Omaggio a Roberto De Simone

Roberto De Simone / credits ph. Lelli & Masotti

 

di Anita Pesce

Una voce sconosciuta, riaffiorando dai solchi di un LP in vinile, asseconda una linea melodica apparentemente lieve.
È il 1977: la RCA pubblica “Io, Narciso, io“, primo e unico LP in cui Roberto De Simone si propone in veste di cantautore. Fino a quel momento il maestro ha preferito dare spazio agli altri: sono gli anni della Nuova Compagnia di Canto Popolare, anche se da poco egli ha ottenuto la definitiva, personale consacrazione con “La Gatta Cenerentola“, proposta al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1976.
Il percorso artistico di questo genio prolifico e lungimirante, che ha saputo riportare in vita il passato senza mai perdere di vista il presente, si concede dunque una digressione.
Testi in lingua, musiche che spaziano liberamente e attingono a tavolozze cui egli sembrava aver rinunciato; la sua vastissima formazione musicale, in grado di padroneggiare (tanto per dire) la musica colta come il jazz, si riorganizza e prende forma nei pochi minuti di ciascuna canzone.
Sono i testi a sorprendere, più ancora della musica, più ancora di quella voce fino ad allora conosciuta al pubblico soprattutto per i suoi discorsi culturalmente profondi e spiazzanti.
I testi sono ironici, graffianti, con sprazzi di tenerezza apparente, che si ribalta a tradimento e a tradimento muta di livello semantico; apparentemente regressivi, ecco che colpiscono allo stomaco all’improvviso, come questo “Gioco del cavallo a dondolo” (riproposto in tempi recenti da Morgan) che, nel suo amorevole andamento di filastrocca, evoca di tutto, fuorché idilli infantili.
Oggi Roberto De Simone compie 84 anni. Piace riscoprirlo così, fuori dagli standard, fuori dagli schemi, libero da qualsiasi etichetta.
Auguri, Maestro.

Il gioco del cavallo a dondolo
(Roberto De Simone)

Da bambino avevo come avevi pure tu
Un cavallo a dondolo che andava su e giù
Cavalcando andavo per lontane praterie
Combattendo contro le disavventure mie
Poi uccidevo tre banditi fermi sulla via
Somiglianti agli insegnanti della scuola mia
Da ragazzo ebbi come avesti pure tu
Una barca a vela sopra il mare tutto blu
Navigando sempre con stragrande fantasia
Combattevo solo contro la pirateria
E in duello ne uccidevo di pirati assai
Con il viso dei padroni dove lavorai
Ma più grande andavo come ognuno di voi va
Al tiro a bersaglio che una certa gioia dà
Socchiudendo gli occhi Robin Hood sembrava me
Combattendo contro i soprusi del suo re
Ed allor facevo fuori le canaglie spia
Con il viso degli agenti della polizia
A vent’anni ebbi come forse avesti tu
Una moto azzurra che correva sempre più
Ma il bandito questa volta diventavo io
Per sfuggire alle leggi del paese mio
E investivo chi mi diceva “ferma dove vai”
Con la voce di quel prete dove mi battezzai
E più tardi ebbi come in fondo accade poi
L’auto e la patente per andare dove vuoi
Ma talvolta nella guida perdo la realtà
Per le assurde frecce contro la mia libertà
Ed allora accelerando corro in sogno, voi,
Di ammazzare nella corsa tutti quanti voi
Ora solamente come forse non hai tu
Cerco un altro gioco che mi tenta sempre più
Chiusa nel cassetto una colt trentasei
Con la quale punto contro tutti i sogni miei
Hop la mira, punta bene, conto sino a tre
E chi cade questa volta… rassomiglia a me.

 

Roberto De Simone nasce a Napoli il 25 agosto del 1933.
Musicista, compositore, musicologo, autore, regista, connota la sua produzione e il suo ambito di ricerca occupandosi principalmente del patrimonio culturale partenopeo e campano. Patrimonio che egli osserva sul campo o studia attraverso i libri, dedicando costante riflessione al rapporto tra oralità e scrittura, storia e metastoria.
Dal 1967, per circa dieci anni, è stato il riferimento artistico e culturale della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Autore e regista teatrale, ha il suo primo exploit sulla scena internazionale nel 1976, con “La gatta Cenerentola“. Come autore e saggista pubblica con numerose case editrici, tra cui Einaudi; cura inoltre regie di opere liriche per i maggiori teatri mondiali.
È stato docente di Storia del Teatro all’Accademia di Belle Arti di Napoli, direttore artistico del Teatro di San Carlo, Direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella.
È Accademico di Santa Cecilia e Chevalier del Arts et des Lettres in Francia.

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