“Come una piuma sul dorso della mano”

pradaA cura di Daniele Campanari

Nella presentazione al libro viene descritto un paesaggio, probabilmente un passaggio da una parte all’altra. Parla del vento (del quale se ne straparla in poesia, come per l’amore e altre cose che fa la natura) “il cui significato va ben oltre il suo valore denotativo in contesti apparentemente da idillio”. “Come una piuma sul dorso della mano” (Nino Aragno Editore), del medico-autrice Natalia Veronesi Prada, deve essere leggero proprio come una piuma; forse a rischio caduta quando quel vento del quale si diceva magari soffia più forte, forse indimenticabile per il tempo e i luoghi che la vita scandisce e fa vedere davanti a ognuno con questo ognuno che sa di poterne fare ciò che vuole. E  sempre nella prefazione viene scritto:  “La raccolta poetica si propone come un regesto devozionale, che cresce a poco a poco, quasi giorno dopo giorno, anno dopo anno, come a voler segnare col suo accumulo ordinato e paziente di versi ed emozioni la devozione all’immagine di un io profondamente compreso di sé e delle proprie ragioni. Il paesaggio si fa improvvisamente limpido e terso, per via di un elemento dinamizzante, il vento, entrato prepotentemente in gioco […]”.

 

UN ESTRATTO DA LIBRO

Una sera sul colle

Tacito il giorno muore
sull’erba della sera;
di silenzio in silenzio
la dolcezza pietosa della notte
accende stelle alla città lontana,
quasi un contrappunto,
a luci di finestre, accese piano.
Ed è già solitudine di colli,
di boschi e di sentieri.
Forse verrà la luna
più tardi ad abitarli.

Natalia Veronesi Prada è nata a Como, dove vive. Laureata in Scienze biologiche e in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano, dal 1949 ha esercitato la professione di Pediatra e Neonatologa a Como, negli Ospedali cittadini e, per alcuni periodi, anche in Africa, nell’Ospedale di Butezi in Burundi. Ha già pubblicato tre raccolte poetiche,Giorni a piene mani (2002), I grandi fiumi verdi e le colline (2004) e Ombre sulle meridiane (2008).

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