Wallace Stevens, “The house was quiet and the world was calm”

Wallace Stevens

Wallace Stevens

Nota di Marco Marangoni

The House was quiet and the world was calm.

La poesia appartiene alla raccolta del 1946 , “ Transport to Summer”. Il tema della raccolta porta a pensare a un moto di trasposizione, per metafora, verso…la pienezza della Realtà-Estate. Dopo il conflitto della seconda guerra mondiale -ma non solo: il tempo posteriore di una ricucitura appartiene comunque alla poetica stevensiana: “ like weather after it has cleared” scrive in Artficial populations di Opus posthumous, 1957 – la quiete viene raggiunta per il “trans-port” specifico. Qui Stevens riscrive il topos del ritorno, individuando la quiete, come dimensione pro-dotta dal fingere poetico: che si pensa comunque non arbitrario, ma aderente ad una necessità onto-cosmo-logica.

E’ in rapporto ad un centro che “non tiene più “, alla “ frammentarietà catastrofica del mondo contemporaneo – sostiene M. Bewley, citato in W. Stevens, Tutte le poesie, a cura di M. Bacigalupo, Meridiani, Mondadori, 2015, p. 1152)- che Stevens infatti afferma “la sua fede”: “ nel potere unificante dell’immaginazione”. Il metro, come giustamente osserva Bacigalupo, si suddivide in distici, modellati sulla forma della “villanella”( forma metrica frequente nella poesia inglese del ‘900: da O. Wilde a D. Thomas, S. Plath, W. H. Auden). Nella poesia The House was quiet and the world was calm di Stevens la ripetizione dei termini e la semplicità lessicale che via via si fa “metaforizzante”, va a costruire un processo astrattivo, che si innesta nel linguaggio riconoscibile della tradizione “metafisica” e neoplatonica ( J. Donne). La mia traduzione cerca di aderire semplicemente al senso “metafisico” che è l’effetto sortito da un linguaggio semplice e ripetitivo solo apparente, ma in realtà danzante-ludico-rituale.

The house was quiet and the world was calm
di Wallace Stevens

The house was quiet and the world was calm.
The reader became the book; and summer night

Was like the conscious being of the book.
The house was quiet and the world was calm.

The words were spoken as if there was no book,
Except that the reader leaned above the page,

Wanted to lean, wanted much most to be
The scholar to whom his book is true, to whom

The summer night is like a perfection of thought.
The house was quiet because it had to be.

The quiet was part of the meaning, part of the mind:
The access of perfection to the page.

And the world was calm. The truth in a calm world,
In which there is no other meaning, itself

Is calm, itself is summer and night, itself
Is the reader leaning late and reading there.

***

La casa era calma e il mondo era calmo

La casa era quieta e il mondo era calmo.
Il lettore diveniva il libro; e la notte estiva

era come l’essere cosciente del libro.
La casa era calma e il mondo era calmo.

Le parole erano dette come se il libro non ci fosse,
eppure il lettore si curvava sulla pagina,

voleva curvarsi, voleva molto di più essere
l’allievo per il quale il suo libro era la verità, per il quale

la notte estiva è come una perfezione di pensiero.
La casa era quieta perché così doveva essere.

La quiete era parte del significato, parte della mente:
l’accesso di perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in una calmo mondo,
In cui non c’è altro significato, esso stesso

calmo, esso stesso estate e notte, esso stesso
Il lettore che si curva fino a tardi, lì a leggere.

(Traduzione di Marco Marangoni)

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