi libertini”

                                         

Craveri_7591«Gli ultimi libertini, (Adelphi, 2016) racconta la storia di un gruppo di aristocratici la cui giovinezza coincise con l’ultimo momento di grazia della monarchia francese»: sette personaggi emblematici, scelti non solo per «il carattere romanzesco delle loro avventure e dei loro amori», ma anche (soprattutto, forse) per «la consapevolezza con cui vissero la crisi di quella civiltà di Antico Regime … con lo sguardo rivolto al mondo nuovo che andava nascendo». Sfruttando, infatti, le qualità migliori della loro casta – «la fierezza, il coraggio, l’eleganza dei modi, la cultura, lo spirito, il talento di rendersi gradevoli» –, il duca di Lauzun, il conte e il visconte di Ségur, il duca di Brissac, i conti di Narbonne e di Vaudreuil e il cavaliere di Boufflers non furono soltanto maestri nell’arte di sedurre, ma da veri figli dei Lumi ambirono ad avere un ruolo nei grandi cambiamenti che si preparavano, e dopo il 1789 seppero affrontare le conseguenze delle loro scelte – la povertà, l’esilio, perfino il patibolo – senza mai perdere l’incomparabile panache che li distingueva. A sua volta, con la «grazia somma della cultura, della curiosità, del pensiero, della scrittura magnifica» che le è stata riconosciuta dai critici, e ancor più dai lettori, l’autrice di Amanti e regine percorre queste sette vite parallele fino all’evento in cui tutte convergeranno – la Rivoluzione – e dopo il quale ciascuno degli «ultimi libertini» seguirà il proprio destino.

craveri_coverIN COPERTINA
Anton Raphael Mengs, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena regina di Napoli (1768 ca, particolare). Museo del Prado, Madrid.

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Benedetta Craveri è una Francesista. Nipote di Benedetto Croce e allieva di Giovanni Macchia,
già Docente all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha insegnato all’Università della Tuscia (1988-2005). Nel 2007 ha collaborato come professoressa inviata con l’Università della Sorbona di Parigi. Per dieci anni, dal 1976 al 1986, ha diretto il programma culturale Spazio 3 in onda su Rai Radiotre. Uno storico bestseller alle spalle, Madame du Deffand e il suo mondo (Adelphi, 1982). La civiltà della conversazione (Adelphi, 2001). Ha composto una galleria di ritratti femminili dell’Ancien Régime, dalla potente Caterina de’ Medici e dalla sua rivale in amore Diana di Poitiers fino alla sventurata Maria Antonietta, ricavati da una serie di articoli apparsi originariamente nel quotidiano la Repubblica (Amanti e regine. Il potere delle donne, Adelphi 2005)» (Mario Andrea Rigoni). Sposata con Benoît d’Aboville, due figli tra i quali la scrittrice Margherita D’Amico, avuta da Masolino.

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