Dopo 50 anni pubblicato l’epistolario fra Giuseppe Ungaretti e Bruna Bianco

Estate 1966. Per una serie di conferenze Giuseppe Ungaretti è in Brasile, una terra in cui ha abitato a lungo e a cui è particolarmente legato. Vestita di rosso, alla fine di un incontro pubblico gli si avvicina la giovane Bruna Bianco, che gli consegna alcune sue poesie: prende avvio così una relazione che – data la distanza – si esprimerà attraverso un fittissimo scambio epistolare. Le quasi 400 lettere che qui si presentano, gelosamente custodite per cinquant’anni dalla destinataria, raccontano la cronaca quotidiana di un amore impetuoso e travolgente, che riaccende nel poeta il desiderio di cantare e dà inizio a una nuova stagione creativa. Nella plaquette del 1968 dal titolo “Dialogo”, alla voce del poeta, che si firma Ungà come nelle lettere, seguono infatti le “Repliche di Bruna”. Donna reale, quindi, Bruna, ma al contempo figura poetica, musa, incarnazione della giovinezza al cospetto del «poeta antico». «Felice, e disperato d’esserlo», consapevole che il suo amare è una «smisurata demenza», Ungaretti racconta i pensieri, gli incontri, le delusioni, commenta quadri, mostre e letture, allega prove poetiche e di traduzione, guida la giovane sul sentiero della poesia. Ma affronta anche temi universali: il rapporto tra amore e morte, giovinezza e vecchiaia, e la forza sempre viva del sentimento e della poesia eternatrice.

Giuseppe Ungaretti “Lettere a Bruna” a cura di Silvio Ramat 2017 Mondadori £ 21,00

L’epistolario rimasto segreto per 50 anni vede la luce grazie a Bruna Bianco e all’italianista di San Paolo, Francesca Cricelli: sono state loro a compiere la prima trascrizione degli originali manoscritti delle lettere a Bruna di Giuseppe Ungaretti.

Cercata in me ti ho a lungo,
Non ti trovavo mai,
Poi universo e vita
In te mi si svelarono.

Quel giorno cui felice,
Ma il giubilo del cuore
Trepido mi avvertiva
Che non eri mai sazia.

Desti allora sollecita
Quella quiete infinita
Che dopo amare assale
Chi ne godé la furia.

(Inedita)

GIUSEPPE UNGARETTI (Alessandria d’Egitto 1888 – Milano 1970).       Grande maestro della poesia del Novecento, affiancò alla produzione in versi una raffinata attività di prosatore e di traduttore (da Góngora a Mallarmé, da Saint-John Perse a Blake).

Condividi
  • 75
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *